WhatsApp, arriva la pubblicità

I primi banner appariranno nella schermata dello stato.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-10-2018]

whatsapp pubblicita

Libera da pubblicità a fronte di un piccolo pagamento annuale: così era WhatsApp agli inizi per espresso desiderio dei suoi creatori, Brian Acton e Jan Koum.

Poi arrivò Facebook, e le cose iniziarono a cambiare: sparì la necessità di pagare una quota, WhatsApp divenne gratuita e tutti furono felici.

Ora però sembra arrivato il momento di un nuovo cambiamento: secondo le fonti di WABetaInfo, in una delle prossime versione dell'app la schermata dello stato includerà dei banner pubblicitari.

Non si tratterebbe neppure di una novità: Facebook - ha rivelato di recente lo stesso Brian Acton - avrebbe pensato di inserire la pubblicità in WhatsApp fin da prima dell'acquisizione, quando ancora stava valutando la convenienza dell'operazione, ma avrebbe poi deciso di procedere con estrema cautela per non alienarsi gli utenti.

E proprio questo comportamento avrebbe spinto i fondatori a lasciare l'azienda, in maniera simile a quanto più di recente è avvenuto con i creatori di Instagram.

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La difficoltà nell'ottenere i rimborsi (o l'avere come rimborso un altro coupon anziché i soldi).
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L'impossibilità di prenotare un servizio nonostante si sia acquistato il voucher (a causa di scarsa disponibilità da parte di chi eroga quel servizio).
Il trattamento diverso, da parte di chi eroga il servizio, nei confronti di chi paga con un coupon rispetto agli altri clienti.
Il ritardo nella consegna dei prodotti.
La non corrispondenza dell’acquisto effettivo con l’offerta iniziale.
La mancanza di modalità specifiche per i reclami.
Il fatto che l'esercizio per il quale si è acquistato il voucher ha chiuso o il servizio non è più attivo.
La mancata emissione della ricevuta fiscale da parte dei portali.
Non ho mai riscontrato alcuno di questi inconvenienti.

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La questione non riguarda soltanto la presenza di una nuova scocciatura da parte degli utenti: coinvolge anche il fatto che le chat saranno con ogni probabilità usate come fonte di informazioni per inviare pubblicità mirate a ciascuno.

I banner migliori sono infatti quelli che hanno a che fare con gli interessi dell'utente: per questo motivo le pubblicità che vediamo nel web tendono a rispecchiare la nostra cronologia di navigazione.

Un annuncio pubblicitario in WhatsApp potrebbe quindi rispecchiare gli argomenti di cui s'è parlato nelle chat, anche se in teoria la crittografia end-to-end introdotta qualche tempo fa dovrebbe impedire a chiunque, anche a Facebook, di mettervi il naso.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Francamente, leggendo l'articolo, non se ne parla nemmeno e io avrei dei fondati dubib che chi ha pagato l'abbonamento a suo tempo l'abbia pagato a piangere (IMHO)...
1-11-2018 15:52

Idem. Che almeno ripristinino l'abbo a chi aveva gia' pagato. Leggi tutto
1-11-2018 13:09

Infatti anch'io ritengo Telegram assai più versatile di WA e, in più, non è nemmeno di proprietà dello zuccherone... :wink:
7-10-2018 10:22

io per una pagina facebook di cui sono amministratore insieme a diverse altre persone e una ventina in totale di collaboratori abbiamo una chat su Telegram. Funziona molto meglio. In particolare la possibilità di avere contemporaneamente più dispositivi che ricevono il segnale, mentre con WA hai solo lo smarphone e un pc sulla stessa... Leggi tutto
7-10-2018 10:17

Assolutamente d'accordo sul "o banner o pagamento" ma, da quest'articolo, mi par di capire che la scelta non sia possibile ma sia disponibile solo l'opzione 1 o la disinstallazione di WA e il passaggio a Telegram: opzione, quest'ultima, vivamente consigliata a tutti! :wink: Leggi tutto
5-10-2018 18:04

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