L'azienda col copyright del 97% dello scibile umano

Vanta di possedere il diritto d'autore persino su testi, immagini e musica che ancora devono essere creati.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-09-2014]

qentis copyright

Ci sono aziende che sono nate per rendere i loro fondatori oscenamente ricchi, altre che sono nate per rispondere ai bisogni dell'umanità; e poi c'è Qentis, nata per diventare il maggior copyright troll del mondo.

Non è un modo di dire: l'azienda russa afferma di «deterere i diritti d'autore sul 97% di tutti i testi mai prodotti dall'uomo» e, grazie a questa proprietà intellettuale, vuole far causa a tutti quelli che adoperano tali testi senza averne diritto.

Attenzione, però: Qentis afferma di detenere i diritti anche su quei testi che ancora non sono stati scritti, perché li ha già realizzati prima lei; qualunque brano vi venga in mente, insomma, esisterebbe già negli archivi di Qentis, pronto per una causa a livello mondiale.

Fantascienza? A prima vista sembrerebbe. Eppure i piani di Qentis sono chiarissimi: tramite una serie di algoritmi e avendo a disposizione una vasta potenza di calcolo, l'azienda ha iniziato a generare rapidamente tutta una serie di testi in inglese, tedesco e spagnolo composti da un massimo di 400 parole.

Dato che combinare semplicemente tutte le parole presenti in una lingua produrrebbe per lo più risultati inintelligibili, Qentis afferma di aver usato tecniche particolari al fine di produrre testi di senso compiuto.

Tutto ciò - spiega l'azienda - «significa che deteniamo il copyright su qualsiasi testo venga prodotto d'ora in avanti e che sarà impossibile per chiunque aggirare Qentis scrivendo un testo».

C'è di più: l'azienda sta lavorando anche alla generazione di immagini e musica. Al momento afferma di aver già generato il 3,23% di tutte le possibili immagini grandi 1.000x800 pixel, e conta di arrivare al 10% entro la fine del 2015, completando il lavoro per il 2020.

Perché tutto ciò? Howard Lafarge, cofondatore di Qentis, spiega: «È solo questione di tempo prima che Qentis diventi la singola fonte universale di tutti i contenuti web, liberando le aziende dalla loro dipendenza da scrittori, musicisti e artisti».

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In pratica, tra dieci anni chiunque desiderasse pubblicare un contenuto nuovo - un testo, una canzone, un'immagine - non dovrebbe far altro che setacciare il catalogo di Qentis, dove sarebbe presente qualunque opera che possa mai essere concepita. E sborsare il denaro necessario per ottenere la licenza, naturalmente.

Tutto ciò però, nell'ottica di Qentis, permetterebbe agli editori di liberarsi da quegli avidi autori che pretendono la loro fetta (spesso fettina) di torta, e di scaricarli con eleganza.

Lo scenario è abbastanza inquietante e potrebbe fornire una nuova definizione della parola monopolio.

Tuttavia, come spiega Rick Falkvinge, fondatore del Partito Pirata Svedese, tutto ciò è «interessante, e una grossa str...ata».

«Essi affermano» - racconta Falkvinge - di aver generato tutti i possibili testi in inglese che contengano fino a 400 parole e, di conseguenza, che tutti i testi di lunghezza inferiore siano in violazione. Tuttavia, detenere il monopolio del diritto d'autore su un testo è strettamente legato al possesso delle abilità artistica utilizzate nella generazione. Limitarsi a generare meccanicamente ogni combinazion non, e ripeto NON, istituisce un monopolio sul diritto d'autore».

D'altra parte, la vicenda porta a una riflessione interessante sull'intero sistema: «L'idea stessa che qualcuno possa pensare di generare tutti i testi possibili per far causa all'umanità per aver creato una di queste combinazioni grazie a del vero talento artistico mostra quanto sia marcia la legge sul diritto d'autore» afferma Falkvinge.

Qentis, dal canto proprio, afferma di avere un vasto campionario di prove a sostegno della tesi che sostiene: per esempio, sostiene di aver prodotto il testo della canzone Applause di Lady Gaga ben prima che la cantante lo concepisse.

L'intero sito di Qentis sembra la parodia di qualche malvagia multinazionale da film, soprattutto quando parla di cose come «il completamento del suo [di Qentis, NdR] dominio sui testi di Internet»; c'è da sperare che si tratti di una bufala o di uno scherzo ma, di questi tempi, è anche possibile che qualcuno creda davvero di poter dominare il copyright a livello mondiale. E magari persino riuscirci.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 14)

{Script Box}
"Qentis" Ŕ un sito-bufala. link
30-4-2015 21:51

Di solito si parla di proprietÓ 'intellettuale' ed a meno che non si consideri un computer intelligente non credo che un software di elaborazione random si possa considerare tale. In caso contrario NUCLEARIZZARE!.
10-10-2014 10:16

Questa puzza veramente di bufala, almeno nei termini proclamati dall'azienda e dal cofondatore ma, se anche ci fosse un minimo fondo di veritÓ, sarebbe imperativo agire immediatamente per bloccare in modo definitivo e certo questo progetto. In ogni caso sarebbe veramente giunto il momento di rivedere profondamente qualsiasi legislazione... Leggi tutto
4-10-2014 14:14

SarÓ una provocazione, ma i troll di brevetti e copyright esistono davvero e bisognerebbe colpirli duramente. :twisted:
2-10-2014 19:33

{Giovanni}
Scusate ma manca qualcosa: la registrazione del copyright. Tutti quei milioni (miliardi) di combinazioni, per poter dimostrarne la precedenza, vanno registrate con esborsi miliardari, altrimenti chiunque potrebbe dire di aver creato a casetta sua un testo, una canzone, un'immagine prima dell'autore reale...
2-10-2014 19:09

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