No, non serve il 60% per rendere utili le app anti-coronavirus



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-07-2020]

SwissCovid, l'app di aiuto alla lotta contro il coronavirus realizzata dall'Ufficio Federale della Sanità Pubblica svizzero, è installata e attivata da poco più di un milione di utenti (1.017.504), secondo i dati dell'Ufficio Federale di Statistica aggiornati all‘8 luglio, e ha già consentito di allertare numerose persone grazie a una trentina di utenti risultati positivi ai test medici che hanno poi usato l'app per segnalare anonimamente il rischio di contagio.

Ma un milione di installazioni è ben lontano dal 60% della popolazione che è stato citato moltissimo in questi mesi come percentuale da raggiungere affinché l'app sia efficace. Non va meglio in altri paesi: Germania 18%, Francia 2,7%, Italia 6,8%, secondo dati citati dal Corriere del Ticino). Inoltre un sondaggio indica che quasi il 60% della popolazione svizzera invece non intende installarla, perché non crede alla sua utilità e teme una violazione della propria privacy.

Paradossalmente, l'86% di quelli che non intendono installare SwissCovid usa WhatsApp almeno una volta la settimana: in altre parole, tanta gente rifiuta un'app svizzera, sviluppata dai politecnici federali con tutte le garanzie di legge e verificata indipendentemente da esperti informatici internazionali, ma regala con entusiasmo i propri fatti personali (la rubrica dei numeri di telefono e data, ora, nome e durata di ogni chat, per esempio) a una società straniera, Facebook, che è proprietaria di WhatsApp e che vive dichiaratamente della vendita dei dati personali.

Se il 60% della popolazione si rifiuta, il traguardo del 60% di installazioni sembra ovviamente impossibile e questo comprensibilmente può far venire voglia a chi ha già installato SwissCovid di rimuoverla e magari fa passare la voglia di installarla a chi non l'ha ancora fatto. Sembra insomma tutto inutile. Ma c'è un equivoco di fondo da chiarire: non è affatto vero che l'app funziona soltanto se viene installata dal 60% della popolazione.

Questo numero magico proviene da uno studio dell'Università di Oxford pubblicato ad aprile scorso. Ma gli autori dello studio dicono che il loro lavoro è stato riassunto maldestramente da molte testate giornalistiche. In realtà hanno scritto sin da subito che il 60%, o più precisamente il 56%, è la percentuale di installazioni necessaria per sopprimere completamente la pandemia se si isolano le persone oltre i 70 anni e non si fa nient'altro.

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Se l'app viene usata in combinazione con altre misure, come il distanziamento sociale, la percentuale necessaria scende. Anche una percentuale bassa è comunque utile, perché rallenta il ritorno dei picchi di contagio. Lo studio di Oxford dice che "l'app ha effetto a tutti i livelli di adozione", come mostra questo grafico. Già al 28% abbassa drasticamente la curva dei contagi.

GRAFICO

In sintesi: non è vero che o si raggiunge il 60% o è fatica sprecata. Qualunque livello di adozione può aiutare a salvare vite. Pensateci.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

Che fatica, però... Quando Immuni ti avverte, mica è detto che hai appena incrociato un positivo: potresti esserci stato in contatto nei giorni precedenti, fino a 14. Per cui sì, il primo tampone va fatto SUBITO. E poi va ripetuto dopo qualche giorno. E ripetuto ancora, nel corso dei fatidici 14 giorni di periodo massimo di... Leggi tutto
15-7-2020 11:47

infatti il punto è: se ricevo la notifica, devo comportarmi in modo da non poter potenzialmente contagiare altri intanto che aspetto di poter fare il tampone fatto il tampone, ci si comporterà di conseguenza, ovviamente
15-7-2020 00:20

E chi sarebbe invece quella testa di xxxxx che sapendo di essere positivo se ne sta zitto, e tanto peggio per quelli che ieri erano a cena con lui? Comincio ad averne abbastanza di certi discorsi da decerebrati: se sei positivo vuol dire che qualcuno ti ha fatto un tampone, quindi sei già "segnalato", c'è un referto medico,... Leggi tutto
14-7-2020 18:14

{Neurone}
Non facciamo finta di non capire... ma ditemi voi chi sarebbe quel deficiente, che seppur positivo si farebbe segnalare! Secondo voi un assassino a cui è stato tuatuato su una gota (tanto da renderlo visibile visto che se scritto in fronte bastesebbe lui un cappello per coprirsi) io uccido con tanto si stemma della polizia di... Leggi tutto
13-7-2020 20:38

In effetti è vero, l'app può essere utile anche con livelli di adozione relativamente bassi. Quello che serve davvero, senza il quale l'app è del tutto inutile, a prescindere dal livello di adozione, è il supporto del Servizio Sanitario, che deve essere in grado di effettuare test immediati sulle persone sospette e sui loro contatti... Leggi tutto
13-7-2020 12:10

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L'amazonite è...
Una pietra (semi)preziosa.
La spasmodica ammirazione per un popolo di donne guerriere.
Lo shopping compulsivo e la dipendenza patologica da un noto negozio online.
Nessuna di queste. In italiano si scrive amazzonite ;)

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