PagoPA lascia il MEF: Poste e Poligrafico rilevano la società per mezzo miliardo

Del ''pacchetto'' fa parte anche l'app IO.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-12-2025]

pagopa poste zecca

L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e Poste Italiane hanno esercitato i diritti di opzione previsti dal Decreto Legge 2 marzo 2024, noto come Legge 56/2024 o Decreto PNRR, acquisendo dal Ministero dell'Economia e delle Finanze l'intero capitale sociale di PagoPA S.p.A. L'operazione prevede che IPZS ottenga una quota di controllo pari al 51%, mentre Poste Italiane acquisisca il restante 49%.

Il valore complessivo dell'operazione è stimato in circa 500 milioni di euro, suddivisi in una componente fissa da 400 milioni destinata immediatamente alle casse dello Stato e una variabile fino a 100 milioni, regolata successivamente in base a eventuali rettifiche patrimoniali e meccanismi di aggiustamento previsti dagli accordi contrattuali. Il perfezionamento dell'acquisizione resta subordinato al via libera dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, come indicato nelle comunicazioni ufficiali e nelle note stampa diffuse dalle società coinvolte.

Nata nel 2019 come società pubblica dedicata alla gestione dei pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione, PagoPA controlla anche l'app IO, utilizzata per l'accesso ai servizi digitali nazionali. Nel 2024 la società ha registrato 118 milioni di euro di ricavi e ha gestito quasi 400 milioni di transazioni per un controvalore di 89 miliardi di euro. Al momento dell'acquisizione, PagoPA conta circa 380 dipendenti e rappresenta uno dei principali asset tecnologici della digitalizzazione pubblica italiana.

L'operazione si inserisce nel quadro delle strategie nazionali di trasformazione digitale, con particolare riferimento allo sviluppo di IT-Wallet, il portafoglio digitale dei documenti coordinato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale. IPZS ha dichiarato che l'acquisizione rappresenta un investimento strategico volto a consolidare i servizi digitali pubblici, dall'identità ai pagamenti, e a supportare l'evoluzione delle infrastrutture digitali nazionali.

Poste Italiane ha sottolineato nella propria nota ufficiale che l'ingresso nel capitale di PagoPA è coerente con il percorso di rafforzamento del proprio ruolo nei servizi digitali e nei pagamenti elettronici, con l'obiettivo di contribuire alla diffusione capillare delle soluzioni digitali e alla riduzione del digital divide nel Paese. La cessione da parte del MEF è stata resa possibile dalla Legge 56/2024 che ha ridefinito la governance delle società pubbliche coinvolte nella digitalizzazione, prevedendo la possibilità di trasferire asset strategici a soggetti pubblici industriali come IPZS e Poste Italiane. L'operazione consente al Ministero di uscire completamente dal capitale di PagoPA, mantenendo comunque la governance pubblica attraverso due società interamente controllate dallo Stato. L'obiettivo della nuova struttura proprietaria è favorire l'interoperabilità tra le banche dati pubbliche gestite da IPZS, Poste e PagoPA, valorizzando la piattaforma digitale nazionale e migliorando l'efficienza dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese. L'operazione potrebbe inoltre aprire la strada a una futura quotazione in Borsa, anche se al momento non risultano decisioni ufficiali in merito.

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Commenti all'articolo (5)

Il "balzello" non lo versi a PagoPA ma a chi fornisce il sistema di pagamento. La cosa che non capisco è perchè non ne scelgano solo una manciata, che copramo il massimo dei sistemi disponibili di pagamento, con una gara al massimo ribasso della tariffa utente. La percezione attuale è che "basta che incassi, quanto ti... Leggi tutto
29-1-2026 12:34

Una bella partita di giro gattopardesca.
13-1-2026 17:06

{Ulissio}
Significa anche che continueremo a pagare un balzello aggiuntivo, che magari un giorno sarà pure indicizzato anno dopo anno come i pedaggi, per ogni singolo pagamento alla PA. Come non esserne felici.
25-12-2025 18:54

una semplice operazione di cassa, poiché la società rimane sempre pubblica di proprietà dello stato, ma cosi Giorgietti iscrive a bilancio 400 milioni di euro che e sempre meglio di niente.
25-12-2025 17:35

{feliznavidad}
Non so perché, ma trovo che il binomio 'Poste' ed 'efficienza' strida in maniera pesante. Ma forse sono un po' prevenuto, solo perché le Poste hanno contribuito per decenni alla distruzione di una parte dell'economia italiana.
25-12-2025 12:01

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