La crisi di Bid.it

Anche il noto sito di aste online affonda nella crisi della new economy: la società è prossima al fallimento, i quaranta dipendenti non percepiscono stipendio da otto mesi e hanno iniziato uno sciopero a oltranza.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-05-2002]

E' di questi giorni la notizia che il sito di aste online Bid.it sia ormai prossimo al fallimento, nel qual caso tutti i suoi dipendenti si troveranno senza occupazione: parliamo di quaranta persone che da ieri hanno iniziato uno sciopero a oltranza che andrà avanti fino al 14 maggio, data in cui si terrà l'assemblea dei soci che dovrà decidere le sorti della società.

Sono persone che da più di otto mesi lavorano senza percepire stipendio, persone che non hanno abbandonato il loro posto di lavoro nonostante le difficoltà e che non si sono mai perse d'animo. Parliamo, ricordiamocelo, dei dipendenti, non dei datori di lavoro. E soprattutto parliamo dei dipendenti di una società che ha sede a Barletta, nel Sud del nostro Paese, quello stesso Sud che tanto viene difeso a parole per poi essere trascurato con i fatti.

Per i soci, a quanto pare, il discorso è ben altro: hanno deciso di non investire più in questa società, ritirando i fondi e lasciandola agonizzare fino a decretarne la fine.

Questo accade nonostante i clienti illustri (quali AC Milan, Torino Calcio, Panini e molti altri ancora) e nonostante i soci stessi siano illustri: tra questi Banca Popolare di Bari (che ha bocciato il piano industriale e negato i contributi nell'assemblea totalitaria), Banca 121 e Dada Spa.

Negli ultimi mesi ci sono state promesse per questi dipendenti ma di fatto non si è visto nulla, nemmeno a fronte di un aumento del fatturato. I dipendenti auspicano una presa di coscienza da parte dei soci o, nella peggiore delle ipotesi, un intervento dello Stato, qualora non si giungesse ad una soluzione soddisfacente per tutte le parti coinvolte.

Giovedì 9 maggio 2002 alle ore 10.00 presso la sala Telecom di Bari, in Via Don Guanella 19/21 e in videocomunicazione presso la sala Telecom di Milano in Via Pirelli 35, Antonio Manno (presidente e fondatore di Bid.it) terrà una conferenza stampa per illustrare ai giornalisti i complessi motivi che stanno portando l'internet company barlettana sull'orlo del fallimento.

Speriamo che in quella data ci saranno date buone nuove insieme a quelle che hanno portato a questa triste situazione, e intanto restiamo in attesa.

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Commenti all'articolo (1)

laura
terroni Leggi tutto
9-12-2002 22:38

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Il Governo sta facendo troppo poco per portare la banda larga anche nelle zone più remote.
Il Governo riuscirà a migliorare la diffusione della banda larga.
Il Governo vorrebbe fare di più per la diffusione della banda larga, ma mancano le risorse.
Il Governo non sta facendo abbastanza per reperire risorse per la banda larga.
Al Governo non frega nulla della banda larga a meno che qualche lobby o qualche gruppo finanziario o industriale gliela chieda; a quel punto troverà il modo di mettere una nuova tassa ai pensionati o ai lavoratori dipendenti per reperire i fondi.

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