La suite derivata da OnlyOffice, finora soltanto online, si potrà installare direttamente sui PC.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-09-2026]
Euro‑Office, la suite "autarchica" di programmi per ufficio, si appresta ad arrivare finalmente sui computer come applicazione desktop completa, segnando un passo decisivo nella strategia europea per ridurre la dipendenza da software statunitensi e rafforzare la sovranità digitale. La suite, finora disponibile solo come editor web integrato nei servizi di aziende europee, sta infatti per debuttare ora come programma installabile su Windows, macOS e Linux, con prestazioni migliorate e nuove funzioni pensate per l'uso professionale e istituzionale.
L'applicazione desktop sarà distribuita come parte del rilascio estivo di Nextcloud Hub 26 e sarà scaricabile nelle prossime settimane. Secondo Nextcloud, questa novità «colma una delle ultime lacune tra Euro‑Office e Microsoft Office», offrendo agli utenti un'alternativa europea che non comporta la consegna dei propri dati a fornitori extra‑UE. La versione aggiornata introduce una velocità sensibilmente superiore, filtri più efficaci e miniature dei documenti che facilitano la ricerca e l'apertura dei file. Frank Karlitschek, fondatore e amministratore delegato di Nextcloud, ha dichiarato che con la nuova applicazione «si offre a persone e organizzazioni una vera alternativa sovrana a Microsoft Office, non solo nel browser, ma esattamente dove molti lavorano ogni giorno: sul proprio computer». La disponibilità offline rappresenta uno dei miglioramenti più rilevanti, consentendo la modifica locale di testi, fogli di calcolo e presentazioni senza connessione internet.
Il progetto si inserisce in un contesto europeo in cui governi nazionali e federali stanno sostituendo software proprietari con soluzioni open source, spinte da esigenze di tutela dei dati e timori geopolitici legati all'accesso a tecnologie critiche. Euro‑Office nasce proprio come iniziativa per fornire infrastrutture digitali conformi alle normative europee, destinate a scuole, amministrazioni e organizzazioni pubbliche. La suite, tuttavia, è al centro di controversie legate alle sue origini. Euro‑Office si basa infatti sul codice di OnlyOffice, sviluppato dalla società lettone Ascensio System SIA (con sede a Riga, in Lettonia), che ha forti legami con la Russia. Il consorzio europeo non ha mai nascosto il fork, ma le tensioni con i creatori originali hanno portato a accuse di violazione delle condizioni di licenza e dei principi di proprietà intellettuale. Secondo i responsabili di Euro‑Office, proprio i legami con la Russia avrebbero impedito una collaborazione aperta.
Un'analisi condotta a giugno ha evidenziato che gran parte del codice utilizzato da Euro‑Office — e tuttora importato — sembra essere stato scritto da sviluppatori che operano in fusi orari russi. Gli esperti hanno inoltre rilevato che la suite scarica un pacchetto Android da una risorsa cloud non identificata, sollevando interrogativi sulla sua provenienza, sul controllo del contenuto e sulla possibilità che venga modificato senza preavviso. Nonostante le polemiche, però, il progetto continua a evolversi. L'aggiornamento della piattaforma collaborativa introduce spazi di lavoro dedicati per gruppi di progetto, strumenti condivisi per file e attività, e nuove funzioni integrate grazie ai partner. La componente per i fogli di calcolo supporta ora colonne relazionali, il calendario offre una ricerca degli spazi più avanzata e un assistente locale consente il riconoscimento del testo in immagini e documenti.
L'interesse verso alternative europee non riguarda solo le istituzioni. La più recente versione di LibreOffice, sviluppata dalla Open Document Foundation, è stata scaricata oltre un milione di volte nella prima settimana, segno di una crescente attenzione dei cittadini verso soluzioni indipendenti dai grandi fornitori statunitensi. La disponibilità dei client desktop di Euro‑Office chiuderà una delle principali lacune rispetto alle suite proprietarie e potrebbe favorire l'adozione della piattaforma in contesti professionali e pubblici. Resta però aperto il dibattito sulla reale sovranità del progetto, che dovrà affrontare le criticità legate alla provenienza del codice e alla trasparenza delle componenti software utilizzate.
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