Legge e Tecnologia al servizio dei disabili

Lo scopo è di agevolare i portatori di handicap nell'utilizzo dei servizi erogati in rete.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-03-2003]

Nell'"Anno Europeo dei Disabili" il Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Stanca, ha affermato che "l'accesso alle tecnologie digitali rappresenta una crescente opportunità di conoscenza, istruzione, lavoro, informazione, intrattenimento e acquisisce sempre maggior importanza nel modo di vivere, di lavorare e di apprendere", dichiarando inoltre che "si può in qualche modo equiparare l'accesso alle tecnologie ed il loro pieno utilizzo ad un diritto primario per tutti i cittadini, nessuno escluso".

L'occasione per queste dichiarazioni è stata offerta dalla tribuna della conferenza "Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi", da lui stesso promossa presso la Camera dei Deputati.

Il testo di Legge presentato in questi giorni è stato definito da chi lo ha studiato come flessibile "in modo da poter essere agevolmente adattato allo sviluppo tecnologico" ma non solo: esso individua due concetti importanti che sono quello di accessibilità informatica (vale a dire la proprietà dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili senza discriminazioni derivanti da disabilità) e quello di tecnologia assistiva (intesa come insieme degli strumenti e delle soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono al disabile di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici superando o riducendo le condizioni di svantaggio dovute alla sua specifica disabilità).

Naturalmente questo testo non è una mera "dichiarazione di principi", ma stabilisce e impone una serie di obblighi per le Amministrazioni Pubbliche e per i soggetti che erogano pubblici servizi, non ultima la definizione dei tempi per l'adeguamento dei siti web.

Il tutto in modo da rendere i sistemi informatici di facile utilizzo anche per i lavoratori disabili, dipendenti sia delle pubbliche amministrazioni che di datori di lavoro privati, che devono essere posti in condizione di operare con strumenti informatici adeguati alla specifica disabilità di cui sono portatori: "la disposizione intende più che altro richiamare le pubbliche amministrazioni al rispetto di un obbligo che costituisce anche una regola di funzionalità e di buon senso: sarebbe infatti del tutto illogico assegnare ad un lavoratore disabile delle mansioni senza gli strumenti informatici che ne rendano concretamente possibile l'effettivo esercizio", ha spiegato l'esponente di Governo.

Sono pure previsti interventi per i disabili dipendenti da privati. Affinché usufruiscano delle tecnologie accessibili si dispone che l'acquisto di materiale informatico è favorito da specifici contributi, tra quelli previsti dalla legge n. 68 del 1999, ("Norme per il diritto al lavoro dei disabili"), art.13, comma 1, lettera c) .

"Il Governo ha un chiaro ed unico obiettivo: la società basata sulle tecnologie dell'informazione deve essere per tutti", dice il Ministro durante il suo intervento, spiegando che "il settore pubblico, con il supporto del settore privato e delle componenti della società che già si impegnano a favore dei più deboli, dia un contributo decisivo per raggiungere questo ambizioso obiettivo e per promuovere lo sviluppo di una società dell'informazione veramente aperta a tutti, ispirata all'esigenza di rispondere ai bisogni di ogni individuo, a prescindere dalle condizioni sociali, fisiche o economiche".

Dall'inedita fotografia di cui si è discusso è emerso che nel nostro Paese quasi 3 milioni di persone, oltre il 5% della popolazione, sono portatrici di significativi elementi di disabilità.

Si tratta, ha riconosciuto il Ministro, di "una rilevante componente della nostra società che deve trovare piena cittadinanza grazie anche alle politiche basate sulle tecnologie dell'informazione".

"Non riconoscere questa forte esigenza di totale inclusione può causare tre ordini di deficit: economico, in quanto non impiegare le risorse disponibili comporta una perdita onerosa; sociale, perché non integrare qualsiasi categoria crea emarginazione; democratico, perché non partecipare significa negare la piena cittadinanza".

Il ministro ha inoltre spiegato che è previsto un periodo transitorio dopo il quale le pubbliche amministrazioni saranno tenute a rispettare i criteri di accessibilità non solo per i siti oggi in preparazione o futuri, ma anche per quelli già esistenti, che dovranno essere aggiornati.

Non solo tecnologia, ma anche aiuti economici: al fine di favorire la diffusione tra i disabili del possesso di personal computer.

Stanca ha annunciato uno specifico intervento: "stiamo approfondendo anche con il Ministero dell'Economia e Finanze i modi per rendere più efficaci e diffusi queste agevolazioni che, pur previste formalmente da leggi, non hanno finora trovato pratica attuazione".

Tra le misure ipotizzate ci potrebbe essere l'abbattimento dell'IVA sull'acquisto di Pc. Per incentivare l'adozione di programmi e strumenti compatibili con le esigenze dei disabili, Stanca ha ipotizzato una sorta di "bollino blu".

Il responsabile del sito o del prodotto informatico, dopo aver controllato l'accessibilità del materiale con un programma automatico di valutazione, avrà diritto di fregiarsi di uno specifico simbolo che comporterà la possibilità di controlli di conformità da parte della Pubblica Autorità.

Il ministro per l'Innovazione e le Tecnologie ha poi rilevato che il "bollino blu" è "un'attestazione di qualità, ma anche di benemerenza, che potrà essere sfruttata a fini pubblicitari e, quindi, funzionare come potente fattore di stimolo". La vigilanza sul rispetto della normativa e la funzione di impulso-promozione sono attribuiti al Ministro ed al Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie.

Infine, giusto per renderci conto di quello che oggi con la tecnologia si può fare per aiutare i disabili, abbiamo deciso di raccontarvi una storia. Si tratta della vicenda di Paolo Berro, un ragazzo che oggi ha 26 anni e vive a Castelfranco Veneto, un ragazzo che il 2 maggio 1998, a causa di un incidente stradale, rimane paralizzato dalle spalle in giù.

Il giovane è iscritto alla Facoltà di Ingegneria a Padova, dove, dopo l'incidente non potrà continuare gli studi in quanto, anche se l'Università è priva di barriere architettoniche non fornisce la possibilità di studi a domicilio.

Nel 2002 però Paolo riprende gli studi presso il Politecnico di Torino dopo essere stato scelto come primo utilizzatore di un prototipo costruito in cooperazione tra Politecnico di Torino e Infostrada.

Il prototipo non è altro che la sperimentazione di apparati e tecniche di comunicazione, tali da favorire l'insegnamento nell'ambito dei Diplomi Universitari a Distanza e l'inserimento nel mondo del lavoro di persone con gravi handicap.

Infostrada eroga a nome di Paolo una borsa di studio annuale in qualità di "utente pilota", che ha - tra le altre - la possibilità di sostenere gli esami da casa, tramite Videoconferenza.

Da febbraio 2002 poi il ragazzo diviene promotore e collaboratore per "wind way, i disabili navigano senza barriere" e realizza numerosi siti web. Attualmente sta scrivendo un libro dove racconta le vicende trascorse dal giorno dell'incidente ad oggi.

Il problema è che come Paolo ci sono migliaia di altre persone che noi speriamo di vedere, anche grazie a questa iniziativa, valorizzate e messe in condizione di vivere una vita il più normale possibile, senza vincoli e restrizioni portati dalla loro inabilità.

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