L'Unione Europea: i social network difendano la privacy

Il Commissario Viviane Reding boccia la tecnologia Phorm, che propone pubblicità mirate basate sulle abitudini di navigazione, e chiede maggiore tutela dei minori da parte di Facebook e soci.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-04-2009]

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Phorm è una tecnologia di behavioural advertising legale in Gran Bretagna: grazie a essa, i provider del Regno Unito possono utilizzare i dati personali dei propri utenti e le loro abitudini di navigazione per proporre spot e messaggi pubblicitari mirati, che i clienti lo vogliano o no.

L'esistenza di questa possibilità ha scatenato un'ondata di proteste non solo in Inghilterra, ma anche a Bruxelles: il Commissario europeo per le Telecomunicazioni Viviane Reding si è esposta in prima persona in difesa della privacy, invitando la Gran Bretagna a modificare una legislazione che non la tiene sufficientemente in conto.

L'ammonimento è rivolto a tutti gli Stati membri: l'Unione Europea agirà contro tutti quei Paesi che non si conformeranno alle regole comuni stabilite in difesa della privacy dei cittadini.

"Le regole europee sulla privacy sono cristalline e le informazioni su una persona possono essere utilizzate solo con il suo consenso previo" ha ammonito la Reding sul proprio blog, estendendo poi le proprie preoccupazioni a tutti gli ambiti della Rete in cui, con leggerezza, gli utenti mettono i propri dati personali nelle mani di chiunque.

Il pensiero del Commissario è rivolto a tutti quei software che consentono un utilizzo gratuito in cambio di informazioni pubblicitarie mirate ma si appunta anche sui social network, dove soprattutto i minori devono essere protetti (nella speranza che i maggiorenni sappiano proteggersi da sé).

"La privacy deve essere una priorità per i social network: almeno i profili dei minorenni devono essere classificati di default come privati e resi inaccessibili ai motori di ricerca" ha dichiarato: per questo scopo servono regole ad hoc cui sottoporre Facebook, MySpace e compagni.

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