Equifax: aggiornamenti sul disastro informatico, incompetenze incredibili



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-09-2017]

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Rubati a Equifax i dati di metà degli americani

La settimana scorsa ho segnalato l'attacco informatico sferrato contro Equifax, che ha consentito la sottrazione di dati estremamente sensibili riguardanti la valutazione creditizia di 143 milioni di utenti, circa metà della popolazione statunitense: un bersaglio ghiottissimo per truffe e furti d'identità di ogni genere.

Ora stanno emergendo i dettagli di questo attacco, e il comportamento di Equifax sta somigliando sempre più a una barzelletta amara.

Per esempio, l'attacco è stato reso possibile perché Equifax non aveva installato gli aggiornamenti di Apache Struts, secondo la Apache Software Foundation e le ammissioni della stessa Equifax.

Non ha certo complicato la vita agli intrusi il fatto che Equifax "proteggeva" uno dei suoi database in Argentina usando come login e password il classico admin:admin, come racconta CNBC.

E il ricercatore di sicurezza Kevin Beaumont ha trovato, pubblicamente accessibili sul sito di Equifax, i resoconti dell'audit di sicurezza effettuati qualche anno fa dalla KPMG.

equifax 0

Come li ha trovati? Facendo una semplice ricerca in Google.

equifax2

Poco dopo la segnalazione, i documenti sono stati rimossi (non prima che me ne scaricassi una copia).

Equifax ha anche messo a disposizione degli utenti un servizio d'emergenza che generava un PIN per "proteggere" la propria situazione, ma è emerso che il PIN era semplicemente un numero progressivo composto dalla data e dall'ora corrente, quindi facilissimo da scoprire per forza bruta.

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Come se tutto questo non bastasse, Ars Technica segnala che gli intrusi sono riusciti a raccogliere dati sulle transazioni di circa 200.000 carte di credito, risalenti oltretutto fino a novembre 2016.

Questo fatto indica che o Equifax non stava cifrando i dati delle carte o c'era un componente del suo software che dava accesso ai dati in forma decifrata; inoltre la conservazioni di questi dati sarebbe stata una violazione degli standard basilari del settore.

Ma ormai è piuttosto chiaro che ancora una volta una grande azienda del settore dei servizi è stata colta ad usare consapevolmente metodi e processi di sicurezza assolutamente inadeguati.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (3)

{collax}
...e i cittadini pagano... Anche una multa, anche un risarcimento, non potranno cancellare ciò che è successo, le cui conseguenze si propagheranno nel futuro per decenni. Incredibile che qualcuno abbia un simile potere...
22-9-2017 21:34

{skiantos}
L'errore fondamentale sta a monte, ed è un errore logico: qualcuno, o l'impalcatura civilistica, ha autorizzato una singola azienda a detenere dati sensibili che tutti insieme possono delineare un individuo con ragionevole precisione. Si sa che il mondo è pieno di incompetenti e quant'altro, ed è per... Leggi tutto
20-9-2017 20:48

{utente anonimo}
eTrumpCheFa? facesse la voce grossa con loro invece di sparare ca.... militaristiche in stile dr.stranamore.
20-9-2017 14:06

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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