Ecco come vengono sfruttati in concreto i dati delle nostre navigazioni



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-06-2017]

surveillance

Se volete farvi un'idea di come vengono utilizzati in pratica i dati che riversiamo più o meno inconsapevolmente in Internet, c'è una ricerca molto interessante pubblicata dall'austriaca Cracked Labs: s'intitola Corporate Surveillance in Everyday Life: How Companies Collect, Combine, Analyze, Trade, and Use Personal Data on Billions.

Ne cito giusto tre esempi:

- A Singapore, un'azienda calcola l'affidabilità delle persone per i prestiti basandosi sull'uso del telefonino, sulle applicazioni adoperate, sulle transazioni con le società di telecomunicazioni e sui dati immessi nel Web e nei social network, compresi i clic e il modo in cui vengono immessi i dati nei moduli da compilare online. Vengono valutati persino l'uso della batteria e il suo scaricamento eccessivo.

- La compagnia assicurativa Aviva fa previsioni sulla salute individuale per malattie come diabete, cancro e depressione usando i dati dei consumatori usati tradizionalmente per il marketing, che ha comperato da un data broker.

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- Nei casinò di Las Vegas si usa la predictive analytics per stimare il walk-away pain point, ossia il punto in cui un giocatore sta soffrendo così tanto per le proprie perdite da decidere di andarsene, e intervenire offrendogli buoni pasto gratuiti per farlo restare.

Il rapporto fa anche i nomi dei grandi aggregatori di dati: non solo Facebook, Google, Microsoft, Apple e Roku, con i loro ID pubblicitari (pag. 68 del rapporto), ma anche aziende come Acxiom, Experian e Oracle, e le media company, gli operatori telefonici, i fornitori di servizi Internet, le catene alberghiere, le compagnie aeree. Tutto senza che ce ne accorgiamo.

Fonte aggiuntiva: The Register.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (2)

E' palese che in questo mondo, come del resto è sempre stato, il maggior peso decisionale ce l'ha chi ha i soldi e/o il potere per comprarsi i decisori e, di conseguenza, le decisioni. Sono cambiati i modi ed i mezzi ma non la sostanza...
25-6-2017 17:33

{verziere}
Non ci può essere protezione senza un intervento pubblico coordinato a livello internazionale. Tuttavia, visto come siamo ridotti con la CO2, con l'inquinamento delle acque, della terra e dell'aria, e tanto altro, temo che i politici e i burocrati daranno più ascolto delle multinazionali piuttosto che dei... Leggi tutto
13-6-2017 20:03

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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