Facebook, i dati di mezzo miliardo di utenti accessibili pubblicamente



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-04-2019]

facebook 540 milioni dati utenti

Facebook torna al centro dell'attenzione e di nuovo per una questione di privacy violata, anche se questa volta la colpa non è direttamente del social network.

Gli esperti di UpGuard, azienda che si occupa di sicurezza informatica, hanno infatti scoperto che un soggetto terzo ha lasciato visibili a chiunque una gran quantità di dati ricavati da Facebook.

La colpevole è la messicana Cultura Colectiva che, per motivi ancora da chiarire, ha conservato probabilmente a scopo di backup su un server fornito dal servizio Amazon S3 ben 146 gigabyte di dati di svariati utenti di Facebook, per un totale di oltre 540 milioni di record.

In essi si trovano commenti, Mi piace, reazioni, nomi degli account, ID e altro ancora (anche se fortunatamente non ci sono password) e tutte queste informazioni erano accessibili pubblicamente, senza essere protette in alcun modo.

Non è tutto qui: un altro backup, questa volta appartenente alla defunta At The Pool (che aveva creato l'app omonima) con i dati di 22.000 utenti - compresa la lista degli amici, le foto, gli interessi, i gruppi, le password in chiaro e altro ancora - era anch'esso pubblicamente accessibile.

Sebbene il quantitativo di dati in questo secondo caso sia notevolmente inferiore, le informazioni sconsideratamente lasciate alla mercé di chicchessia sono molto più importanti e private.

È pur vero che le password lì conservate riguardano probabilmente l'app At The Pool e non l'account Facebook, ma conoscendo la propensione degli utenti a riciclare le password il pericolo è più ampio di quello che parrebbe a prima vista.

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Informata di quanto accaduto, Facebook ha contattato Amazon per chiedere la rimozione dei dati, e ha commentato la vicenda asserendo che «le policy di Facebook vietano la conservazione delle informazioni di Facebook in un database pubblico».

Le policy saranno anche chiare, ma il recente caso delle password di milioni di utenti salvate in chiaro sui server di Facebook dimostra che nemmeno all'interno del social network le migliori pratiche per la sicurezza vengono rispettate; figuriamoci dagli sviluppatori di terze parti.

Prima ancora di chiedere nuove leggi per regolamentare Internet Zuckerberg dovrebbe dare un bel giro di vite alla propria creatura e alle sue relazioni con gli sviluppatori esterni.

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Commenti all'articolo (5)

Personalmente non credo sia solo questione di stupidità, certo molti lo sono ma poi ci sono anche coloro che pensano che tanto per loro non è un problema, quelli che pensano che vada comunque bene così, quelli che tanto non li riguarda, quelli che sono drogati di social ecc. Tante perversioni che portano allo stato attuale... :roll:
14-4-2019 19:51

Non lo so...non mi convince. Ce ne sono troppi ed è impossibile che siano tutti stupidi. Preferisco credere che spesso siano più che altro drogati di like e ormai ne siano dipendenti (si potrebbe discutere se questo sia indice di stupidità...ma tant'è). Ci vorrebbe un mega scandalo riguardante i like, con qualcuno che se li ritrova... Leggi tutto
13-4-2019 23:42

Non illuderti... non se l'è mai fatta e non se la farà neppure stavolta, se se la fosse fatta in passato oggi non sarebbe più utonto fessbuckiano... :roll: Leggi tutto
13-4-2019 14:40

SENTIVO LA MANCANZA DI QUESTA..... [img:a37f170986]https://www.zeusnews.it/img/7/3/2/7/2/0/027237-620-zuckerberg-leggi-internet.jpg[/img:a37f170986] .....Ormai fa parte di quei riti anti sfiga...!
5-4-2019 13:24

Chissà se l'utonto fessbuckiano si farà la fatidica domanda: -come mai quell'azienda aveva i dati degli utonti senza che gli stessi ne sapessero niente?
4-4-2019 23:32

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