Biometria sotto accusa

La tecnologia biometrica che di recente è stato deciso di introdurre nella nuova carta d'identità nel Regno Unito è stata contestata dalla stampa scientifica.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-01-2004]

una tecnica biometrica si basa sul riconoscimento

La prestigiosa rivista New Scientist ha sostenuto che la tecnica di scansione dell'iride non è così perfetta e infallibile come il Ministero degli Interni britannico vorrebbe fare credere.

L'articolo in questione sostiene che la tecnologia rischia di dimostrarsi un fallimento, e che la sua efficacia è impossibile da garantire nel caso si decida di adottarla su scala nazionale. Secondo il New Scientist, il problema principale è da ricercarsi nella "limitata affidabilità dei sistemi basati su biometria applicati a un numero cospicuo di persone da identificare. Le ipotesi più ottimistiche per i sistemi di riconoscimento basati sull'iride vedono un margine d'affidabilità pari al 99 per cento. Quindi su 100 scansioni, ci sarà almeno un errore".

"Il dato è accettabile per database relativamente piccoli, ma quello proposto conterrà 60 milioni di file. Cio' significa che ogni scansione dovra' essere confrontata con 600 mila file registrati nel database, rendendo impossibile fermare chi decidesse di assumere identità multiple. Anche se questi fossero già registrati una o più volte nel database, infatti, i dati scomparirebbero, subissati dalle centinaia di migliaia di corrispondenze false".

La rivista ha anche citato Simon Davies, direttore di EDRI, che sostiene che la tecnologia non è destinata a migliorare in un futuro prossimo. E The Guardian ha portato la critica di Davies a un livello ancora piu' complesso: "Un sistema con un'affidabilita' pari a 0,999999 commetterebbe un errore, in media, una volta su un milione".

"Questo puo' andare bene per la verifica; ma quanto all'identificazione, le probabilità che il sistema verifichi correttamente contro il proprio database intero puo' venir calcolata secondo la sua media di successi elevata alla potenza della dimensione del database. Se si tratta di due, seguendo l'esempio sopra avremmo 0,999999 al quadrato, ovvero 0,999998. Cio' significa che se 100 persone portano a una media di 0,9999 successi, 100 mila producono una media di 0,9048 successi. Un database che contenesse l'intera popolazione inglese (50 milioni) porta a un successo medio di uno su cinquemila miliardi; in altre parole, è inutile".

I media hanno dato grande rilievo all'articolo, primi fra tutti Reuters e International Herald Tribune. Le accuse hanno anche fatto scoppiare un vivace dibattito via e-mail tra Davies, l'inventore della tecnica di scansione dell'iride John Daugman e i maggiori esperti mondiali di biometria. New Scientist pubblichera' a breve parte della corrispondenza elettronica.

Commenti all'articolo (0)


La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Utilizzi le licenze Creative Commons per i tuoi lavori?
Sì: le Creative Commons mi aiutano a diffondere il mio lavoro gratuitamente e ottenendone il credito.
No: non ho motivo di utilizzarle perché esiste già una legge sul copyright.
Sì: le Creative Commons mi consentono di diffondere il mio lavoro e di ottenere dei guadagni.
No: necessito di ricavare dei soldi dal mio lavoro, e le Creative Commons non mi aiutano in tal senso.

Mostra i risultati (461 voti)
Settembre 2026
Cosa accadrà dopo lo scoppio della bolla
Windows 11, gli aggiornamenti richiederanno un solo riavvio al mese
Windows, come recuperare spazio su disco con la pulizia dell'archivio di sistema
Agosto 2026
Da Nokia un telefono retrò che funziona da powerbank e ha una torcia potentissima
L'IA minaccia lavoro, sicurezza e sviluppo umano. Ma Bill Gates ha la soluzione
Dopo 28 anni finisce la disputa su Linux: chiuso il caso iniziato da SCO nel 1998
Windows ha un comando nascosto che riduce l'ingombro del sistema
AliExpress usa l'audio dei dispositivi per tracciare gli utenti
La BCE teme la bolla dell'IA
DayFrame, il rivale di Outlook che riporta in vita le Live Tiles di Windows 8
Tu, il truffato!
Office si ferma su Windows 10: Microsoft congela le funzioni
ChatGPT arriva su Linux: disponibile l'app desktop in anteprima
Microsoft aumenta il prezzo delle licenze Windows: i nuovi PC costeranno di più
Linus Torvalds: la IA ha reso enormi gli aggiornamenti del kernel Linux
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 3 settembre


web metrics