Come si difende la disponibilità?

Come proteggere il cloud dagli attacchi DDoS.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-06-2017]

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Come proteggere il cloud dagli attacchi DDoS

Esistono due principali tecniche per proteggere i servizi cloud e gli utenti che ne usufruiscono dal rischio di attacchi DDoS.

1. L'utente finale può acquistare un'infrastruttura di protezione DDoS virtualizzata dal proprio fornitore di fiducia e abbinarla a un servizio di protezione DDoS offerto da un provider di servizi di sicurezza gestiti (MSSP) specializzato.

Questa è la trasposizione in ambiente cloud del modello utilizzato per anni da molte aziende per proteggere i dati e le applicazioni residenti nei loro data center. Il vantaggio, dal punto di vista dell'utente finale, è la possibilità di utilizzare la stessa soluzione, già familiare, per i servizi cloud e non cloud.

2. L'alternativa è l'acquisto, separato o nel quadro di un'offerta completa, di un servizio di protezione DDoS fornito dall'operatore del cloud. Molti provider di servizi Internet hanno implementato un'infrastruttura di rilevamento e mitigazione DDoS a difesa delle proprie attività e hanno poi cercato di far fruttare questa capacità offrendola ai propri clienti in forma di servizio gestito.

I provider di servizi cloud stanno iniziando a fare lo stesso: dovendo proteggere le proprie infrastrutture, hanno pensato di sfruttare le apparecchiature e competenze già in loro possesso per fornire ai clienti servizi di sicurezza aggiuntivi di alto valore di cui è difficile liberarsi.

Entrambi i modelli descritti assicurano la protezione necessaria e la scelta dipende dalle esigenze dell'utente finale in rapporto alle capacità del provider di servizi cloud. Per gli operatori cloud, tuttavia, la seconda soluzione è indubbiamente preferibile, come dimostra il crescente numero di operatori che cercano di fornire esplicitamente servizi di protezione DDoS.

Questa non è però generalmente una soluzione realizzabile da un singolo operatore, a meno che non si tratti di uno dei maggiori. Gli odierni attacchi DDoS volumetrici possono infatti superare i 500 Gbps, una portata che la grande maggioranza degli operatori cloud non riesce a gestire senza appoggiarsi a monte ad un servizio di protezione DDoS esterno.

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I fornitori di questi servizi sono, in alcuni casi, le aziende che offrono apparecchiature da utilizzare all'interno dell'ambiente cloud per fornire una protezione locale. In questi casi, è possibile adottare servizi integrati o talvolta interamente gestiti.

Non vi è alcun dubbio tuttavia sulla necessità per gli operatori cloud e i relativi clienti di adottare misure di protezione DDoS adeguate a difesa della disponibilità dei servizi.

il WISR di Arbor ha evidenziato la forte impennata della percentuale di operatori di data center o cloud che hanno subito perdite durante il 2016 a causa degli attacchi DDoS, un problema che può essere certamente evitato. Esistono infatti tecnologie e processi difensivi efficaci capaci di tutelare le attività e, potenzialmente, di incrementare le entrate degli operatori di cloud.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Concordo anch'io con le considerazioni di Cesco67 al post di Zio_LoneWolf, possibili segreti industriali, dati sensibili e critici, dati relativi alle attività core dell'azienda sul cloud non ci dovrebbero mai finire. Leggi tutto
18-8-2017 17:07

Condivido in pieno il punto 3, mentre gli altri 2 IMHO sono molto soggettivi in base al tipo di azienda. P.es. dove lavoro attualmente e nella precedente azienda l'ufficio tecnico maneggia progetti che sono sull'ordine del GB l'uno. Ritengo impensabile affidarsi a provider cloud per attività di questo tipo (senza considerare che spesso... Leggi tutto
4-6-2017 14:35

{viva verdi}
Infatti, Zio_LoneWolf, hai ben esposto alcune delle ragioni che motivano le aziende a fare quello che ho descritto. Pollo, nella mia accezione, non vuol dire stupido, ma poco consapevole delle conseguenze.
1-6-2017 15:16

{utente anonimo}
Grande il cloud, ma ricordate che esso non esiste, esistono i computer degli altri. Meditiamo bene.
1-6-2017 09:58

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