UE, il Parlamento vuole imporre ai social regole più strette per tutelare i minori

La maggioranza degli eurodeputati è d'accordo con l'EU Kids Act promosso dalla Commissione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-09-2026]

parlamento europeo regole social minori
Foto di Johnny Cohen.

Muovendosi sulla scia dell'EU Kids Act, il Parlamento europeo ha approvato una serie di proposte per rendere più sicuri i social media e l'ambiente digitale per i minori, chiedendo a piattaforme, Stati membri e Commissione di adottare misure coordinate per ridurre rischi, pratiche manipolative e contenuti dannosi. Con 395 voti favorevoli, 136 contrari e 80 astensioni, i deputati hanno chiesto un approccio integrato che coinvolga legislatori, famiglie e scuole, sottolineando che l'ecosistema online offre opportunità educative ma espone anche i giovani a dipendenza, cyberbullismo e problemi di salute mentale.

Le proposte chiedono alle piattaforme di assumersi maggiori responsabilità nella protezione dei minori, intervenendo sulle pratiche di design più persuasive e sulle funzionalità che favoriscono l'uso compulsivo. I deputati sollecitano l'introduzione di sistemi di verifica dell'età che non comportino raccolta o conservazione di dati personali, insieme a una maggiore trasparenza sugli algoritmi che determinano la visibilità dei contenuti. Tra le misure richieste figura anche una modalità giovani che disattivi la pubblicità mirata ai minori, riducendo l'esposizione a messaggi commerciali personalizzati. Il Parlamento chiede inoltre standard etici obbligatori per gli AI companions, strumenti sempre più diffusi nelle piattaforme social e nelle applicazioni di intrattenimento. I deputati vogliono maggiore trasparenza sull'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale e il divieto per i sistemi IA di generare o manipolare immagini o video a contenuto sessuale senza il consenso della persona ritratta, una pratica che ha già causato casi documentati di abuso.

Un capitolo specifico riguarda la protezione dai contenuti illegali e dannosi nei servizi di condivisione video. La revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi è vista come un'opportunità per chiarire il ruolo e le responsabilità degli influencer e dei creatori professionali, verificando se le loro attività rientrino nell'ambito della normativa. I deputati chiedono che tali figure rispettino gli stessi obblighi di trasparenza pubblicitaria previsti per i fornitori di servizi media. Alla luce dell'influenza crescente degli influencer sulla percezione dei giovani, in particolare sull'immagine corporea, il Parlamento propone l'istituzione di un codice di condotta europeo che coinvolga influencer, agenzie e piattaforme. Una definizione giuridica di influencer marketing e il divieto di pratiche commerciali sleali contribuirebbero a una maggiore trasparenza, insieme all'obbligo di dichiarare sponsorizzazioni e collaborazioni commerciali.

Il relatore Sandro Ruotolo ha poi definito l'EU Kids Act «un passo nella giusta direzione», aggiungendo che «gli algoritmi non si fermano ai confini: l'Europa ha bisogno di regole comuni». Ha ribadito la necessità di un quadro chiaro sull'accesso ai social media: «Nessun social media sotto i 13 anni, accesso supervisionato dai 13 ai 15, con un limite di un'ora al giorno, e maggiore autonomia successivamente». Ruotolo ha sottolineato che la responsabilità non può ricadere solo su famiglie e bambini, ma deve coinvolgere le piattaforme, che devono rendere sicuri i propri prodotti.

Secondo i dati Eurostat, nel 2025 il 98% dei giovani tra 16 e 29 anni nell'UE utilizzava internet quotidianamente, contro il 90% della popolazione generale. La partecipazione ai social network era l'attività più comune, con l'89% dei giovani che creava profili e pubblicava contenuti come parte della routine quotidiana. È su questi numeri che si basa l'urgenza di un intervento normativo che tenga conto dell'impatto dei social media sulla vita dei minori. La palla passa ora alla Commissione e agli Stati membri, chiamati a tradurre queste indicazioni in norme e iniziative operative.

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