Perché Linux

Non per soldi (Dio ce ne scampi). Etica? Non ne parliamo. Allora, perchè passare al pinguino? La parola ai lettori.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-10-2003]

A seguito di un articolo riguardante un approccio taccagno ed open source all'economia, si è sviluppata una piccola polemica. In questo scritto, ed in particolare nell'allegato scaricabile, parlo di elaboratori obsoleti equipaggiati con software GNU-Linux. Nella sua risposta, Emmanuele Somma sostiene che parlare di GNU-Linux come riciclatore di ferraglia è sbagliato sia concettualmente (significa "sottovalutare completamente la portata dell'Open Source"), sia strategicamente (potrebbe essere controproducente per l'immagine del pinguino).

Sono parzialmente d'accordo, ed invoco come attenuante il fatto che stavo parlando d'altro, e che GNU-Linux capitava giusto a fagiolo per risolvere, con una delle sue caratteristiche, il problema della durata tecnica dei calcolatori.

A poco più di un mese dal Linux-Day, questi articoli hanno riavviato il dibattito Win/Linux all'interno del sito di ZeusNews. GNU-Linux è una realtà affermata nelle fasce di mercato superiori, dove le esigenze di funzionalità e sicurezza si sposano con le sue caratteristiche. Nei PC e nei server di fascia bassa, invece, la presenza di Windows è soffocante. Tuttavia, anche qui ci sono alcuni agguerriti, attivissimi e felici utilizzatori del pinguino. Perchè lo fanno? Scopriamolo attraverso le loro stesse parole.

Il primo concetto-chiave è il risparmio (non me ne voglia Emmanuele). Giuseppe, geometra (noto ai lettori di ZeusNews), dice:"C'è poco da fare. Benché si tratti di un effetto che definirei 'collaterale', il primo motivo per cui consiglio l'uso di Free Software è il prezzo: spesso è superfluo parlare di etica a chi è al primo approccio col Free Software. Non si tratta solo di software gratuito, ma resta il fatto che è facile reperirlo a costo zero. Da Internet, in edicola o da amici, comunque è sempre assolutamente legale. In secondo luogo lo consiglio per la velocità con cui vengono risolti i bugs e rilasciati gli aggiornamenti."

D'accordo con lui il lettore Ast: "Il vantaggio non è tanto riciclare del vecchio Hardware, quanto nell'avere una soluzione hardware che magari mi sopravvive 3-4 anni e non mi costringe a cambiare tutto fra 18 mesi. Cambiare hardware, si sa, può avere costi molto alti. Quando parliamo di costi, Linux è decisamente più abbordabile di Win. Non tanto per il prezzo di acquisto, ma soprattutto per i costi legati alla manutenzione e agli aggiornamenti (che sono composti da costi per il mancato servizio erogato + costi di personale etc etc). Linux si aggiorna molto più facilmente di Win, ed è molto più disponibile alla personalizzazione." Non solo risparmio, dunque, ma anche aggiornamenti e bugs risolti velocemente (secondo concetto-chiave).

Il lettore Marco ci fa scoprire il terzo concetto-chiave: quello che coinvolge l'etica e l'avversione al monopolista del caso. Scrive Marco: "Siccome mi sono scocciato della politica schifosa che ruota intorno a Windows e siccome sono stufo di regalare soldi alla microsoft per poi accorgermi che non posso nemmeno utilizzare i programmi che dico io, ho deciso di dare un'occhiata a linux. Ho fatto partire da cd la distribuzione knoppix, devo dire che è notevole, ma ho trovato un mare di difficoltà. Comunque il giocattolone mi è piaciuto, vorrei riprovarci, ma sul serio stavolta." Gli fa eco gieffeo: "sono affascinata dal mondo open source e, anche se ho fatto pochi timidi tentativi, mi piacerebbe pian piano abbandonare 'zio bill' e traslocare in altri lidi."

Non la pensa così Fabio, altra nostra vecchia conoscenza, che introduce il quarto concetto, libertà: "Perchè devo giustificare le mia scelta di utilizzare software libero? L'Open Source non pone condizioni, dà solo nuove possibilità agli utenti. Dipende da noi, obiettivamente, senza pregiudizi. Libertà come utenti significa avere sotto controllo la qualità e l'evoluzione del prodotto. Da MSOffice 4.2 a 2000/xp non ho cambiato radicalmente il mio modo di lavorare, faccio ancora le stesse cose di prima, e le funzioni in più (che indubbiamente ci sono) non mi giustificano il passaggio alla versione più recente: perché dovrei spendere soldi (Win+Office) per fare le stesse cose che facevo 5 anni fa con le versioni precedenti?" Libertà, dunque, per gli utenti. Somiglia molto al discorso del potere ai consumatori, ma è meglio non divagare.

Susanna, docente universitario: "Io uso GNU-Linux perchè sono stata costretta con la forza. In dipartimento abbiamo la necessità di connetterci in remoto, anche da fuori facoltà, ed il responsabile EDP ha imposto l'uso esclusivo di software sicuri, a prova di intrusione". Sicurezza è il quinto concetto-chiave di Susanna, o meglio, del suo burbero EDP-manager.

Da un forum dell'Olimpo Informatico, rmicarelli scrive:"credo che dimentichiamo spesso di citare il vero grande vantaggio del pinguino: la programmabilità." Questa parola-chiave, la sesta, ricorda un po' la disponibilità alla personalizzazione di Ast (sette, vedi sopra).

Non mancano voci dissenzienti: c'è indubbiamente chi preferisce rimanere protetto tra le possenti braccia di "zio Bill". Una delle opinioni più interessanti è quella del lettore caro leader: "Dopo averle provate tutte, alla fine mi sono convinto che per i miei bisogni, mi conviene ancora il vecchio Win. Con le sue schermate blu e tutto il resto (ma ti garantisco se lo tieni un po' in ordine non ne vedi tante) mi permette comunque di lavorare più rapidamente e semplicemente, delle attuali alternative Open Source. Non pretendo che tutti raggiungano le stesse conclusioni, anzi sono felice che ci sia libertà di scelta. Che vinca il migliore." Beh, come dargli torto? È giusto appassionarsi, ma cerchiamo di non dividerci in caste.

È bene, però, che soprattutto gli utenti Windows rispettino alcune norme di convivenza civile: patchate spesso, tenete l'antivirus sempre aggiornato ed il firewall in azione. Anche chi usa GNU-Linux vi ringrazierà.

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Corrado
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