La Corte Europea boccia l'Iva ridotta per gli ebook

Francia e Lussemburgo non possono applicare un'Iva ridotta per gli ebook: questo condizionerà anche la decisione italiana.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-03-2015]

ebook

Quando il ministro Franceschini decise di applicare un'Iva ridotta agli e-book, parificandoli ai testi cartacei, cioè il 4% anziché il 22%, sapeva e aveva precisato che la decisione era comunque soggetta alle decisioni dell'Unione Europea.

Ora la giustizia europea si è espressa attraverso una sentenza della Corte della UE che riguarda l'Iva sugli e-book di Francia e Lussemburgo e che ipoteca negativamente anche le decisioni del nostro Paese. L'articolo continua qui sotto.

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Essere fuori sincrono: quando voce, tono, ritmo, posizione e movimenti non comunicano la stessa cosa si genera confusione e si viene ritenuti poco affidabili o sinceri.
Gesticolare eccessivamente: fare ampi gesti con le mani oppure giocare per esempio con i capelli o il telefono comunica insicurezza.
Tenere un'espressione neutra: la mancanza di un feedback dato dall'espressione facciale fa pensare all'interlocutore che l'argomento non interessi.
Evitare il contatto visivo: non guardare l'altro negli occhi comunica una sensazione di debolezza e lascia pensare che si stia nascondendo qualcosa.
Sbagliare la stretta di mano: non deve essere né troppo debole né troppo forte, o genererà in entrambi i casi un'impressione errata (servilismo o aggressività).
Inviare segnali verbali e non verbali opposti: se l'espressione facciale è opposta a ciò che le parole dicono, l'interlocutore non si fiderà.
Non sorridere: il sorriso comunica sicurezza, apertura, calore ed energia, e spinge a sorridere di rimando. Ugualmente errato sorridere sempre.
Roteare gli occhi: è un segno di frustrazione, esasperazione e fastidio; comunica aggressività.
Usare il cellulare durante una conversazione: lascia pensare che l'argomento non interessi e sia certamente meno importante dell'oggetto tra le mani.
Incrociare le braccia: l'interlocutore penserà che siamo sulla difensiva. Inoltre, se le mani non sono in vista crederà che abbiamo qualcosa da nascondere.

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Infatti il Lussemburgo applicava agli e-book un'aliquota Iva del 3%: questo per la Corte è contrario all'aliquota minima che deve essere del 5%, a meno che in sede europea e non nazionale si sia deciso diversamente.

Anche l'aliquota francese del 5,5% sugli ebook è contraria alla legislazione europea perché gli e-book non sono considerati un bene ma un servizio: per i giudici europei solo i libri e gli e-reader sono un supporto, mentre gli e-book appartengono alla tipologia della comunicazione elettronica.

Si tratta di una decisione che allontana ancora una volta i cittadini europei e i loro interessi dalle istituzioni europee.

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Pier Luigi Tolardo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

L'UE ed i suoi rappresentanti stanno sempre più dimostrando il loro scollamento dalla base in modo che mi sembra sempre più simile in modo preoccupante a quello che si rileva in Italia fra i politi ed i loro cosiddetti rappresentati - ovvero noi elettori - questo non è che un ennesimo piccolo esempio di ciò. La cosa che è ancora più dura... Leggi tutto
8-3-2015 13:27

{Adriano}
Ma quando mai le istituzioni europee si sono preoccupate dei cittadini?
7-3-2015 15:01

{thill}
@zero Il senso c'è. Si trova nel portafogli degli editori e nell'insostenibilità di questa europa forzata. L'iva sugli ebook, che sia al 4, al 10 o al 22 percento (eh si, l'iva è appena aumentata...), la paghiamo su cifre incredibili che nulla hanno a che fare con quanto percepisce l'autore... Leggi tutto
6-3-2015 19:59

Un libro e' un libro. Che sia scritto sulla carta, su una tavoletta di argilla, su un papiro arrotolato, o su un supporto elettronico, quello che conta e' il messaggio che trasmette. Se scrivessi un blog offensivo verso una persona, potrei essere denunciato per diffamazione, perché viene equiparato ad un'offesa scritta. Eppure il blog... Leggi tutto
6-3-2015 16:53

{SilverHawk}
@Ale: dubito che chi ci rappresenta nel PE sia deciso direttamente da noi. Per la maggior parte degli italioti la preferenza è stata data al partito e non al singolo candidato, quindi per la maggior parte dei casi si tratta di nominati e non, praticamente, di eletti. Salvo "primarie" interne a ogni partito/movimento.
6-3-2015 13:30

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