7 piante per salvare il mondo

Cibo, fibre, materiali da costruzione e biocarburanti: la vegetazione può fornirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-06-2015]

grano perenne

Per secoli, dalle piante abbiamo ricavato il materiale per vestirci, nutrirci, proteggerci, curarci, costruire e altro ancora, e nonostante i cambiamenti la vegetazione svolge ancora molte di queste funzioni.

In anni recenti, però, sono state scoperte nuove proprietà appartenenti a certi tipi di vegetali che prima non erano considerati, oppure si stanno sviluppando nuove piante che, nel prossimo futuro, rivestiranno un'importanza sempre maggiore.

In collaborazione con Inhabitat abbiamo stilato una classifica delle sette piante più importanti per il benessere del nostro pianeta e di noi che lo abitiamo.

1. Il grano perenne

L'importanza dei cereali come alimenti fondamentale per l'umanità è evidente: si tratti di grano, mais o riso, la loro presenza nella dieta è indispensabile. Sfortunatamente, si tratta di colture annuali, che dopo aver completato il proprio ciclo di vita devono essere ripiantate.

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La drastica riduzione della biodiversità: alcune stime ritengono che oltre cento specie ogni giorno si estinguano, compromettendo l'ecosistema in maniera irreversibile.
L'assottigliamento della fascia dell'ozono che protegge dagli ultravioletti dannosi: l'utilizzo di certi materiali (come i CFC) assottiglia lo strato di ozono mettendo in pericolo l'intero pianeta.
I cambiamenti climatici: l'aumento della temperatura causato dai gas serra può portare all'innalzamento dei mari e ad altre catastrofi, come inondazioni, siccità e tempeste.
I rifiuti tossici: dai pesticidi agli erbicidi fino alle scorie nucleari, tutti questi scarti hanno effetti dannosi sull'ambiente per molti anni dopo la loro produzione, contaminando acqua, aria e terra (e tutto quanto vi cresce).
L'impoverimento degli oceani: la pesca eccessiva ha decimato la fauna ittica, colpendo in particolare i grandi pesci predatori. A questa si aggiungono i rifiuti (specialmente in plastica) scaricati negli oceani e l'aumento dell'acidità dei mari.

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Tutto ciò richiede molta acqua, fertilizzante e, in molti casi, pesticidi ed erbicidi. Inoltre il continuo piantare e ripiantare sempre la stessa specie degrada il suolo.

Alcuni ricercatori del Land Institute, in Kansas, stanno lavorando alla creazione di un tipo di grano che non deve essere ripiantato ogni anno, in quanto è invece una pianta perenne; l'hanno chiamato Kernza e ritengono che ci vorranno ancora circa dieci anni prima di poterlo utilizzare, ma le premesse sono buone.

Avere del grano perenne significa dover fare un numero di interventi agricoli molto minore rispetto quelli richiesti dal grano attuale, mantenendo allo stesso tempo alta la produttività.

2. L'azolla

L'azolla non è una novità: si tratta di una felce acquatica di cui da tempo è nota la grande velocità di riproduzione: se posta in acque tiepide e basse, la superficie da essa coperta raddoppia in appena due giorni.

C'è un'altra proprietà dell'azolla che la rende tanto interessante: è infatti in grado di assorbire l'azoto atmosferico e fissarlo nel terreno, trasformandolo così in una forma di fertilizzante naturale.

Azolla

Di recente si è iniziato ad adoperare questa pianta non solo come agente per ottenere il biofertilizzante, ma anche come alternativa sostenibile alla soia e al mais nei mangimi per animali grazie al suo elevato tasso di crescita. Alcuni enti, come l'Azolla Institute, stanno poi studiandone le proprietà che la renderebbero capace di catturare l'anidride carbonica nell'atmosfera.

3. Le alghe

Sebbene non si tratti esattamente di piante, le alghe si stanno dimostrando sempre più importanti in quanto le diverse specie offrono molte proprietà utili all'uomo.

Si va da quelle commestibili a quelle che possono essere utilizzate come fertilizzante organico; altre sono già adoperate per il trattamento delle acque nere.

Alghe

Il loro tasso di crescita è molto elevato ed è possibile coltivarne sia in acqua dolce che in acqua salata.

Inoltre, il biocarburante ricavato dalle alghe sembra rappresentare una valida alternativa al petrolio: alcuni impianti già ne producono, mentre per una produzione di massa e un prezzo comparabile a quello della benzina si pensa che ci vogliano ancora una decina di anni.

Ti invitiamo a leggere la pagina successiva di questo articolo:
Castagne al posto del grano e bambù invece della plastica

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 12)

{utente anonimo}
E' da quel di che in terronia di utilizzava il bambù per dar corpo, leggerezza e flessibilità alle intercapedini, con finalità antisismiche. Ed è pure da quel dì che le popolazioni povere di Liguria e Piemonte campavano soprattutto di castagne e patate
14-7-2015 06:20

{aldolo}
Commento fuori tema o non conforme al regolamento del forum.
13-7-2015 03:25

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