Chat crash (3)

La presunta pericolosità delle chat e la loro corretta gestione: il parere dello psichiatra e quello di Michele Casucci di Lycos.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-10-2003]

Come ribadisce il dottor Dimaggio, psichiatra, psicoterapeuta cognitivista, conoscitore di Internet, bisogna distinguere fra l'abuso sui bambini e il suo commercio e intervenire con strumenti adeguati. "Invece del sensazionalismo e della propanganda, bisogna pretendere che la pedofilia violenta sia trattata come fenomeno sociale deviante, pretendere professionalita', imparzialita' e grande esperienza da chi interviene nel contrasto alla pedofilia a livello legale e medico-psicologico".

Prosegue Dimaggio: "Soprattutto e' necessario far crescere i bambini in un ambiente psicologicamente sano insegnandogli a distinguere fra i comportamenti degli adulti. Va ricordato che il 98% degli abusi avviene in famiglia (secondo i dati Censis) e nonostante questa consapevolezza, si continua a ritenere il pedofilo violento come altro da se', come un corpo estraneo. La nostra società fa sempre più fatica a trasmettere affetti e cultura alla generazione successiva. Il terrore che ci attanaglia di fronte a questa impotenza è più facilmente padroneggiabile se il mostro appare fuori di noi e il pedofilo che aleggia in internet è un ottimo capro espiatorio".

"In realtà molti di questi pedofili sono dei voyer del tutto particolari, che mai passerebbero direttamente all'atto verso bambini reali. Certo, anche questa forma di perversione alimenta un mercato che è tragicamente reale, ma l'abuso non è compiuto in prima persona. Sicuramente chiudere le chat che possono essere usate per reati connessi alla pedofilia non e' una soluzione ma un palliativo. I criminali useranno altri canali".

Quindi se le chat non sono il problema ma parte di esso, quando vengono usate per l'odioso commercio, la loro corretta gestione diventa comunque cruciale. Di questo avviso sembra essere Michele Casucci di Lycos Italia per il quale bisogna chiarire la "presunta pericolosità delle chat". A suo dire, infatti, la "sicurezza" della chat è "direttamente proporzionale all'esperienza dell'azienda produttrice ed alle risorse investite". Mancanze difficilmente attribuibili a Microsoft che fattura miliardi ed ha centinaia di programmatori sparsi in tutto il mondo.

Lo scalpore destato dalla decisione perciò dipende da altri motivi. Innanzitutto si tratta di una soluzione ambigua e inefficace per impedire il commercio pedopornografico, in quanto secondo la logica di internet, chiuso un canale, se ne apre un altro, soprattutto, per i sostenitori della gratuità dell'internet, quello che preoccupa è un altro segnale della progressiva monetizzazione di servizi nati come gratuiti. Servizi che si sono affermati proprio in virtù di questo e che hanno contribuito a imporre degli standard d'uso da cui è difficile distaccarsi.

Infatti Microsoft ha annunciato che le loro chat a pagamento continueranno a funzionare in Usa, Canada e Giappone, dove il sistema di identificazione tramite tariffazione costituirebbe un deterrente per comportamenti illeciti.

Questo articolo CONTINUA >>>
1 - La chiusura di Microsoft
2 - Il problema della sicurezza
3 - Il parere dello psichiatra, la strategia di Lycos
4 - Soluzioni invasive della privacy
5 - E' tutto finito?
6 - Un nuovo tipo di licenza corporate

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