Ransomware, l'epidemia dei nostri giorni

Quanto danno il ransomware può causare soprattutto alle piccole e medie imprese? Le principali preoccupazioni degli utenti e 4 consigli per difendersi.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-05-2017]

ransomware

Ogni pochi anni una nuova minaccia emerge e diventa il metodo preferito di attacco da parte dei cybercriminali. Non tanto tempo fa, nei titoli dei giornali erano ricorrenti gli accenni alle APT (advanced persistent threat) e le organizzazioni di ogni genere erano continuamente impegnate a dare la caccia ai criminali che si nascondevano nelle loro reti.

Dopo il phishing, il ransomware è senza dubbio il tipo di attacco più di successo e profittevole per i cybercriminali. Si calcola che solo lo scorso anno il ransomware sia costato alle vittime circa 1 miliardo di dollari in tutto il mondo.

Gli attacchi ransomware cui abbiamo assistito recentemente rappresentano una minaccia ancora più pericolosa. Anziché chiedere denaro e andarsene, alcune varianti non si limitano a criptare i dati ma li cancellano, senza alcuna possibilità di recuperarli. A questo punto viene da domandarsi quale sarà il prossimo passo. Magari una nuova tattica che obbliga la vittima a pagamenti ricorrenti per mantenere la disponibilità dei suoi dati conosciuta come "protectionware"?

L'impatto di questi attacchi è potenzialmente di vastissima portata. Non sono solo i soldi a essere a rischio, ma anche la reputazione dell'azienda, la sua sopravvivenza e i posti di lavoro. Gli effetti possono essere devastanti, soprattutto per una piccola impresa che difficilmente dispone delle risorse necessarie per un ripristino rapido. A parte l'aspetto finanziario, ci sono effetti a cascata sul business. Ecco qualche esempio:

Un dipartimento di polizia in Texas colpito da un ransomware perde otto anni di prove. Possibile scarcerazione per molti malviventi.

La San Francisco Municipal Transit Authority ha dovuto sospendere per due giorni il suo sistema di ecommerce con un danno di 50.000 dollari in mancati guadagni.

La polizia di Washington DC ha perso il controllo del 70% delle telecamere di sorveglianza: a rischio la sicurezza della cerimonia di insediamento del presidente Trump.

Data la rilevanza di questa minaccia, Barracuda ha voluto approfondire la questione. Lo scorso aprile ha condotto un breve sondaggio incentrato sul ransomware cercando di capire quali siano le principali preoccupazioni degli utenti e quanto danno possa fare soprattutto nelle medie imprese. Sono state raccolte più di 1.000 risposte da organizzazioni fino a 1.000 dipendenti in Europa e nelle Americhe: la percentuale maggiore di aziende intervistate era nella fascia 101-250 dipendenti (18,1%).

I risultati sono illuminanti. Chiaramente la stragrande maggioranza (92%) si dice preoccupata del fatto che la propria azienda possa essere colpita dal ransomware. E i timori sembrano fondati giacché quasi la metà degli intervistati (47%) ammette di essere già stato vittima di tali attacchi.

Di questi, il 59% non è stato in grado di identificare l'origine dell'attacco. Sfortunatamente, ma non è una sorpresa, molte aziende sono spesso inconsapevoli non solo di dove sia avvenuta la violazione ma addirittura del fatto che la loro rete sia stata violata. Tuttavia, del 41% che è stato in grado di identificare la fonte, il 76% riferisce che l'attacco è avvenuto attraverso la mail.

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La posta elettronica continua a essere lo strumento di comunicazione più usato nel lavoro e, di conseguenza, il più comune vettore di minacce. Questi dati sottolineano l'importanza di una sicurezza a livelli per la posta: a livello del gateway, per i messaggi interni e naturalmente per una delle aree più frequentemente trascurate: la formazione del personale che rappresenta l'anello più debole quando si tratta di protezione di minacce come il ransomware.

I risultati sono particolarmente interessati restringendo il campo agli utilizzatori di applicazioni SaaS, in quanto sono correlati alle funzioni di sicurezza già presenti in queste applicazioni. Il 70% degli intervistati, ad esempio, non crede che Microsoft Office 365 soddisfi i loro criteri di protezione dal ransomware, il che evidenzia il valore di soluzioni di sicurezza di terze parti.

Circa il 60% degli intervistati usa infatti soluzioni di sicurezza di terze parti per potenziare le funzioni di sicurezza native: in pratica appare chiaro che le aziende si sentono sicure solo affiancando alle applicazioni soluzioni di sicurezza esterne.

Ti invitiamo a leggere la pagina successiva di questo articolo:
Come proteggersi dai rischi del ransomware: 4 consigli

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Commenti all'articolo (4)

Che nel mondo Mac ci siano meno minacce è certo - del resto è preferibile attaccare l'80% dei PC piuttosto che il 20% - ma non è assolutamente vero che non ce ne siano anzi - vedi link - ed è proprio questa certezza assoluta che, a volte, espone più facilmente gli utenti Mac ad essere esposti a rischi che ritengono non appartenere al... Leggi tutto
5-8-2017 15:38

{MoDi}
Oppure usate un Mac: non esistono al momento virus attivi in grado di replicarsi, nè ransomware efficaci. Gli interventi di Apple in fatto di sicurezza sono sempre tempestivi. Poi la falla ci può sempre essere ed è buona regola non abbassare mai la guardia, ma rispetto al mondo windows... è tutto un altro... Leggi tutto
14-6-2017 07:27

Ritengo che il suggerimento principale da tenere in considerazione sia il quarto poiché, a causa del fatto che il terzo, come peraltro ben esemplificato da eratostene, non può dare garanzie e, in caso di attacco, l'anello più debole della catene è l'essere umano che prima o poi ci cascherà, diventa fondamentale poter recuperare i dati e... Leggi tutto
10-6-2017 18:28

potrai essere "informato quanto ti pare" ma quando in una azienda basta che un dipendente su tot apra un messaggio sbagliato si capisce l'estrema vulnerabilità... poi ci sono quelli che "non ci credono" a queste cose. Ed il risultato è stato tragico. Una mia amica era in vacanza e aprì una mail che le era arrivata... Leggi tutto
28-5-2017 09:18

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