TPPA, nuova minaccia a Internet dopo l'ACTA

Un ulteriore trattato commerciale mira a calpestare i diritti degli internauti per difendere il copyright.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-05-2012]

tpp dallas proteste

Se l'ACTA già sembrava pericolosa, ora è tempo di preoccuparsi per il TPPA.

La sigla nasconde il Trans-Pacific Partnership Agreement, un accordo commerciale che con l'ACTA ha molto in comune.

Insieme a iniziative per eliminare le tariffe doganali e le quote d'importazione nella regione del Pacifico, l'accordo - attualmente in discussione a Dallas, negli USA, dove già si registrano manifestazioni di protesta - include alcune parti che possono minacciare la rete.

A lanciare l'allarme è la sempre vigile Electronic Frontier Foundation, che innanzitutto mette in guardia sulla natura segreta del TPPA, che impedirebbe di conoscerne con esattezza il contenuto se non fosse per la bozza sfuggita in Rete mesi fa.

I punti nodali riguardano sempre il copyright: i promotori del TPPA - in buona parte l'industria dei contenuti - vogliono allungare la durata del diritto d'autore (fino a 95 anni dopo la morte dell'autore per le opere individuali, e fino a 120 anni per quelle aziendali) e vietare la riproduzione temporanea di qualsiasi opera (contrariamente a quanto stabilito dal WIPO).

Non manca la norma che vieta di aggirare le protezioni poste a difesa delle opere (per esempio quelle che si trovano sui DVD), né quelle che vietano l'importazione delle merci senza l'autorizzazione dei titolari dei marchi.

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Inoltre, il TPPA vorrebbe dare alle aziende, anche estere, il potere di ottenere dai provider nazionali tutte le informazioni sugli utenti sospettati di violare il copyright.

Il trattato, che è stato proposto dagli Stati Uniti, ha già ricevuto le firme di Singapore, Cile, Nuova Zelanda, Brunei, Australia, Peru e Vietnam; gli Stati che si starebbero preparando a sottoscriverlo sono Giappone, Messico e Canada.

In Europa, per il momento, pare prevalere la linea che alla fine ha portato al rifiuto completo dell'ACTA, ossia quelle che ritiene i diritti dei cittadini (quello alla privacy, per esempio, ma anche il diritto di poter fare ciò che si vuole con i beni acquistati) più importanti della difesa del diritto d'autore.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Mica ho detto che per il 2020 sarà storia fatta! Non ho nessuna idea dei tempi che ci vorranno. Vedo solo un processo di trasformazione il quale, a meno che non venga tutto spazzato via prima, proseguirà fino alla sua naturale conclusione.
17-6-2012 20:34

Mi sembra ancora molto ottimistico il tuo pensiero Zievatron, spero di sbagliarmi ma non vedo ancora un percorso così ben definito come tu lo descrivi per spazzare via il potere delle lobbies. Nella migliore delle ipotesi credo che ci vorranno ancora molti anni, sempre che ci si riesca.
17-6-2012 17:03

Oh! Sì che la perderanno invece! I Partiti Pirata, ed altri eventuali concordi su queste cose, avanzeranno, prenderanno la maggioranza d'Europa, cambieranno le leggi e il potere delle lobbies diminuirà irreparabilmente. Chi non si evolve in tempo andrà a fare compagnia ai dinosauri. :twisted:
17-6-2012 12:30

Non cederanno, lo dimostra il fatto che ad ogni inciampo a cui si trovano di fronte quando un loro proposta non diviene legge o lo diviene con modifiche che ne limitano l'effetto, ecco che si ripresenteno con una nuova proposta che alza ancora il livello delle loro richieste. Temo proprio che sarà una lotta senza fine e dubito... Leggi tutto
19-5-2012 11:56

@Gummy Bear Non hai capito? Io ho parlato appunto di cambiare la legge, come del resto è stato già proposto e l'Olanda è il primo paese che ha accolto la proposta. La lotta è ancora dura e lunga, ma dovranno cedere. :wink:
16-5-2012 22:00

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