Le foto intime sugli smartphone si rubano troppo facilmente



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-02-2016]

Jennifer Lawrence 4

Ricordate l'enorme collezione di foto intime rubate alle celebrità americane nel 2014? Sono stati resi pubblici alcuni verbali delle indagini condotte dall'FBI per risalire ai colpevoli e ci sono dei paralleli interessanti con le notizie recenti di un'analoga collezione circolante in Rete di foto esplicite di minorenni del Canton Ticino che sta suscitando molte discussioni.

I verbali dell'FBI descrivono il modo in cui una delle vittime, identificata soltanto come J.L. (presumibilmente Jennifer Lawrence), si è fatta delle foto intime con il proprio iPhone, non le ha mai condivise pubblicamente, mandandole soltanto al proprio partner e cancellandole subito dopo averle inviate.

Detta così, si direbbe che la vittima abbia preso tutte le precauzioni normalmente sufficienti; ma dai verbali emerge che la vittima ha ricevuto una mail di phishing, che simulava un messaggio dell'assistenza clienti di Apple con il mittente appleprivacysecurity@icloud.com:

Your Apple ID was used to login into iCloud from an unrecognized device on Wednesday, August 20th, 2014. Operating System: iOS 5.4. Location: Moscow, Russia (IP=95.108.142.138). If this wasn't you, for your protection we recommend you change your password immediately. In order to make sure it is you changing the password, we have given you a one time passcode, 0184737, to use when resetting your password at http://applesecurity.serveuser.com/. We apologize for the inconvenience and any concerns about your privacy. Apple Privacy Protection.

La vittima ha dichiarato di averlo ritenuto autentico, anche se non ricorda se ha seguito le sue istruzioni. Se lo ha fatto, ha regalato la propria password di iCloud al ladro di foto, che a quel punto poteva scaricare via Internet, senza che la vittima lo sapesse, tutte le copie delle fotografie della vittima salvate automaticamente su iCloud.

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Sul caso ticinese c'è stretto riserbo da parte degli inquirenti, per cui per ora non è da escludere che alcune delle foto di minorenni non siano state condivise in pubblico volontariamente ma siano state rubate via Internet con una tecnica come quella che ha descritto l'FBI, peraltro assolutamente standard nel settore. Una perizia tecnica sugli smartphone delle persone coinvolte potrebbe togliere questo dubbio importante, visto che per molti genitori (e probabilmente anche per l'opinione pubblica) c'è una grande differenza di responsabilità fra fare un autoscatto intimo tenendolo per sé o per il partner e condividerlo intenzionalmente con chiunque su un social network. Prima di giudicare, insomma, è meglio chiarire come le foto in questione sono diventate pubblicamente accessibili.

Cosa altrettanto importante, episodi come questo dimostrano che rubare le foto dagli smartphone è più facile di quel che si pensa comunemente, perché non è necessario l'accesso fisico al telefonino e quindi le normali precauzioni di buon senso non bastano. L'unica soluzione sicura per garantire che un selfie intimo non finisca in giro è, molto drasticamente, non farne, per nessun motivo. Quello che non c'è non si può rubare.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

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Commenti all'articolo (5)

Questo è sacrosanto... Leggi tutto
4-2-2016 19:30

Beh se uno proprio non può fare a meno di farsi autoscatti di nudo e simili almeno che eviti di usare un dispositivo connesso alla rete ma stand alone, in questo modo diventa veramente difficile per chiunque rubare le foto senza rubare fisicamente il dispositivo... Io comunque continuo a quotare il suggerimento di Paolo... :roll: Leggi tutto
4-2-2016 19:29

{aldolo}
il problema di fondo è che i telefoni fanno cose che nessuno gli ha chiesto, perché fa comodo a chi li vende.
3-2-2016 04:25

{fairuza}
La gente "normale", la fuori, non sa nulla di procedure in due passaggi o password lunghe, due sistemi assolutamente scoccianti da usare. La gente è centrata non sulla tecnica ma sull'utilizzo della stessa, cosa discretamente ovvia e abbastanza logica. Figuriamoci poi un artista, che per sua natura è spesso... Leggi tutto
2-2-2016 15:17

E' facile solo se dai la password in giro, oppure ne usi una troppo semplice. Attivare sempre la verifica in due passaggi e usare una password alfanumerica molto lunga, non necessariamente memorizzabile (quindi appoggiarsi ad un password manager), è un buon modo per stare relativamente tranquilli.
2-2-2016 10:05

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