Google blocca le app sugli smartphone Android non certificati

Limiti anche alle installazioni di firmware ''custom''.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-03-2018]

android certificati

Il numero degli utenti Android è così ampio che, probabilmente, la maggior parte non si pone alcuna questione "filosofica" sul sistema operativo che anima lo smartphone o il tablet.

Tuttavia, uno dei vantaggi della creatura di Google è la sua natura open source: ciò ha dato vita a tutta una serie di versioni alternative che si affiancano legittimamente all'edizione che esce dal quartier generale di Mountain View e che gli utenti più avvezzi a operare sui loro dispositivi apprezzano. L'articolo continua qui sotto.

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I nomi principali di queste edizioni personalizzate di Android sono ormai così famosi che anche i normali utenti facilmente ne hanno sentito parlare: possiamo citare per esempio CyanogenMod, AOKP e Paranoid Android.

Questo variegato panorama non è però completamente idilliaco. Sebbene la creazione di versioni alternative (o custom Rom, come si usa dire) sia libera e lecita, la distribuzione delle app di Google è regolamentata, ma non tutti quanti preparano le varie Rom rispettano i vincoli e le licenze.

Questi operatori disonesti sono generalmente non i creatori di varianti Android che operano sui forum e si coordinano tramite essi, ma alcuni produttori di smartphone che non si prendono la briga di ottenere da Google le necessarie licenze ufficiali, eppure installano ugualmente le app della Grande G o le distribuiscono illegalmente tramite siti di terze parti.

Così, Google ha preso una decisione: d'ora in avanti, i dispositivi non certificati il cui firmware sia stato compilato dopo il 16 marzo 2018 non potranno accedere alle app. Gli utenti riceveranno un avvertimento e non potranno entrare nel loro account Google.

In questo modo - ragiona Google - i produttori saranno spinti a richiedere le legittime licenze oppure dovranno limitarsi a usare la versione di Android completamente open source (ossia priva delle app di Google).

Il guaio di questo scenario è che quanti abitualmente usano le custom Rom divengono vittime collaterali del braccio di ferro tra Google e i produttori disonesti. Fortunatamente, il gigante di Mountain View ha previsto una via d'uscita, o qualcosa del genere.

Chi installa una custom Rom, per poter adoperare le app di Google e non ricevere il messaggio di errore, dovrà obbligatoriamente registrare il proprio dispositivo all'interno di una lista bianca ogni volta che farà un ripristino alle impostazioni di fabbrica, cosa che avviene quando si installa una nuova Rom.

Questa possibilità però è limitata: è possibile infatti sfruttarla soltanto 100 volte. Si tratta di un numero certamente più che sufficiente per un utente che voglia semplicemente ravvivare il proprio smartphone provando una Rom alternativa, ma che potrebbe essere insufficiente per quanti spesso testano nuove versioni del firmware.

Al momento, Google non ha ancora affrontato ufficialmente le lamentele che già si stanno levando per questi limiti imposti alla libertà degli utenti.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (4)

Sono d'accordo, Android ha parti open e parti non open source... Leggi tutto
1-4-2018 19:24

{utente anonimo}
ma per i simulatori android su pc, tipo Nox, ci saranno problemi?
29-3-2018 22:44

{ilmio}
"il cui firmware sia stato compilato dopo il 16 marzo 2018"; quindi basterà cambiare l'ora del pc prima di compilare il kernel. Spero che a Google non siano così stolti e che sia implementato qualche altro controllo.
29-3-2018 16:15

Se non mi sbaglio un SW, per essere considerato Open Source, deve essere totalmente open. E android ha diverse parti non-open. Leggi tutto
28-3-2018 17:40

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