"Fotografata" per la prima volta la materia oscura

Forma una specie di ragnatela che unisce le galassie.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-04-2017]

Dark matter

È possibile "fotografare" la materia oscura? È chiaro che farlo direttamente è impossibile, come il nome stesso - materia oscura - lascia intendere.

L'aggettivo che l'accompagna è stato scelto perché questa materia, che costituirebbe circa un quarto dell'intero universo, è estremamente difficile da rilevare: non emette alcuna radiazione elettromagnetica.

Con una pubblicazione sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society alcuni ricercatori hanno però dimostrato come sia possibile, in effetti, "fotografare" la materia oscura.

Dato che la presenza di detta materia è stata ipotizzata a partire dall'effetto gravitazionale che essa esercita sulla materia normale, per avere una sorta di immagine della materia oscura gli scienziati hanno provato a utilizzare una tecnica chiamata "effetto lente gravitazionale debole".

In questo modo hanno potuto identificare delle distorsioni che agiscono su alcune galassie lontane, e si ritiene che l'origine di tale fenomeno sia dovuto a grandi masse invisibili: come la materia oscura, per l'appunto.

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«Utilizzando questa tecnica» - spiega Seth D. Epps, uno dei ricercatori - «siamo stati in grado non soltanto di vedere che tali filamenti di materia oscura esistono nell'universo, ma anche l'estensione con cui essi connettono insieme le galassie».

Estendendo l'osservazione a oltre 23.000 coppie di galassie site a 4,5 miliardi di anni luce di distanza da noi è stato possibile creare una sorta di mappa, un'immagine composita dalla quale si evince la presenza di materia oscura tra due galassie, una sorta di ponte che è maggiormente forte se le galassie si trovano a una distanza di meno di 40 milioni di anni luce l'una dall'altra.

«Per decenni» - commenta Mike Hudson, professore di astronomia all'Università di Waterloo - «i ricercatori hanno predetto l'esistenza di filamenti di materia oscura tra le galassie, i quali formano una sorta di sovrastruttura, simile a una ragnatela, che connette le galassie. Quest'immagine ci permette di andare oltre le previsioni, verso qualcosa che possiamo vedere e misurare».

Dark matter 2

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