BSA: ridurre la pirateria crea 500.000 posti di lavoro

Nel 2010 la pirateria è cresciuta del 14%. Ma forse la colpa non è solo dei pirati.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-05-2011]

BSA rapporto pirateria 2010

Puntuale come ogni anno, la Business Software Alliance ha rilasciato il proprio rapporto sulla pirateria.

I dati si riferiscono al 2010 e, per usare le parole della BSA, testimoniano una crescita del «valore commerciale della pirateria pari al 14%, per un totale di 58,8 milioni di dollari».

Il "valore commerciale" è il parametro usato dalla BSA per mostrare il pericolo della pirateria: si riferisce al «valore del software installato senza licenza in un dato anno come se fosse stato venduto sul mercato».

Questo strumento è però contestato da alcuni, come fa notare per esempio Glyn Moody di Computer World UK.

Moody spiega che la chiave del problema sta nell'espressione «come se fosse stato venduto sul mercato»: ma la pirateria nei Paesi in via di sviluppo - sulla quale soprattutto si concentra la BSA - è dovuto proprio al fatto che gli abitanti di quegli Stati non possono affrontare la spesa necessaria a ottenere software originale.

Da ciò Moody deduce che è sbagliato usare il valore commerciale come parametro di riferimento, perché non c'è alcun modo di vendere i software a quei clienti.

La BSA continua il rapporto sostenendo che una riduzione globale della pirateria dei software per PC farebbe solo bene all'economia: un calo del 10% creerebbe attività economiche per 142 miliardi di dollari, 500.000 nuovi posti di lavoro e 32 miliardi di dollari in tasse.

Anche su questo aspetto si concentrano le critiche di Moody, il quale fa notare come i soldi non spesi per il software non spariscono per magia né vengono per lo più tenuti quiescenti in qualche banca, ma verosimilmente saranno spesi in altre attività, facendo comunque del bene al mercato.

Invece, il denaro eventualmente speso per il software verrebbe comunque sottratto da qualche altra parte: nel complesso, quindi, non si può dire - secondo Moody - che ridurre la pirateria faccia bene all'economia in generale, ma solo a quella dei produttori di software.

Il vero problema non è dunque eliminare la pirateria agendo di forza, né chiedersi se sia giusto ricompensare chi sviluppa per il proprio lavoro: il problema è vendere il software al giusto prezzo.

Così facendo, forse, la pirateria calerebbe da sé.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 19)

Chi usa Visual Studio per professione non ha bisogno di piratarlo visto che lo scarica come costo e poi comunque non puoi pretendere di ammortizzare investimenti in un giorno. Per chi lo "deve" usare per formarsi perchè studente è un investimento per il rproprio futuro quindi molto più giusto spenderli li che in altre... Leggi tutto
15-5-2011 00:36

Beh.. :thanks: PAROLE SANTE !! Leggi tutto
14-5-2011 17:33

Qui occorre chiarire qualcosa. Teoricamente la pirateria è sbagliata ma visti gli attuali sistemi che le major (e per ora mi fermo al campo audio/video) hanno tirato su per impedire copie etc... rasentano l'assurdo (non posso fare la copia di backup perchè violo il copyright ma mi fai pagare la tassa sull'equo compenso perchè dici che... Leggi tutto
14-5-2011 15:39

Pixar, che è anni luce avanti alla Americanata/barocca Dreamw., userà assieme a quest'ultima anche linux. Ma non è il SO a fare la differenza! Bensì Renderman e codice adattato dagli informatici alle richieste dei creativi. In ogni caso ciò non traduce una reperibilità di tali software "per il comune mortale" Ciò sancisce,... Leggi tutto
14-5-2011 03:51

No, purtroppo non mi fido. Mia nipote fa l'istituto d'arte e usa GNU/Linux da anni senza problemi. Se le aziemde usano software proprietario è affar loro fare formazione ai dipendenti. Dove lavoro nel 2009 è stato implementato SAP. L'azienda ha fatto corsi a sue spese per i dipendenti. Così deve essere in una azienda seria. Leggi tutto
14-5-2011 00:41

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