Deep Internet: quello che i motori di ricerca non dicono

Chiunque di voi abbia mai trovato affascinanti i discorsi sull'antimateria (impossibile da vedere con mezzi normali, ma là fuori, forse più estesa della stessa materia) troverà interessante questa nota: c'è un'Internet "invisibile", o, meglio, "profonda", che i motori di ricerca ignorano, fonte di preziose informazioni e forse più grande, da 400 a 500 volte, delle pagine normalmente indicizzate e accessibili dai principali search engine.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-10-2001]

Questa parte di Internet ha un nome, deep Internet, e una causa per esistere: i motori di ricerca non riescono a indicizzare il contenuto di database i cui documento non siano direttamente collegati tramite link a pagine web. Questi database (che includono anche alcuni repertori arcinoti come i cataloghi di Amazon) sono appunto il cuore della deep Internet.

L'esistenza di una deep Internet fa sorgere alcune domande sulla natura dell'informazione disponibile on-line. In primo luogo, essa mette in discussione l'abilità dei motori di ricerca di fornire risultati sulla base di una conoscenza profonda dell'informazione su Internet (sarà anche per questo che di recente il motore di ricerca Google ha messo in secondo piano l'indicazione del numero di pagine contenute nel suo database).

In secondo luogo, essa ci spinge ad interrogarci su quante informazione ci sia on-line. A questa domanda ha cercato di rispondere un progetto dell'Università di Berkeley ("Cal") presentando una stima da brivido: 2 miliardi e mezzo di pagine all'inizio del 2000, con un tasso di crescita di 7,3 milioni di pagine al giorno. Secondo il progetto, la deep Internet conterrebbe non meno di 550 miliardi di documenti connessi on-line (il 95% dei quali accessibili gratuitamente).

In terzo luogo, la deep Internet ci pone davanti il problema di sviluppare nuove strategie e nuovi strumenti di ricerca. A questo hanno già pensato molte aziende produttrici di software che ci offrono i loro sistemi per navigare in questo nuovo oceano di informazione (peccato che questo software siano quasi tutti a pagamento). Tuttavia i software non bastano (anzi rischiano di complicare la vita restituendo troppi risultati): bisogna più che mai pensare a come discernere l'informazione essenziale, non solo da quella irrilevante, ma anche da quella importante o interessante.

Alcuni link:
- How much information project
- The Invisible Web (comprende elenco di tool per la ricerca)
- Bright Planet (prodotti e tutorial per la ricerca nel deep Internet)
- Dragon Deep Internet Search Engine Tool
- Accessibility and Distribution of Information on the Web by Steve Lawrence and Lee Giles

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