Agcom a Vivendi: 12 mesi per scegliere o Tim o Mediaset

La doppia posizione dominante dei francesi è illegittima: ora Vivendi deve decidere di cosa disfarsi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 19-04-2017]

Agcom

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) non ha dubbi: la doppia presenza dei francesi di Vivendi è illegittima in base alla legge Gasparri nel capitale di Mediaset, in cui sono i secondi azionisti dopo Berlusconi, e in quello di Tim, dove sono l'azionista di controllo che ha nominato l'attuale amministratore delegato Flavio Cattaneo. La stessa authority ha dato un anno di tempo a Vivendi perché decida di cosa disfarsi, se di Mediaset o di Tim.

In Tim i francesi la fanno già da padrone, anche se il core business di Vivendi non sono le Telco ma la produzione di contenuti multimediali. Mediaset è una grande impresa TV come lo è Vivendi, ma in Mediaset la partita è tuttora aperta: Berlusconi ha fatto causa a Vivendi e ha vinto la prima "mano" legale. Anche dal punto di vista finanziario, con la liquidità derivante dalla vendita del Milan, Berlusconi è pronto ad aumentare e accrescere la sua presa su Mediaset.

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Il futuro è nella condivisione delle conoscenze. L'arroganza delle multinazionali nei confronti della proprietà intellettuale è solo il canto del cigno: infatti grazie alle tecnologie il sapere non potrà più essere detenuto da pochi potenti.
Per tutelare ricerche che richiedono investimenti cospicui, la proprietà intellettuale è uno strumento equo e ragionevole. Lo strapotere attuale della grande industria va solo limitato nel tempo ed emendato dagli aspetti più truci.
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La scelta di Vivendi potrebbe essere quella di tentare un'Opa su Mediaset; ma per questo dovrebbe mollare Tim... e a chi? Se la cedesse ai francesi di Orange potrebbe però accrescere l'ostilità della politica italiana rispetto alla stessa scalata di Mediaset, un'ostilità che potrebbe tradursi in regole pubblicitarie più severe e tasse di concessione più alte.

Siamo all'inizio di un "Risiko" politico, finanziario e mediatico che terrà in sospeso il Paese prima e dopo le elezioni italiane della primavera 2018.

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Pier Luigi Tolardo

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