Le parole di Internet: link rot

Ossia quando il Ministero della Cultura italiano linka(va) un sito porno.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-04-2021]

A volte capita che il proprietario di un nome di dominio smetta di pagare il canone annuo di mantenimento del nome, per varie ragioni, e quindi cessi di esserne il proprietario. A quel punto il nome di dominio torna sul mercato e può essere acquistato da qualcun altro, che ci mette i propri contenuti, magari di tipo completamente differente. Fa parte del normale corso delle cose su Internet.

Ma tutti i siti che hanno citato con un link quel nome di dominio non vengono avvisati del cambiamento, per cui finiscono per linkare qualcosa che non c'entra più con l'originale. Questo è il link rot: la "marcescenza dei link".

Il link rot è un problema molto serio di tutta Internet, ma è particolarmente sentito in campo scientifico e amministrativo. Uno studio del 2013 dei link nella letteratura scientifica ha rivelato che la vita media di un link è circa 9 anni. Un altro studio sulla letteratura legale statunitense nel 2014 ha indicato che la metà dei link citati dalla Corte Suprema degli Stati Uniti non punta più all'informazione originale e quindi è inutile o fuorviante.

Un esempio particolarmente illuminante del fenomeno del link rot mi è capitato sotto gli occhi pochi giorni fa grazie a una segnalazione di un lettore: una pagina del sito del Ministero della Cultura italiano Beniculturali.it, dedicata alle necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia, conteneva un link a www punto terraetrusca punto eu, che però nel frattempo aveva cambiato proprietario.

beniculturali porno

Il nuovo proprietario ci ha messo un redirect che porta a un sito pornografico, di cui posso mostrarvi solo una parte, perché questo è un blog per famiglie.

Grazie alla memoria storica di Internet, ossia Archive.org, possiamo vedere cosa c'era in origine, quando il ministero italiano scelse di linkarlo nel 2017:

cerveteri

Oggi invece il link porta a contenuti statuari, ma di altro genere:

beni culturali redacted

Ovviamente ho segnalato la cosa ai responsabili del sito, ma la mia mail è stata respinta perché i responsabili accettano soltanto la PEC. Così è stato necessario segnalare pubblicamente la questione, anche se questo avrebbe comportato regalare visibilità e quindi traffico al sito pornografico in questione.

La pagina è stata rapidamente corretta eliminando il link. Ma restano tutti gli altri siti che contengono ancora il link (per esempio Ancient-origins.net o TurismoItaliaNews.it o ExperienceEtruria.it, ed è impensabile avvisarli tutti uno per uno.

Se volete sapere come si fa a trovare i siti che ospitano un certo link, posso consigliarvi OpenLinkProfiler.org. Un tempo Google consentiva di fare ricerche usando l'operatore link, ma non funziona più dal 2017 circa. Si può però digitare il nome del sito in Google fra virgolette.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (3)

C'Ŕ giÓ un thread dedicato sul tema. Leggi tutto
9-10-2022 08:26

Una curiosita': perche' non ha inviato invece la PEC? Cosa avrebbe comportato, a parte avere l'opportunita' di divulgare comunque la notizia? PS: come mai il sito Zeus News non usa ancora https? Strano per un sito che si occupa di sicurezza informatica ;)
8-10-2022 14:53

Sarebbe buona pratica, per chi gestisce i siti, fare una verifica periodica dei link presenti per verificarne la consistenza e la correttezza altrimenti queste situazioni possono essere molto frequenti.
25-4-2021 15:01

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