[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-08-2026]

Con una rivelazione che, a pensarci bene, non è davvero una sorpresa, Reuters ha rivelato che Meta aveva un piano per sostituire una parte significativa della propria forza lavoro con sistemi di intelligenza artificiale; il progetto, però, è imploso dopo mesi di tensioni interne, incidenti tecnici e proteste dei dipendenti. Documenti interni mostrano che l'iniziativa, denominata Project OT (Organization Transformation), prevedeva ristrutturazioni profonde e tagli fino al 60% in diversi team, con l'obiettivo di rendere l'azienda «AI native» e ridurre drasticamente il lavoro umano quotidiano. Il progetto era stato concepito a gennaio, durante il ritiro annuale dei dirigenti, nella tenuta di Mark Zuckerberg alle Hawaii. L'idea centrale era affidare gran parte delle attività operative a agenti di intelligenza artificiale, supervisionati da piccoli gruppi di dipendenti altamente qualificati. I team tradizionali da 10-20 persone sarebbero stati sostituiti da pod di 3-5 builder con ruoli fluidi, mentre gli strati di management intermedio sarebbero stati eliminati.
Project OT prevedeva due ondate di ristrutturazione: una a maggio e una a novembre. La prima ondata è stata eseguita, e ha portato al licenziamento del 10% dei dipendenti. La seconda, potenzialmente ancora più ampia dei tagli del 25% effettuati tre anni prima, è stata invece cancellata all'ultimo momento. La notte del 19 maggio, poche ore prima dell'avvio della seconda fase, Zuckerberg ha fermato tutto. Il piano includeva anche un nuovo sistema di HR per identificare i dipendenti considerati insostituibili, denominato 10X Performer, con riferimento all'archetipo dell'ingegnere in grado di produrre il lavoro equivalente a quello di dieci persone. Parte dei risparmi derivanti dai licenziamenti sarebbe stata destinata a compensi molto elevati per attrarre e trattenere queste figure.
La situazione interna ha iniziato a precipitare quando, a marzo, i piani di ristrutturazione sono trapelati prima che molti dirigenti ne fossero informati: la notizia ha generato comprensibile allarme tra i dipendenti e irritazione ai vertici. I manager sono stati quindi istruiti a presentare i cambiamenti come una trasformazione dei ruoli legata all'introduzione dell'intelligenza artificiale; poco dopo, Meta ha iniziato a monitorare l'uso di tastiera e mouse dei dipendenti negli Stati Uniti per addestrare agenti IA a imitare il comportamento umano al computer. Molti dipendenti hanno interpretato questa attività come un segnale evidente: stavano contribuendo ad addestrare i propri sostituti. La rete interna Workplace è stata invasa da post di protesta, commenti sarcastici e immagini simboliche. L'approvazione interna è crollata dal 74% al 55%, evidenziando un deterioramento significativo della fiducia nei confronti della dirigenza.
Parallelamente, i dati interni mostravano che l'intelligenza artificiale non stava producendo i risultati sperati. Il codice generato dai dipendenti con l'ausilio dell'IA era aumentato del 220%, ma le modifiche che portavano a nuove funzionalità per gli utenti crescevano solo del 36%. Gli incidenti tecnici e di sicurezza aumentavano del 40%, e il tempo necessario per gestirli del 70%, mentre agenti IA non supervisionati compivano azioni imprevedibili su larga scala. A giugno, un bot IA di supporto clienti è stato sfruttato da hacker per compromettere account Instagram di alto profilo, tra cui quello il profilo Instagram storico dell'amministrazione Obama, mantenuto come archivio pubblico. L'incidente ha aggravato ulteriormente la percezione interna dei rischi legati all'automazione spinta.
Dopo la cancellazione della seconda ondata di licenziamenti, la dirigenza ha sospeso il programma di monitoraggio delle attività dei dipendenti, ha consentito a parte del personale di tornare nei team precedenti e ha aumentato il budget per snack, viaggi ed eventi sociali, nel tentativo di risollevare il morale. A luglio, Zuckerberg è intervenuto a sorpresa in un incontro aziendale, riconoscendo che lo sviluppo degli agenti IA «non stava andando così bene come previsto». Mentre il progetto interno mostrava crepe sempre più evidenti, Meta ha lanciato all'esterno una campagna denominata «scommettiamo sulle persone», con un video e un saggio di 6.500 parole. L'iniziativa presentava una visione dell'intelligenza artificiale come strumento al servizio di miliardi di persone, contrapposta a quella dei concorrenti che puntano sull'automazione del lavoro. Secondo le analisi interne, tuttavia, la campagna appariva più come un'operazione di immagine che come una reale inversione di rotta.
Project OT, nato per trasformare radicalmente l'organizzazione di Meta, si è quindi concluso in una sconfitta su larga scala: non soltanto perché è stato necessario fare marcia indietro, dopo aver generato tensioni interne e problemi tecnici, ma anche perché ha distrutto la fiducia dei dipendenti nei confronti dei dirigenti e di Meta nel suo complesso.
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