Facebook, i governi vogliono i dati degli utenti

Aumentano le richieste di accesso alle informazioni personali.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-03-2015]

facebook richieste utenti

Oltre a parlare delle nuove regole per quanto riguarda i contenuti non ammessi sul social network, Facebook ha anche pubblicato alcuni dati piuttosto interessanti.

Contestualmente è stato infatti anche reso noto l'ultimo rapporto sulla trasparenza, relativo al 2014, dal quale emerge tutto l'interesse dei governi nei dati degli utenti.

Come fanno anche altre aziende (Google, per esempio), Facebook pubblica infatti periodicamente una statistica che riporta il numero delle richieste ricevute dai vari governi nazionali per accedere ai dati personali di alcuni utenti.

Ogni richiesta viene esaminata per valutarne la legalità; una delle condizioni per rivelare i dati di un utente è il coinvolgimento di questi in attività criminali. Se le condizioni sono soddisfatte, Facebook acconsente e fornisce le informazioni richieste.

Dal rapporto emerge come nella seconda metà del 2014 siano arrivate al social network 35.051 richieste, provenienti un po' da tutti quei Paesi in cui Facebook è presente; si può notare quindi un lieve aumento rispetto alle richieste presentate nei sei mesi precedenti, che erano 34.946.

Sondaggio
Qual è la cosa che ti spaventa di più tra queste?
(Confronta i risultati con i timori degli abitanti negli USA nel 2014)
La clonazione della mia carta di credito.
Essere vittima di furto di identità.
Un attentato terroristico nella mia città.
L'accesso al mio conto bancario online da parte di malintenzionati.
Essere colpito da un malware informatico.
Un'epidemia sanitaria come l'ebola o l'aviaria.
La difficoltà a tirare avanti finanziariamente.
L'aumento del crimine.

Mostra i risultati (2246 voti)
Leggi i commenti (17)

Il maggior numero di richieste proviene dagli USA: il governo americano s'è infatti rivolto al sito in blu 14.274 volte, ed è stato accontentato quasi nell'80% dei casi.

Per quanto riguarda l'Italia, le richieste sono state 1.774 ed erano relative a 2.696 account (ovviamente, ogni richiesta può riferirsi a più di un utente); il nostro governo è stato accontentato nel 46% dei casi.

Il rapporto ricorda anche come i governi possano chiedere anche interventi di altra natura, come il blocco di determinati contenuti in base alle leggi dei vari Paesi; anche queste richieste sono state aumentate, passando dalle 8.774 avanzate nella prima metà dello scorso anno alle 9.707 della seconda metà.

Per quanto riguarda il nostro Paese, soltanto una è la richiesta di bloccare un contenuto; si tratta di un post bloccato in quanto classificato come «discorso di incitamento all'odio», come rilevato da un tribunale.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Approfondimenti
Facebook cambia le regole su terrorismo, violenza e nudo
Datagate, Twitter denuncia FBI e governo americano
Twitter sborsa 10 milioni per farsi analizzare dal MIT
Twitter, i governi vogliono i dati degli utenti
Google collaborava segretamente con la NSA

Commenti all'articolo (2)

Mi domando quali dati, visto che gli account FB sono in chiaro con Nome e Cognome, mentre tutti gli altri dati (indirizzo eccetera) sono facoltativi. :roll: Mauro Leggi tutto
20-3-2015 08:58

{anonimo}
io credo che questi siti , creano dei grandi problemi alle copie , e sono uso anche di ricatto anonimo
18-3-2015 14:43

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Questo sondaggio è stato visto sul sito di un ristorante a domicilio: Qual è il motivo principale per cui hai fatto un ordine nel nostro ristorante online?
Ho cliccato su un annuncio o un banner pubblicitario.
Avevo un coupon o un buono sconto.
Me l'ha raccomandato un amico o un parente.
Me l'ha suggerito un collega di lavoro.
Avevo già ordinato qui e mi ero trovato bene.
Dalle immagini i piatti proposti sembravano appetitosi.
Altro, specificare --> "AVEVO FAME"

Mostra i risultati (553 voti)
Dicembre 2021
Antitrust, 30 aziende contro Microsoft per colpa di OneDrive
Novembre 2021
L'app va in crash, e la Tesla non parte più
La Rete telefonica italiana agli americani di KKR
Se il furgone di Amazon ti tampona... la colpa è di Amazon!
Il Blue Screen of Death... ritorna blu
MediaWorld sotto attacco ransomware: hacker vogliono 200 milioni in bitcoin
SPID con le Poste, il riconoscimento adesso si paga
Facebook rinuncia ufficialmente al riconoscimento facciale
Ottobre 2021
Il Nobel ad Assange
Windows 11, finalmente si possono eseguire anche le app Android
FreeOffice 2021, la suite gratuita compatibile con Microsoft Office
Apple presenta i MacBook Pro con il notch
UE, addio all'anonimato per i domini Internet
Windows 11 è disponibile. Ecco come installarlo anche senza TPM
I disservizi di Facebook costano a Mark Zuckerberg 6 miliardi
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 3 dicembre


web metrics