Cassandra Crossing.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-01-2026]

I fortunati che ricevono personalmente gli auguri di Cassandra, ricorderanno un “Carissimi, i miei migliori auguri per un 2026 meglio del 2025, a tutti voi e ai vostri cari.” Ma già il 3 gennaio, purtroppo, serve un aggiornamento. Un fatto di cronaca internazionale ha stupito persino Cassandra, che alle cose strane e alle guerre c'è abituata fin da piccola. E la propria reazione a pelle, unita ad alcuni commenti che ha sentito nella sua cerchia di amicizie e conoscenze, l'hanno convinta che, nel suo piccolo, doveva esternare nuovamente sul tema. Quale tema? Quello esposto in La logica dell'Impero, che parlava di perdita delle libertà in Italia e nella Rete, e nella più recente Logica degli Imperi, che parlava di perdita delle libertà per l'azione, in campo geopolitico, delle attuali tre superpotenze, paragonandole alla situazione analoga di 1984.
Ambedue sono ispirate dal romanzo del 1941 Logica dell'Impero di Robert A. Heinlein. Sì, scritto prima di 1984 che è del 1949. Quindi i 24 intrepidi lettori non si meraviglieranno certo se Cassandra dovrà oggi abusare più del solito di citazioni letterarie. Chiave di lettura del romanzo è il fatto che le libertà civili (almeno apparenti) e il tenore di vita sono variabili tra loro proporzionali, e che una diminuzione del tenore di vita si riequilibra inevitabilmente con una perdita delle libertà civili. Quindi la concentrazione della ricchezza in poche mani, provocando una diminuzione generalizzata del tenore di vita, causa inevitabilmente una diminuzione delle libertà, che nel romanzo arriva fino al ripristino della schiavitù de facto. Il suddetto recente fatto di cronaca, avvenuto grazie a una supremazia tecnologico-militare, ha reso attuali questi fatti già noti, e portato molte persone a esternare la speranza che nel futuro, particolarmente tra tre anni, le cose possano migliorare.
Oggi quindi Cassandra, nel suo ruolo di profetessa di sventure, darà del suo meglio, affermando invece che le cose peggioreranno non solo per tre anni, ma anche dopo. E questo accadrà non perché l'attuale livello libertario voluto dai capi di stati grandi sia bassissimo, ma perché manca una condizione necessaria al mantenimento delle libertà, e cioè un corretto uso delle tecnologie, principalmente di quelle a base informatica. Non in termini di peculiarità come la profilazione delle persone, ma della ridistribuzione del reddito diretto (profitto) e indiretto (risparmio e maggiore produttività) causato dalle nuove tecnologie stesse.
Non si tratta di capire se la mancanza generalizzata di un desiderio di libertà, sempre più comune nelle società occidentali, sia la causa o l'effetto dell'uso delle tecnologie informatiche a fini di repressione e di condizionamento sociale. La Storia Futura è in divenire, e se una cosa Cassandra ha imparato sui libri, è proprio che la storia passata è scritta e va solo studiata e capita, e che invece, almeno in parte, «Il futuro non è fissato. Il solo destino è quello che ci creiamo noi», come diceva John Connor.
Ma il destino può essere previsto, sia con la ragione che con il dono della profezia, e questi tempi rendono facili, e assolutamente coincidenti nel risultato, ambedue i metodi. Parafrasando V: «Cosa sta succedendo? Di chi è la colpa?». Ecco, il motivo primo di tutte le questioni non è l'uso che la politica (posto che ancora lo possa fare) sta facendo delle tecnologie; no, è piuttosto quello che la finanza sta facendo delle tecnologie. O meglio, quello che l'interazione della finanza con le tecnologie provoca, con solamente un beneplacito della politica.
«Ma» - diranno il 24 informatissimi lettori - «mai come oggi i grandi della tecnologia sono ossequiosi alla politica. Che le tecnologie siano asservite alla politica è reso esplicito dai fatti, sia recenti che meno, incluso quello che Cassandra oggi sottointende». La risposta si può riassumere in un'altra citazione, questa volta di Montalbano: «È tutto un tiatro». Gli ossequi fatti all'autorità politica di turno sono semplicemente uno dei doveri che i consigli di amministrazione hanno assegnato ai loro ricchissimi frontman. E questo al solo fine di mantenere ben attivi i fenomeni che portano all'aumento delle rispettive ricchezze, e a una sempre crescente concentrazione finanziaria e di potere nelle mani dei pochi, soliti noti.
Ecco, il nocciolo del problema è qui. La concentrazione della ricchezza causa l'avviarsi del mondo verso un periodo di povertà e di conflitti, caldi o freddi che siano, e rende perciò indispensabile una contrazione planetaria delle libertà civili. Il passaggio dei poteri effettivi dagli stati nazionali agli stati non nazionali, come descritto in Neuromante, e incarnato, nella saga di Alien, dalla Weyland-Yutani, è una "profezia" che la fantascienza ha vaticinato ben prima di noi, profeti di mestiere. È semplicemente logico che i controllori delle tecnologie, man mano che acquistano capacità e potere, lo sottraggano alla politica, conservandola solo come utile facciata.
E non è guardando alla politica che si potrà prevedere, e magari contrastare, l'avviarsi del mondo verso un'involuzione delle libertà e del tenore di vita. Bisogna guardare prima alle tecnologie che, quando sono controllate dagli individui e non concentrate in centri di potere, possono essere strumenti di progresso e di libertà; l'uso che prevalentemente se ne fa oggi è invece la loro negazione.
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