I blog secondo falso idillio

Capire il fenomeno blog: una visione "collaborativa" e non "proprietaria" del Web?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-05-2003]

b. georg è un nickname, quello dell'autore di FalsoIdillio, un blog seguito e apprezzato, che si è specializzato nel cercare di capire cosa siano i blog: anche a lui abbiamo chiesto di aiutarci a capire il fenomeno.

ZN: Perché hai scelto il nome Falso Idillio?

b. georg: "Dare i nomi è sempre complicato. Quando ho aperto il blog, a dire il vero, non avevo per niente le idee chiare su quello che ci avrei scritto sopra. Si impara solo facendo. Così, siccome fin da ragazzo mi capita di scribacchiare poesiole, pensavo che con il blog avrei potuto continuare su quella strada.

E ho messo al blog un nome che è una specie di riassunto delle cose che scrivevo da ragazzo: "falso idillio" è la percezione dell'ambivalenza delle cose, del loro essere bellissime e terribili contemporaneamente. Almeno, così è il modo in cui le percepisco, nei momenti, piuttosto rari a dire il vero, in cui le mie percezioni sono più vive.

Poi il blog è andato per la sua strada, di poesia nemmeno l'ombra e io non ho dovuto fare altro che seguirlo e tenermi quel nome. Può darsi che però nel mio essere ondivago e nello scrivere interminabili pippe teoriche o semplici e nude osservazioni sulla realtà che quel nome abbia ancora senso."

ZN: Come sei arrivato ai blog e perché?

b. georg: "Avevo già incontrato il blog collettivo di Sabelli Fioretti e il Barbiere della Sera, e mi avevano un po' riconciliato con la navigazione web, che negli anni dei megaportali era diventata di una noia inerrabile. Poi incrociai per caso il blog di una scrittrice, Silvia Magi(che purtroppo ha smesso di bloggare quasi subito) e cominciai a lasciarle commenti e storielle importune nel forum che lei aveva aperto.

Ma ancora non sapevo che quello fosse un blog, e che non fosse l'unico al mondo. Contemporaneamente un amico, redattore di Virgilio, mi fa: "Ma tu non li conosci i blog? "Blob?" Ma che blob! Blog! Sono siti personali, sono molti utili per trovare notizie". Mi diede l'indirizzo di qualche sito americano e di alcuni italiani. Incontrai Wittgestein di Sofri e molti altri. Rimasi folgorato....appena aprì Splinder mi ci fiondai...Ho scritto per un mese senza avere la minima percezione che qualcuno mi stesse leggendo (era solo pochi mesi fa, ma allora i blog erano un decimo di quelli che sono oggi).

Poi un giorno, in preda ad una certa frustrazione tipica dei neofiti, scrissi un post autoreferenziale, in cui riflettevo su come ci si sente esposti allo sguardo altrui, cosa che all'inizio del blog ognuno avverte come in modo strano, con un misto di vanità e di vergogna.

Feci il peccato che fanno tutti: lasciai un commento da Mim*mina, già allora assai nota, e lei mi rispose gentilmente e mi segnalò sulla sua pagina. Per mesi dopo non ho fatto altro che parlare di quel che mi stava accadendo nello scrivere un blog, anche se è autoreferenziale e questo a molti non piace....."

ZN: Sarà una domanda stucchevole ma non riesco a non fartela: il rapporto giornalismo/isti e blog/bloggers come lo vedi?

b. georg: "In effetti è stucchevole, concordo con te. Da ragazzo mi dicevo che tutto avrei voluto fare tranne il giornalista, professione per la quale avevo la massima disistima. Poi è finita che ora lavoro in un giornale e tra poco, contro la mia volontà, mi faranno pure giornalista. La vita è una roba strana, ma è bella per questo, così dicono.

Insomma, mi manca un po' la visione eroica del giornalismo. Ne ho viste parecchie in questi anni per convincermi che di per sè essere giornalista non vuol dire nulla. Puoi essere un gran figo e fare un lavoro professionalmente stupendo, o essere un cialtrone che si inventa le notizie e le cucina con gli stessi ammuffiti ingredienti che "piacciono al pubblico".

Dipende in parte da te e soprattutto da una buona dose di fortuna nel capitare nei posti giusti. Stesse dosi di splendore e cialtroneria possono contaminare i blogger. Qui la fortuna serve meno, perché un blog non ha editore, e questa è una differenza non da poco. Dopodichè, certo i due media(stampa e blogsfera) sono assai distanti, e tra di loro ci sono un'infinità di differenze e somiglianze, che credo sia lungo rivangare.

Quello che è indiscutibile è che la blogsfera è un ambiente collaborativo, per via della stessa architettura. Ciò differenzia i processi di diffusione e di verifica delle informazioni nei due ambiti. La blogsfera non ha motivi di guerra con il giornalismo perché succhia informazioni da tutto, tende a collaborare, non solo con i giornalisti, ma con chiunque.

Si tratta di un medium nuovo, che cambia l'approccio antropologico alla scrittura, al "proprio" scrivere, all'essere letti, al leggere gli altri. La stessa polemica sulla cosidetta "fuffa" (il narcisismo dei bloggers che parlano delle loro cose private) è una critica che ridicolizza chi la lancia.

La "fuffa" è l'interezza di una giornata sociale, con i suoi pensieri, idee, sentimenti, notizie, sciocchezze, banalità, fatiche, desideri, noia e così via che parla di sè e si racconta. Tutto meno che "fuffa" (quasi spazzatura n.d.r.) insomma."

ZN: I slog o sono fortemente connotati a sinistra, o esprimono una grandissima indifferenza alla politica, essendo intimistici o privatissimi, come vedi il rapporto blog-politica?

b.georg: "Mi pare un problema mal posto, sia nella distinzione destra-sinistra sia in quella "cose pubbliche-cose private". Dove vanno i blog? A cosa mirano? La mia idea è che non vadano da nessuna parte. Credo che questo sia un medium che non "mira". Si tratta di un infinito proliferare di minoranze interconnesse in infiniti modi: gli spostamenti non possono mai essere preventivati. L'orizzonte della decisione si dà solo ex-post.

Quindi, il funzionamento non è: andare da un luogo all'altro, bensì: stare fermi, facendo scorrere i luoghi sotto di sè (questa è di De Kerckove, non l'ho inventata io). Nei blog impariamo dalla nostra stessa scrittura, ci osserviamo e siamo osservati, parliamo ed ascoltiamo, ci tocchiamo e siamo toccati. E quindi siamo modificati da tutto ciò.

ZN: In che senso modificati?

b.georg: "C'è un piano che ruota continuamente su di sè e così facendo si solleva. Ora, questo è di destra o di sinistra? Riguarda il pubblico o il privato? Confondiamo, se ci poniamo queste domande, il medium col messaggio. Non penso proprio che il blog de La Pizia sia privato e Wittgenstein di Sofri sia pubblico. E' una distinzione che, semplicemente, qui dentro non funziona.

E' il fatto che Rolli sia di destra e Leonardo di sinistra ha ugualmente poco significato, se per le idee di ognuno. Qui si arriva ad un punto davanti al quale ci si ferma: a cosa "mirano" le discussioni in Rete. C'è un punto di approdo? Cosa significa "decisione" in questo spazio? Discutere in un Forum o tra Blog ha lo stesso significato di "sviluppo dell'opinione pubblica" che ha sulla stampa?

Faccio presente solo un aspetto: tra i blog e in Rete la proprietà ha un valore completamente diverso rispetto alla stampa e alla società (quello che dicevo prima sull'essere editori di sè stessi). La casa, la "home" è tua, ma con un significato e procedure differenti rispetto alla casa in cui abiti. Forse gli effetti sono a cascata, ma bisognerebbe pensarci....."

ZN: Prova lo stesso un po' a vedere il futuro dei blog.

b. georg: "Evoluzione tecnologica e uso sono due elementi intrecciati. Sul futuro non so dire molto, se non che l'uso e le esigenze degli utenti guidano la tecnologia. Tanto più in un medium"democratico" come la Rete. Quindi se si vuole fare previsioni (attività peraltro sommamente inutile) occorre osservare il sè stesso utente, le sue esigenze "corporee". Quando utilizzi un utensile, il tuo corpo e l'utensile si corrispondono e si rimbalzano reciprocamente. Da questa partita a ping pong nascono le evoluzioni, le migliorie.

Così accade anche con utensili complessi, come quelli che coinvolgono la sfera mentale. La mente è corpo, mica è nebbia. Le esigenze e i desideri conformano l'usabilità e la spostano. I blog andranno dove gli utenti vogliono andare, condizionando i tecnici che proporrano le rotte e le mappe più adeguate, interpretando questi desideri. Quindi, a essere realisti, credo che i blog andranno in un sacco di direzioni contemporaneamente...."

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Pier Luigi Tolardo

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