Olivetti e Berlusconi, l'impossibile confronto

Il ministro Bondi pubblica un libro in cui paragona Berlusconi ad Adriano Olivetti. Ma il confronto è assurdo e inutile.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-05-2009]

Il Ministro della Cultura (nonché coordinatore nazionale del Popolo della Libertà) ha appena pubblicato un libro dal titolo "Il sole in tasca" dedicato alle figure di due grandi imprenditori italiani che, a un certo punto della loro vita, hanno deciso di non limitarsi più a fare solo gli imprenditori ma hanno voluto scendere in politica: Adriano Olivetti e Silvio Berlusconi.

Tra le due figure Bondi stabilisce un paragone, facendole passare ambedue nell'Olimpo di quanti hanno segnato una profonda innovazione nel mondo dell'impresa e nel mondo della politica.

Un confronto del genere non poteva essere più azzardato e impossibile: infatti Bondi, più che intitolare il suo libro Il sole in tasca avrebbe dovuto intitolarlo più opportunamente Il sole anche di notte, come l'omonimo racconto di Tolstoj che ispirò un bel film dei fratelli Taviani: cioè è tanto il suo amore per Berlusconi che lo vede anche dove non può esserci.

Innanzitutto Olivetti non conobbe un gran successo nella sua vita politica: il suo movimento Comunità si fermò all'insediamento a Ivreea e poco più; ebbe un solo deputato, lo stesso Adriano Olivetti, poi sostituito dall'allora giovane sociologo Franco Ferrarotti.

Anche nell'impresa, a un certo punto Olivetti fu messo in minoranza dalla sua stessa famiglia, che lo accusava più di pensare alle finalità sociali dell'impresa che al profitto. Berlusconi invece non solo gestisce (sia pur per interposta persona) Mediaset senza avversari, ma è stato più volte premier e leader di un partito di massa.

Berlusconi, che ha avuto molto più successo di Olivetti, non ha però fondato niente di innovativo sul piano imprenditoriale: la sua è classica Tv commerciale, basata sullo sfruttamento selvaggio della pubblicità e sui gusti più semplici ed elementari del pubblico, scoperta e perfezionata dagli americani e importata con poche varianti in Italia.

Olivetti invece ha fondato un'industria elettronica e informatica che ha fatto scuola, dal grande mainframe al personal computer, dal design all'organizzazione del lavoro; anche negli Usa Olivetti vendette milioni di macchine da scrivere e aprì numerosi stabilimenti.

Olivetti creò un'azienda che produceva ricchezza, faceva cultura alta, un'industria manifatturiera di esportazione; Berlusconi ha creato un Tv quasi solo italiana, che non ha sfondato all'estero (tranne che in Spagna), più basata a incentivare i consumi attraverso trasmissioni spesso di basso profilo.

Berlusconi non ha mai pensato di far partecipare i lavoratori alla gestione e al capitale delle sue aziende; Olivetti l'ha fatto, anche creando asili, biblioteche, teatri, cinema per i suoi dipendenti, creando i consigli e commissioni consultive, distribuendo azioni e utili.

Infine il dato politico: Berlusconi si è sempre presentato come un campione del capitalismo e del liberismo. Olivetti, pur essendo un capitalista nato e vissuto, ne ha sempre visto i gravi limiti economici e sociali.

Altre differenze: Olivetti si è sempre ispirato ai principi del personalismo comunitario di Mounier; per Berlusconi invece le ideologie non sono nulla, vale solo l'azione.

Con il suo movimento Comunità, Olivetti è stato sostenitore di un forte decentramento dei poteri: in un certo senso è stato l'antesignano della Lega, ma senza connotazioni razzistiche, xenofobe o secessioniste. Per Berlusconi al contrario il potere va concentrato in poche mani, possibilmente quelle del premier... possibilmente le sue.

Insomma, Berlusconi e il suo realismo vincente c'entra con Adriano Olivetti e la sua utopia (putroppo sconfitta) come i cavoli a merenda. Solo un "poeta" come Bondi, innamorato di Berlusconi, non se ne è accorto.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 31)

Resta il fatto che bondi ha perso un'occasione per tacere.
23-5-2009 18:41

E visto che l'archeologia informatica comincia a trovare il suo spazio vorrei spendere una parola anche per il MOS, sistema operativo Olivetti per 'server' (a quei tempi forse non si usava ancora questa definizione), entrato in una grande percentuale di banche italiane, europee,vicino oriente, etc. Fu frettolosamente abbandonato in... Leggi tutto
23-5-2009 17:00

Erano altri tempi, c'è di mezzo anche la fortuna, non era possibile fare previsioni ca gli investimenti più azzeccati, l' IBM non poteva sapere quali sviluppi avrebbe avuto il DOS di Microsoft, altrimenti magari si teneva i diritti. Purtroppo a volte i migliori non sempre hanno audacia tale da sfidare la sorte, e questo li penalizza, i... Leggi tutto
23-5-2009 15:03

Appunto. La lista dei prodotti informatici probabilmente migliori ma che non hanno avuto un riscontro commerciale adeguato è lunga come la quaresima. IBM in quei tempi storici era tutto o quasi, Microsoft stessa è sbocciata per aver avuto l'incarico, sempre da parte di IBM, di sviluppare il DOS.
22-5-2009 19:21

Hai mai usato un Olivetti M20 con PCOS? E il basic dell'Olivetti? Aveva già le primitive grafiche... cosa che il basic IBM ha visto diversi anni più tardi. Il problema grosso con l'M20 è stato lo scontro con la potenza commerciale di IBM.
21-5-2009 21:31

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