Blue Whale Challenge, qualche dato per riflettere



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-06-2017]

blue whale

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Blue Whale, mito di morte pericolosamente gonfiato

Ho provato a cercare in Google Trends uno degli hashtag più importanti legati al Blue Whale Challenge (quello che invocherebbe un presunto "curatore"). I risultati sembrano indicare un ruolo molto chiaro dei media tradizionali nella diffusione della notorietà del concetto, con tutte le responsabilità che questo comporta.

A livello mondiale, prima di maggio di quest'anno era calma piatta:

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L'effetto in Italia della trasmissione Le Iene del 14 maggio scorso dedicata alla "sfida" del Blue Whale Challenge sembra emergere molto chiaramente:

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Ingrandendo il dettaglio degli ultimi 30 giorni emerge ancora più chiaramente questo picco:

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Lo stesso vale per la ricerca in Google di "Blue Whale" in Italia:

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Gli effetti de Le Iene sono visibili anche guardando i dati svizzeri:

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Se poi guardiamo la suddivisione di questi dati per sottoregione, il Ticino spicca enormemente:

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Il legame fra Le Iene e la popolarità del BWC sembra confermata anche dalle ricerche correlate:

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Parlare in televisione di questi drammi, insomma, è sempre un rischio, perché si finisce per creare curiosità e interesse intorno a un'idea che prima era poco diffusa. Se questo rischio non è compensato da un approccio responsabile, i danni possono essere gravissimi.

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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Su Instagram, Youtube e Twitter, sfogliare gli hashtag legati al BWC trova un numero abbastanza modesto di risultati, molti dei quali sono fra l'altro pubblicati da persone che stanno usando questi hashtag per attirare traffico e visualizzazioni dei propri video. I casi che sembrano reali sono un'esigua minoranza: con questo non voglio minimizzare il problema, ma è importante che sia chiaro che il caso BWC è stato pompato a dismisura dai mezzi di comunicazione di massa tradizionali. Prima di demonizzare Internet, insomma, sarebbe il caso di guardarsi in casa.

Intanto la reazione di Internet è stata vivace e costruttiva: sono nati i memi che prendono in giro il BWC e ho notato un'improvvisa popolarità dell'hashtag #redlionchallenge, che è legato a una contro-sfida: elencare le cose buone e belle fatte, presenti e da fare nella propria vita e seguire una serie di compiti positivi.

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''Le Iene'' torna a parlare di Blue Whale

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (2)

Se poi si aggiungono trasmissioni televisive idiote di falsa denuncia ma con il non troppo velato scopo di attrarre pubblicità e giornalettisti acchiappa click il quadro è completo... Grazie almeno a Paolo che lavora per riportare certe notizie nell'ambito della loro reale dimensione.
5-8-2017 15:01

{Giuse57}
un adolescente qualsiasi, a prescindere da qualunque balena blu o altre cazzate simili, sarà sempre preda e vittima del criminale di turno se alle sue spalle non ha una famiglia NORMALE e normalmente attrezzata per educarlo...! oggigiorno sono pochissime le famiglie che fanno un percorso chiaro pulito longevo e normale dal... Leggi tutto
9-6-2017 15:00

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