Instagram, attenzione alla truffa che ruba l’account

Un gruppo di cybercriminali sta compromettendo i profili degli utenti attraverso attacchi di phishing.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-03-2019]

instagram phishing

I laboratori Trend Micro segnalano la diffusione di una nuova truffa che ha preso di mira gli utenti di Instagram.

Un gruppo di cybercriminali si sta impossessando degli account delle vittime attraverso attacchi di phishing e, boicottando il processo per la riattivazione dell'account, è in grado poi di mantenere il controllo dell'account rubato, anche se l'utente segue il processo di riattivazione.

Al momento gli account più bersagliati sono quelli con un numero di follower superiore ai 15.000: sono già stati colpiti i profili di attori, cantanti, fotografi e influencer.

Sono stati inoltre segnalati tentativi di estorsione: i cybercriminali avrebbero chiesto fotografie di nudo o video per restituire l'account.

La compromissione dell'account inizia con una finta email che sembra provenire da Instagram e chiede alla vittima di verificare l'account, al fine di ottenere un badge di verifica del social network.

Il processo di richiesta del badge esiste davvero, ma si attiva soltanto quando è l'utente a richiederlo: Instagram non invia nessuna email a questo scopo, e dunque la ricezione di un tale messaggio già dovrebbe insospettire il destinatario.

Se però l'utente abbocca, e clicca sul pulsante di Verifica Account, allora viene condotto a una pagina di phishing che richiede i dati personali, che vengono immediatamente consegnate all'ideatore della truffa.

Questi, a quel punto, ha immediato accesso sia al profilo Instagram dell'utente che al suo indirizzo email legato all'account, e può quindi modificare le informazioni per il recupero dell'account rubato e impedire questo processo.

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Alla fine dell'operazione, per rendere più credibile l'attacco, all'utente appare anche una notifica di badge ricevuto.

Difendersi da questo genere di truffe, anche se ben architettate, non è troppo difficile. Ci si può certamente dotare di una soluzione software a scopo di protezione, ma innanzitutto è l'utente stesso che deve farsi promotore della propria sicurezza.

Per esempio, è sempre bene verificare se il dominio del mittente della comunicazione sia quello originale, stare attenti a eventuali errori di grammatica e punteggiatura e ricordarsi che i social media non chiedono le credenziali al di fuori delle loro pagine di login.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 12)

Il chip mica lo danno gratis :D Prova a farti dare un Nest gratis da Google se ne sei capace. E anche quello nonostante lo paghi è attivabile e disattivabile da remoto. I capitalisti cercano di pensarne una più del diavolo per fare soldi, l'AI non la regalerebbero di certo. :lol: Leggi tutto
11-3-2019 00:10

Giusto! Vedi che bella macchina da soldi si può creare... :wink:
10-3-2019 18:36

uh! bella idea. Così visto che non è troppo scaltro, quando lo rimettono su ON si fanno ripagare, tanto sicuramente non si ricorda di averlo già fatto.
10-3-2019 18:34

Il chip lo vendono per guadagnarci poi, per evitare che l'utonto di turno si faccia troppo scaltro, modificano la modalità da ON a OFF e viceversa alla bisogna, semplice no? :wink:
10-3-2019 18:07

Non ho capito ... Se uno ha il cervello OFF, perché dargli un chip che lo mette in ON, per poi disattivarlo ? Bastava lasciarlo com'era! :roll:
10-3-2019 12:37

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