Libri: Le nuove guerre

Dalla Cyberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-12-2001]

Umberto Rapetto, 41 anni, piemontese di Acqui Terme (AL) Un libro di due specialisti sulle nuove guerre: nuove per utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche, della chimica o della biotecnologia. Nuove per il valore che si dà agli aspetti dell'informazione e della controinformazione, ai valori simbolici e culturali.

"C'è una cosa che non si deve mai fare né per mare, né per terra , questa cosa è la guerra". Questa filastrocca del grande scrittore per ragazzi Gianni Rodari dice una cosa vera e, putroppo, inattuata: le guerre si fanno e in modi finora inediti e modernissimi, ma non per questo meno drammatici.

"Le nuove guerre: dalla Cyberwar ai Black Bloc, dal sabotaggio mediatico a Bin Laden" è un libro-novità, uscito direttamente in edizione economica per i tipi della Bur Rizzoli (19.900 lire, 10,28 euro), scritto da uno dei massimi specialisti di sicurezza informatica del nostro Paese, conosciuto anche al pubblico dei giornali, il tenente colonello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, comandante del Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza. L'altro autore è Roberto Di Nunzio, giornalista civile che ha insegnato alla Scuola di Guerra tecniche sociali dell'informazione.

Un libro poderoso e documentato: si parte dalla definizione del contesto delle nuove guerre che è la nuova società dell'informazione alla definizione stessa della categoria di guerra, prendendo in esame i principali testi teorici di polemologia (ossia la scienza della guerra).

Gli autori prendono in esame come dalle guerre Puniche fino alla guerra del Golfo l'informazione nelle guerre ha avuto un ruolo stategico, che i condottieri più importanti non hanno mai trascurato.

Si passa poi all'"Information Warfare" che, secondo la definizione ufficiale dell'Aviazione americana, è "ogni azione mirata a demolire, distruggere, inquinare l'informazione avversaria e le sue funzioni, proteggendo la propria informazione da analoghe iniziative e sviluppando la propria attività informativa militare".

L'Information Warfare è costituito dalla cyberwar, ovvero la distruzione dell'informazione e dei sistemi di comunicazione nemici, e dalla netwar ovvero l'attività posta in essere per danneggiare o modificare ciò che una determinata popolazione conosce (o crede di conoscere) di sè stessa o della realtà circostante.

La Guerra dell'Informazione è analizzata nei suoi aspetti che sono l'intelligence, cioè lo spionaggio (con un interessante approfondimento su Echelon, il Grande Orecchio per lo spionaggio elettronico).

Il libro passa in rassegna anche lo psycological warfare, cioè la guerra psicologica per indebolire il morale dell'avversario, utilizzando anche qui le più moderne tecnologie (dai satelliti per invadere l'etere dell'avversario, alla costruzione di realtà virtuali fittizie, sempre allo scopo di preoccupare e colpire l'avversario, fino alle tecniche di mind control a cui vengono sottoposti i terroristi).

Uno dei capitoli più interessanti è quello dedicato a Hacker Warfare e CyberWarfare: è già domani, forse ieri, dove si parla concretamente dell'utilizzo degli hacker e delle loro capacità nei conflitti: dagli hacker israeliani, che nell'ottobre 2000 hanno sferrato un attacco ai siti Internet degli Hezbollah, alla risposta della comunità cibernetica araba, che colpisce al cuore la principale risorsa telematica del governo d'Israele.

Dal terrorismo informatico a colpi di virus, fino al videomorphing con la sua capacità di manipolazione della realtà, i venti di Guerra che spirano nel Web vengono scientificamente presi in esame. Da leggere sono i capitoli sull'Economic Warfare, ovvero le tecniche per mettere economicamente in ginocchio una Comunità; interessanti anche quelli sulla Guerra Climatica, sulla Manipolazione Ambientale, squarci su realtà difficilmente non definibili nelle loro conseguenze come apocalittiche, eppure a portata di mano.

Infine, nel capitolo dedicato alla guerriglia (e alla guerriglia urbana), una riflessione sui fatti del G8 di Genova (condotta da un rappresentante delle forze dell'ordine) che evidenzia la novità delle riprese fatte e trasmesse in tutto il mondo in tempo reale con le webcam: è la sconfitta mediatica che, secondo gli autori, le forze dell'ordine e il Governo hanno subito, la capacità di molti No-Global di non farsi intercettare dalle forze dell'ordine e di bloccare i siti governativi.

In definitiva è un libro da cui si impara qualcosa, apprezzabile per il suo sforzo di catalogare e sistematizzare una materia così nuova. Ben vengano anche i "contromanuali", ovviamente.

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Pier Luigi Tolardo

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