Gli smartphone ci ascoltano? No, ma...
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-01-2025]
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''Ascoltiamo gli utenti dagli smartphone''. Partner di Facebook lo ammette.
La scoperta di questa presunta ammissione da parte di Cox Media Group è merito della testata 404 Media, che ha pubblicato lo scoop in un articolo riservato agli abbonati e quindi non immediatamente accessibile [paywall].
Ma pagando l'abbonamento e andando a leggere l'articolo originale, come ho fatto io per questo podcast, emerge che non c'è nessuna ammissione di monitoraggio in corso, ma semplicemente c'è l'annuncio che Cox Media Group dispone della capacità di effettuare un eventuale monitoraggio tramite i microfoni degli smartphone e anche tramite quelli dei televisori smart e di altri dispositivi. Non c'è nessuna dichiarazione che la stia realmente usando.
Anzi, il materiale promozionale di Cox Media Group dice che questa tecnologia, denominata "Active Listening" o "ascolto attivo", "è agli albori" ("Active Listening is in its early days"), e presenta questa capacità tecnica come "una tecnica di marketing adatta al futuro, disponibile oggi" ["a marketing technique fit for the future. Available today"].
È disponibile, ma questo non vuol dire che venga usata. E i consulenti di vendita dell'azienda la presentano come se fosse un prodotto nuovo in cerca dei primi clienti.
I clienti di Cox Media Group, stando all'azienda, sono nomi come Amazon, Microsoft e Google. Stanno usando questa tecnologia di ascolto? Le risposte che hanno dato ai colleghi di 404 Media a dicembre scorso sembrano dire di no, ma inizialmente è mancata una smentita secca da parte loro. Smentita che è invece arrivata subito, stranamente, da Cox Media Group stessa, che ha dichiarato ai giornalisti di 404 Media che "non ascolta conversazioni e non ha accesso a nulla più di un insieme di dati fornito da terze parti e anonimizzato, aggregato e completamente cifrato usabile per il piazzamento pubblicitario" e ha aggiunto che si scusa per "eventuali equivoci".
Eppure il suo materiale promozionale dice cose decisamente difficili da equivocare. O meglio, le diceva, perché è scomparso dal suo sito.
[È disponibile come copia d'archivio su Archive.org e su Documentcloud.org, che contiene frasi come "No, it's not a Black Mirror episode - it's Voice Data" e "Creepy? Sure. Great for marketing? Definitely"].
Ma pochi giorni fa, sempre 404 Media ha reso pubblica una presentazione di Cox Media Group [PDF] nella quale l'azienda parla esplicitamente di "dispositivi smart" che "catturano dati di intenzione in tempo reale ascoltando le nostre conversazioni" ("Smart devices capture real-time intent data by listening to our conversations"), parla di consumatori che "lasciano una scia di dati basata sulle loro conversazioni e sul loro comportamento online" ("Consumers leave a data trail based on their conversations and online behavior") e parla di "dati vocali" ("voice data").
Ma allora come stanno le cose? È indubbio, anche grazie alle testimonianze raccolte dai giornalisti di 404 Media, che Cox Media Group abbia cercato di vendere questa sua presunta capacità di ascoltare le nostre conversazioni. Ma l'ha davvero venduta, ed è realmente in uso? Sembra proprio di no.
Anzi, dopo che si è diffusa la notizia di questa sua offerta di tecnologie di ascolto, Google ha tolto Cox Media Group dal programma Google Partners dedicato ai migliori inserzionisti, nel quale la Cox era presente al massimo livello da oltre 11 anni. Amazon ha dichiarato di non aver mai lavorato con la Cox al programma di ascolto. Meta, invece, dice che sta valutando se la Cox abbia violato i termini e le condizioni della loro collaborazione, mentre Microsoft non ha rilasciato commenti.
[Meta ha dichiarato al New York Post che "non usa il microfono del vostro telefono per le pubblicità e lo dichiariamo pubblicamente da anni [...] stiamo cercando di comunicare con CMG per fare in modo che chiariscano che il loro programma non è basato su dati di Meta". In originale: "Meta does not use your phone's microphone for ads and we've been public about this for years [...] We are reaching out to CMG to get them to clarify that their program is not based on Meta data."]
Insomma, formalmente intorno a chi ha proposto di ascoltare le nostre conversazioni a scopo pubblicitario è stata fatta terra bruciata, per cui tutta la vicenda sembra più un maldestrissimo tentativo di proporre una tecnologia di ascolto che una conferma di una sua reale applicazione in corso. E la rivelazione di questo tentativo mette in luce la falla non tecnica ma molto umana di qualunque piano di ascolto globale segreto delle conversazioni a scopo pubblicitario: è praticamente impossibile tenere nascosta una tecnologia del genere, che va presentata ai potenziali partner, va pubblicizzata agli addetti ai lavori, ai rivenditori, ai tecnici e a chissà quante altre persone. Il segreto dovrebbe essere condiviso da un numero enorme di persone, e prima o poi qualcuna di queste persone si lascerebbe sfuggire qualcosa oppure, presa da rimorsi di coscienza, vuoterebbe il sacco.
[L'inchiesta di 404 Media sembra essere partitaappunto da una vanteria di ascolto pubblicitario fatta in un podcast da un'azienda del New Hampshire, la MindSift].
Anche stavolta, quindi, possiamo stare tranquilli, ma solo grazie al fatto che ci sono giornalisti che vigilano e segnalano i tentativi di invadere uno spazio così personale come quello di una chiacchierata privata tra colleghi, amici o coniugi. Perché un'invasione del genere è illegale e immorale, ma questo non impedirà a persone e aziende senza scrupoli di provarci lo stesso. E se comunque preferite spegnere il telefonino prima di una conversazione sensibile di qualunque tipo, male non fa. Non si sa mai.
Fonti aggiuntive: Cox Media Group Reveals Its 'Active Listening' Software Spies on User Convos, Clients Include Meta, Google (TechTimes.com); Marketing firm admits using your own phone to listen in on your conversations (New York Post); ; "Attenti al microfono del vostro smartphone: Cox Media Group vi spia per pubblicità mirate", Hwupgrade.it.
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