Pornodipendenza, a rischio i fumatori e i più giovani

Secondo uno studio, i giovani che consumano abitualmente materiale hard sviluppano disfunzioni nella sfera sessuale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-05-2015]

dipendenza pornografia studio padova

Che la pornografia potesse generare dipendenza, al pari della droga e dell'alcool, era già stato dimostrato da uno studio nel 2013.

Ora una nuova ricerca, condotta da un gruppo dell'Università di Padova coordinato dal dottor Carlo Foresta e pubblicata sull'Internationa Journal of Adolescent Medicine and Health, mostra quanto la pornografia via Internet stia incidendo sulla vita dei giovani tra i 18 e i 20 anni.

Il primo risultato è che la maggioranza fruisce abitualmente dei siti porno: in generale, li visita il 78% dei ragazzi, anche se ci sono variazioni nella frequenza di questo comportamento.

I più (il 63%) visitano i siti hot più volte a settimana; c'è poi una percentuale consistente di giovani, pari al 29%, che si limita invece a qualche volta al mese. Il restante 8% afferma invece di frequentare siti porno più volte al giorno, restandovi in media tra i 20 e i 30 minuti.

Gli intervistati hanno affermato che la pornografia è diventata ormai un'abitudine e il 10% di essi ha riconosciuto di essere ormai diventato dipendente, fenomeno che non è privo di conseguenze.

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E' giusto. Anche in Italia si dovrebbe fare lo stesso.
Non è giusto, perché limita la libertà.
E' giusto, ma tanto ci sarà chi riuscirà ugualmente a scaricare materiale pornografico.
Ci sono problemi molto più importanti.
Aumenteranno ancora di più i suicidi e gli alcolizzati

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L'identikit del consumatore abituale di materiale porno mostra che per lo più si tratta di figli unici i cui genitori sono generalmente assenti per lavoro e che quindi si trovano per lunghi periodi a casa da soli; inoltre i fumatori amanti del porno sono più dei non fumatori: 55% contro 40%.

Lo studio afferma infatti che quando la necessità di visionare materiale porno raggiunge certi livelli, a partire da quelli di chi lo fa più volte a settimana, ci sono ricadute sensibili nella vita reale: il 25% dei casi mostra comportamenti sessuali che i ricercatori definiscono «compromessi» e che si possono considerare vere e proprie disfunzioni.

Nel 16% dei casi si nota un calo importante del desiderio sessuale; il 4% denuncia un aumento dell'eiaculazione precoce o comunque disturbi nell'eiaculazione.

Non è finita qui: l'abitudine alla pornografia riduce in maniera consistente i rapporti con persone dell'altro sesso e anche l'attenzione alla prevenzione delle malattie trasmesse sessualmente. I rapporti sono infatti protetti soltanto nel 25% dei casi.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 19)

Io no... azz... :weeps:
1-7-2015 18:44

Ah, sì, il famosissimo gruppo de "Le Zoccole Islandesi"; fortissime quelle, le conosco... :ok!: Leggi tutto
1-7-2015 00:08

{briver}
in islanda capita che una ragazza decida di passare la serata con un qualcuno che fino a poche ore prima neppure conosceva e nessuno se ne preoccupa ,in questo modo la pornografia e' quasi inutile ,certi studi sono molto inerenti ai luoghi in cui vengono organizzati
29-6-2015 21:53

Così non si finisce più... :wink:
11-5-2015 18:40

E per parcondicio: La dipendenza da videogames, da gioco d'azzardo on-line, da tv, da acquisti on-line...poi che c'è che può dare dipendenza? Cominciamo ad elencare tutte le cose estranee all'elettronica? :wink: Leggi tutto
11-5-2015 15:47

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