Politico svizzero bandito da Facebook

Un'occasione per ripassare le regole dei social network.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 03-09-2015]

facebook apertura

In Svizzera ha suscitato notevole scalpore (Le Matin; RTS; Blick; Giornale del Popolo; Corriere del Ticino; 20min) l'eliminazione da Facebook dell'intero profilo personale del politico Christoph Mörgeli proprio durante la campagna elettorale.

Il profilo personale è stato poi riattivato poco fa (quello ufficiale resta aperto). La rimozione, scrive la RSI, era avvenuta a causa dei "contenuti inadeguati" che erano stati "segnalati da diversi utenti".

In particolare ci sarebbe stato di mezzo un post di Möergeli contenente la foto di un barcone carico di migranti accompagnata dalla scritta "arriva la forza lavoro" (immagine qui accanto). Dopo la chiusura del suo profilo, Moergeli ha detto che la decisione di Facebook era "un segnale negativo per la libertà di espressione in Svizzera". L'allarme è poi rientrato.

Tuttavia vanno ricordate le regole del gioco: non ha molto senso lamentarsi di problemi per la libertà di espressione in Svizzera se si viene censurati quando si scrive su un sito americano.

Eh già: se lo sono dimenticati in molti, ma Facebook non è Internet. È uno spazio di proprietà privata su Internet gestito da una società commerciale. Chi scrive su Facebook accetta delle condizioni di contratto, decise unilateralmente da Facebook.

facebook odio

Quello che si scrive su Facebook deve rispettare non le leggi nazionali, ma gli Standard della Comunità di Facebook, decisi da Facebook (immagine parziale qui accanto). Se quello che si scrive su Facebook viene segnalato da un altro utente qualsiasi, verrà vagliato da un addetto di Facebook, che giudicherà insindacabilmente se rispetta o meno gli Standard della Comunità. Prendere o lasciare.

Facebook, insomma, è anfitrione, editore, legislatore, giudice, giuria e censore, tutto in uno. Non è una piazza pubblica, dove quello che si può dire o fare è governato dalle leggi dello stato, decise democraticamente: è grosso modo l'equivalente virtuale di un centro commerciale, dove la libertà è regolamentata arbitrariamente dal proprietario di quello spazio. Provate a manifestare o volantinare in un centro commerciale e ditemi quanto tempo ci mettono ad accompagnarvi alla porta e se avete il diritto legale di opporvi alla cacciata.

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Facebook è un gran bel social network, però...
... genera dipendenza e condiziona la mia vita reale.
... mi rende più ansioso o più depresso del solito.
... non c'è nessun "però".
... non lo uso.

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Questo è Facebook. Quando si dice che l'abitudine sempre più diffusa a comunicare esclusivamente via Facebook rischia di diventare un problema di democrazia e di libertà perché l'uso di Facebook crea dipendenza da una società privata, è proprio questo che si intende. Lo stesso vale anche per gli altri social network, ma in misura minore perché non sono così pervasivi come Facebook, che conta oltre un miliardo e 400 milioni di utenti attivi.

Se usate Facebook per la vostra vita sociale, per la vostra azienda o per gestire la vostra immagine pubblica o la vostra campagna elettorale, dovreste ricordarvi tutte queste cose, prima di assumere atteggiamenti da martiri e lamentarvi di attentati alla libertà d'espressione. Se non vi piace, aprite un vostro sito Web: lì risponderete direttamente alle leggi dello stato, non agli umori mutevoli del californianissimo Galateo di Zuckerberg.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 8)

Gestione pagina alla portata di chiunque (il sito richiede un webmaster, costoso se lavora bene), tempi di inserzione dele informazioni degli aggiornamenti ridottissimi (il webmaster, per quanto bravo e veloce, non ha solo UN solo cliente), comunicazione immediata agli utenti (se hanno attivato le notifiche, ovviamente), costi nulli o... Leggi tutto
11-9-2015 20:10

{V_i_R}
Aspetto collaterale del "Se usi Facebook (o altri siti gestiti da terzi)devi seguire le loro regole": Non capirò mai perché varie ditte importanti o enti pubblici li utilizzino nonostante abbiano o potrebbero senza problemi un sito loro. E magari per tutto o perlomeno per certi argomenti o certe informazioni (es.... Leggi tutto
6-9-2015 12:00

Beh, gli utenti di ZN non sono esattamente una rappresentazione statistica della popolazione italiana, nè l'uso di FB è altrettanto trasversale, quindi è plausibile che i "conti non tornino"...
3-9-2015 15:15

Non generalizziamo: conosco vegani che non si abbuffano MAI di salamelle. :-)
3-9-2015 12:55

È che dire "ah io quella roba lì non la uso" fa tanto figo, come i vegani che si strippano di salamelle appena non li vedi, siamo un popolo di pecoroni e ben lo sanno i nostri politici. :twisted: In compenso ci sono una quantità di utenti che proprio non sanno stare in rete e su FB postano cose che sarebbe veramente saggio... Leggi tutto
3-9-2015 12:21

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