Spiava attraverso le webcam dei PC

Arrestato e condannato guardone digitale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-10-2015]

guardone

Si sa che i guardoni digitali, quelli che spiano le proprie vittime usando le webcam dei loro computer, esistono: ma sono un'idea troppo spesso astratta, che fa venir voglia di pensare "tanto a me non capiterà". Un po' di concretezza arriva dal Regno Unito, con la notizia della condanna di uno di questi guardoni, un trentatreenne di Leeds, che usava il malware denominato Blackshades per infettare i computer (specificamente PC Windows) delle vittime e attivarne le webcam di nascosto.

L'uomo era stato arrestato a novembre del 2014 nell'ambito di una retata internazionale di utenti di Blackshades condotta insieme all'FBI. Sui suoi computer sono state trovate immagini di persone "impegnate in attività sessuali su Skype o davanti ai propri computer", spiega il comunicato della National Criminal Agency britannica. Il guardone ha ammesso di aver usato Blackshades per monitorare le webcam altrui e i loro schermi, carpendone password e contenuto delle mail, e di aver trascorso da cinque a dodici ore al giorno in quest'attività ossessiva, durata circa tre anni, spiando non solo sconosciuti ma anche donne che conosceva personalmente.

guardone2

L'uomo è stato condannato a 40 settimane di carcere (che sono state sospese e non sconterà se non commette altri reati), verrà iscritto per sette anni nel registro dei colpevoli di reati sessuali e dovrà svolgere 200 ore di lavoro sociale non retribuito; tutti i suoi computer sono stati sequestrati. La sentenza definitiva è stata emessa mercoledì scorso.

Difendersi da questi molestatori non è difficile: spesso basta un buon antivirus aggiornato che controlli tutto quello che viene scaricato, abbinato all'abitudine di non scaricare e installare applicazioni provenienti da chissà chi e soprattutto a un coperchio per la webcam, che la copra quando non è in uso. Passi semplici, che però si è poco motivati a fare. Magari mostrare la faccia di questi guardoni, come ha fatto la National Criminal Agency, è un buon incentivo a darsi da fare per non farsi fregare.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 23)

@ mda: suvvia mda, stai sorprendendo anche me... Senza aver rifilato un RAT alla vittima come vuoi prendere il controllo totale del suo computer?! E anche ammesso che ci sia una remota possibilità, basta un firewall (non quello di Windows, che non ne ha), che aggiunto a quello del router non farebbe passare manco una sniffatina ai... Leggi tutto
4-11-2015 20:34

mda ha scritto: SSH non è una porta, ma un servizio di connessione, ed è disabilitata di default. Telnet, per capire quanto sia pericoloso, basta sapere che le sue comunicazioni sono in chiaro, mentre quelle di SSH sono cifrate. Ci sarebbe altro, perchè questo genere di discussoni si possono fare a oltranza, ma preferisco fermarmi qui.... Leggi tutto
4-11-2015 19:43

No, anche rileggendo non trovo inesattezze. OK non sono esperto in sicurezza ma penso proprio di non aver scritto cavolate. Ciao
4-11-2015 14:59

@mda. mda......hai un'idea di quello che hai scritto? :roll: Ci sono : cavolate, inesattezze, e contraddizioni. Non domandarmi quali, le hai scritte tu, e forse se ti rileggi, te ne rendi conto.
3-11-2015 19:12

.NET aperta, ovvero SSH in quanto quel framework lo usa, è aperta :lol: ---- La polizia ti entra nel PC altro che solo monitorare, logico (anche perchè ci vuole un mandato) che non dicano tutta la loro potenzialità d'indagine. Ciao
2-11-2015 18:47

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