A rischio i dati personali di 200 milioni di utenti

Scoperta una coppia di gravi falle nel .Net Passport: Microsoft finisce nel mirino della Federal Trade Commission, mentre gli utenti del servizio rischiano di perdere il controllo dei propri account sui siti convenzionati.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-05-2003]

E' polemica attorno a due vulnerabilità critiche presenti nel servizio .Net Passport di Microsoft, scoperte da PakCERT e dalla stessa annunciate su Bugtraq, oltre che sul proprio sito.

Nell'articolo si legge che, sfruttando le falle in questione, l'attaccante può modificare le password e altri dati di conferma dell'identità dei sottoscrittori di account Passport, di fatto sottraendone loro il controllo.

La gravità della situazione appare evidente quando si consideri che .Net Passport è un servizio, offerto da Microsoft per facilitare l'accesso ai servizi web, che permette all'utente titolare di un account di accedere, fornendo una sola volta le proprie credenziali, a tutti i servizi da lui sottoscritti in Rete, purché "affiliati" a Passport. In pratica, sottrarre il controllo di un account Passport al legittimo titolare significa non solo impedire a questi di utilizzare i servizi online sottoscritti, ma anche -e soprattutto- procurarsi quanto occorre per impersonarne l'identità.

Online banking e posta elettronica sono solo due esempi dei servizi per i quali circa 200 milioni di utenti Passport si trovano nella scomoda necessità di prendere una drastica decisione: chiudere le proprie sottoscrizioni e rinunciare ai servizi o rischiare di perderne il controllo? Molte domande, inoltre, attendono una risposta certa. E' sufficiente chiudere soltanto l'account di Passport? Il pericolo esiste ancora? C'è modo di sapere se i propri dati siano stati carpiti e le tracce della malversazione cancellate?

I tecnici di Redmond hanno eliminato la vulnerabilità dai propri sistemi, ma, al momento, le notizie circa l'accertamento dei danni eventualmente subiti dagli utenti Passport è ancora confusa. Di qui la polemica. Microsoft ha dovuto ammettere l'esistenza del problema a seguito della diffusione della notizia, venendosi così a trovare in una posizione doppiamente scomoda.

L'ira dei propri clienti è una brutta gatta da pelare, ma ciò che Mr. Gates teme ancora di più è la salatissima multa che potrebbe essergli comminata dalla Federal Trade Commission, la quale, già in passato, aveva minacciato una sanzione pari a 11.000 dollari per ogni violazione accertata nella sicurezza del servizio Passport. Se il numero di account compromessi dovesse rivelarsi elevato, Microsoft si vedrebbe costretta a sborsare una somma stratosferica. Se si considera che la famosa iniziativa Trustworthy Computing fu lanciata, in pompa magna, proprio per placare le ire della FTC, il risultato non è assolutamente male.

Morale: mai affidare dati sensibili a chi non goda, riguardo la sicurezza dei propri sistemi, di una fama assolutamente limpida. E, anche in questo caso, pensarci su due volte. Anzi, tre. Prima.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

{E. Perino}
Disgustato Leggi tutto
30-11-2005 19:00

Finalmente una risposta Leggi tutto
20-5-2003 01:26

Sono allibita Leggi tutto
19-5-2003 13:00

joy
Confermo e denuncio Leggi tutto
17-5-2003 00:02

Stefano Barni
il problema è solo di passport Leggi tutto
13-5-2003 22:11

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''Chi sbarca in Italia va via per non morire, va via perché c'hanno una guerra, un maremoto... come fai a fermarli? Bisogna creare delle strutture intelligenti, inserirli piano piano a fare delle cose perché sono gente straordinaria. E' un processo di cui non se ne può fare a meno. Arrivano, arrivano a riprendersi un pochino di quello che gli abbiamo tolto in 200 anni''. Chi è?
(Vedi poi la soluzione)
Uno che non considera prioritario lo Ius Soli per dare diritti di cittadinanza ai figli della "gente straordinaria" che arriva in Italia.
Uno che non vuole abolire il reato di clandestinità per non portare il suo partito a percentuali da prefisso telefonico.
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