Niente AI su smartphone e tablet istituzionali. Il Parlamento UE rafforza le misure di sicurezza



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-02-2026]

Il Parlamento Europeo ha imposta la disattivazione di tutte le funzioni di intelligenza artificiale integrate nei dispositivi di lavoro. La misura è applicata senza eccezioni a smartphone, tablet e laptop assegnati a deputati e staff e nasce da una valutazione tecnica che ha evidenziato rischi concreti legati al trasferimento dei dati verso servizi cloud esterni. Secondo la comunicazione interna inviata ai parlamentari, alcuni assistenti IA preinstallati nei sistemi operativi utilizzano infrastrutture cloud per elaborare le informazioni. Il problema principale riguarda la destinazione dei dati inviati ai fornitori di servizi: al momento non esiste una garanzia completa sulla loro gestione, né sulla possibilità che vengano archiviati o analizzati al di fuori del perimetro europeo.

La misura è stata applicata in modo immediato e generalizzato, coinvolgendo tutte le funzionalità IA integrate, comprese quelle legate alla produttività personale. L'indicazione del dipartimento IT del Parlamento è chiara: finché non sarà possibile verificare con precisione quali informazioni vengano trasferite ai server remoti e con quali modalità vengano trattate, l'uso di tali strumenti è considerato incompatibile con gli standard di sicurezza richiesti per i dispositivi istituzionali. La decisione riguarda in particolare gli assistenti intelligenti incorporati nei sistemi operativi mobili, spesso attivi in background e progettati per raccogliere input vocali, suggerire azioni o anticipare le esigenze dell'utente. Le analisi tecniche hanno evidenziato che alcune di queste funzioni inviavano dati sensibili verso server esterni senza un controllo granulare da parte dell'amministrazione, aumentando il rischio di esposizione accidentale di informazioni riservate.

Il provvedimento non si limita ai dispositivi forniti dall'istituzione: il Parlamento ha invitato deputati e collaboratori a prestare attenzione anche all'uso di funzioni IA presenti sui dispositivi personali impiegati per attività lavorative. Sebbene non sia previsto un blocco tecnico su tali apparecchi, l'indicazione è di adottare un approccio prudente, soprattutto quando si trattano documenti o comunicazioni sensibili.

La scelta si inserisce in un contesto più ampio di crescente diffidenza istituzionale verso gli strumenti di intelligenza artificiale integrati nei sistemi commerciali. Le piattaforme cloud che alimentano questi assistenti sono spesso opache nella gestione dei dati, e la mancanza di trasparenza sui processi di elaborazione rappresenta un rischio significativo per un'istituzione che gestisce informazioni politiche, legislative e diplomatiche di alto livello. La comunicazione interna sottolinea che il dipartimento IT non è in grado di garantire la sicurezza dei dati elaborati tramite queste funzioni, soprattutto in assenza di un controllo diretto sull'infrastruttura cloud. La valutazione ha portato alla conclusione che la disattivazione preventiva rappresenta l'unica misura adeguata per evitare potenziali violazioni o fughe di informazioni.

Il blocco delle funzioni IA non riguarda invece gli strumenti tradizionali di produttività come gli elaboratori di testo, i client email o le applicazioni di gestione dei documenti, che potranno continuare a operare normalmente posto che non utilizzino funzionalità IA che si appoggiano a servizi nel cloud. Il Parlamento Europeo ha annunciato che la decisione resterà in vigore fino a quando non saranno disponibili valutazioni più approfondite e garanzie tecniche da parte dei fornitori. Nel frattempo l'istituzione continuerà a monitorare l'evoluzione delle tecnologie AI integrate e a valutare soluzioni alternative che garantiscano sicurezza, trasparenza e conformità alle normative europee sulla protezione dei dati.

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