La noncuranza degli utenti e un errore di configurazione hanno portato all'indicizzazione di chat e Artefatti, dati sensibili compresi.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-07-2026]

Un errore di configurazione nella funzione di condivisione dell'assistente IA Claude ha permesso a Google e Bing di indicizzare migliaia di conversazioni e Artefatti condivisi dagli utenti tramite link pubblici. La vicenda, emersa nell'ultimo fine settimana dopo una segnalazione su Reddit, ha mostrato come contenuti che gli utenti ritenevano accessibili solo tramite URL diretto fossero invece reperibili con semplici operatori di ricerca, rendendo pubblici dati sensibili, documenti riservati e informazioni personali. Le prime verifiche hanno evidenziato che i link generati dalla funzione Condividi chat di Claude, nel formato claude.ai/share/..., non includevano la direttiva noindex, necessaria per impedire ai motori di ricerca di archiviare le pagine. Sebbene Anthropic avesse configurato un file robots.txt per bloccare la scansione, questa misura non impedisce l'indicizzazione quando un URL viene scoperto attraverso collegamenti pubblicati su forum, social network o altri siti raggiungibili dai crawler.
Tra i contenuti indicizzati sono stati individuati dati clinici, documenti aziendali interni, curriculum, chiavi API, informazioni sanitarie, numeri di telefono di minori e persino database con codici di accesso ad appartamenti. In un caso, un link portava a un report di sperimentazione clinica con nomi, età, genere, etnia e date di trattamento dei pazienti. Le fonti indicano che alcuni Artefatti pubblici includevano diagrammi di infrastrutture cloud, piani aziendali e documenti di pianificazione di studi clinici. Anthropic ha attribuito la responsabilità agli utenti che hanno pubblicato i link in spazi pubblici. La portavoce Amie Rotherham ha dichiarato: «Diamo agli utenti il controllo sulla condivisione pubblica delle loro conversazioni su Claude e, nel rispetto dei nostri principi sulla privacy, non condividiamo le directory delle chat o le sitemap con i motori di ricerca come Google. Questi link condivisibili non sono facilmente reperibili o rintracciabili, a meno che gli utenti non scelgano di condividerli autonomamente. Quando qualcuno condivide una conversazione, rende quel contenuto accessibile al pubblico e, come qualsiasi altro contenuto web pubblico, potrebbe essere archiviato da servizi di terze parti».
Google ha confermato che i motori di ricerca non controllano quali pagine vengano rese pubbliche sul web e che l'indicizzazione è avvenuta perché le pagine erano accessibili. Il portavoce Ned Adriance ha spiegato che Google offre «controlli chiari per decidere se le pagine possono essere rastrellate o indicizzate e rispetta sempre tali direttive», sottolineando che l'assenza del tag noindex ha permesso ai crawler di includere le pagine nei risultati.
La funzione di condivisione di Claude crea uno snapshot della conversazione, comprensivo dei messaggi precedenti alla generazione del link e degli Artefatti presenti. I contenuti aggiunti successivamente non vengono inclusi e, per aggiornare lo snapshot, è necessario revocare la condivisione e generare un nuovo link. Nei piani Team ed Enterprise, la condivisione è limitata ai membri della stessa organizzazione.
La vicenda ha sollevato preoccupazioni significative per la privacy, poiché molti utenti ritenevano che i link pubblici fossero equivalenti a contenuti "non elencati", accessibili solo a chi possedeva l'URL. Un link pubblico, però, non garantisce riservatezza: se pubblicato su un sito raggiungibile dai crawler, può essere indicizzato e reso facilmente reperibile. Questo comportamento è simile a quello di altri servizi che permettono la condivisione tramite link, ma nel caso di Claude l'assenza del tag noindex ha amplificato il rischio. Si è trattato insomma di un errore semplice ma critico, con responsabilità da parte di Anthropic ma anche da parte degli utenti: forse Anthropic avrebbe dovuto bloccare l'indicizzazione in modo più rigoroso, ma è anche chiaro che gli utenti hanno sottovalutato le implicazioni della condivisione tramite link pubblico.
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