L'Europa vuole abolire i blocchi regionali del copyright

Le restrizioni verranno eliminate entro il 2017.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-05-2015]

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Che la globalizzazione non sia poi così globale, nemmeno all'interno di quello che dovrebbe essere un mercato unico, è evidente a chiunque abbia mai usato un PC connesso a Internet.

Capita, infatti, che YouTube non mostri un dato video perché non disponibile in quella certa regione geografica, o che Netflix presenti un catalogo diverso da Paese a Paese, anche se l'utente è sempre lo stesso e magari si trova in viaggio di lavoro o di piacere: le restrizioni geografiche la fanno da padrone.

Ma c'è di più: nonostante la Rete permetta in teoria di fare acquisti in ogni parte del mondo, potendo così scegliere il negozio online più conveniente, in realtà molte aziende che operano in diverse nazioni non consentono l'utilizzo delle versioni estere del proprio sito. Un italiano dovrà fare acquisti sulla versione italiana, e pazienza se quella tedesca offre il medesimo prodotto a un prezzo inferiore.

Per eliminare tutte queste recinzioni, con gli svantaggi che comportano per i consumatori, la Commissione Europea ha lanciato il progetto Un mercato unico digitale per l'Europa, articolato in diverse iniziative.

Gli effetti dei blocchi regionali, infatti, sono deleteri per l'economia europea nel suo complesso: la Commissione sottolinea come soltanto il 15% degli acquirenti europei faccia acquisti online da uno Stato membro diverso da quello in cui risiede e come soltanto il 7% delle PMI venda all'estero, fermata da tutti gli steccati in cui si imbatte.

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Avere un unico mercato creerebbe migliaia di nuovi posti di lavoro e apporterebbe all'economia dell'Unione, secondo i calcoli di Bruxelles, 415 miliardi di euro l'anno.

La Commissione intende agire entro la fine dell'anno prossimo lungo tre direttrici, definite i pilastri su cui costruire il mercato unico digitale: migliorare l'accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le imprese; creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi; massimizzare il potenziale di crescita dell'economia digitale.

Oltre a poter fare acquisti in libertà, i cittadini europei potranno godere dei servizi cui sono iscritti in ogni Stato dell'Unione.

Così, un cittadino britannico che da casa propria può liberamente utilizzare il servizio di streaming della BBC iPlayer poiché paga il canone televisivo potrà fare lo stesso anche qualora dovesse trovarsi all'estero, mentre oggi ciò non è possibile.

Allo stesso modo, un utente di Netflix si vedrà proporre sempre il medesimo catalogo di contenuti indipendentemente dal luogo in cui si trova, invece di trovarsi con un catalogo diverso o menomato se decide di viaggiare.

Qui sotto, il video di presentazione del progetto realizzato dalla Commissione Europea.

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Commenti all'articolo (3)

Non centra niente la contraffazione alimentare con questo articolo... Leggi tutto
8-5-2015 16:49

{W3C_Freedom}
si installa Orbot su Android, e poi il client FireFox che si va a cercare Orbot. per quel che riguarda gli altri sistemi operativi non si fa altro che installare TOR sul proprio computer ed accedere a Youtube, e quando dice che un video non è disponibile, in basso basta cambiare il paese ed il video diventa disponibile. per quel che... Leggi tutto
8-5-2015 04:30

traduzione: tedeschi, slavi & Co. venderanno di più nel Belpaese, che già a da fare con Usa e associati per la questione vino e altre derrate alimentari, e da ora con tutto il mondo per via dell'olio d'oliva.
7-5-2015 14:10

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