Avrebbe cercato di sottrarre segreti sui sistemi di intelligenza artificiale più avanzati.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-10-2026]
Un ingegnere di OpenAI è stato arrestato negli Stati Uniti con l'accusa di aver installato di nascosto un dispositivo di registrazione all'interno di una sala conferenze riservata ai dirigenti dell'azienda. Secondo le autorità federali, l'obiettivo sarebbe stato quello di intercettare conversazioni riservate riguardanti le tecnologie più avanzate sviluppate dalla società. L'arresto riguarda Abdulrahman Alfozan, cittadino saudita di 35 anni, impiegato presso OpenAI dal luglio 2025 come ingegnere. Il Dipartimento di Giustizia statunitense sostiene che abbia installato un dispositivo occulto all'interno degli uffici di San Francisco dell'azienda, in un'area destinata a incontri che coinvolgevano ricerca proprietaria, prodotti non annunciati, strategie aziendali e altre informazioni considerate altamente confidenziali.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la microspia sarebbe stata collocata intorno al 28 settembre e scoperta due giorni dopo dal personale di OpenAI. Il registratore era nascosto dietro un televisore presente nella sala conferenze e collegato a una porta USB; affinché fossemeno visibile sarebbe stato avvolto nella carta igienica e posizionato in modo da sfuggire a controlli superficiali. Le informazioni contenute negli atti giudiziari indicano che il dispositivo era dotato di funzionalità avanzate, tra cui crittografia dei dati, capacità di monitoraggio audio e meccanismi progettati per rendere più difficile l'individuazione delle registrazioni: quando OpenAI ha recuperato la scheda di memoria, il contenuto risultava cifrato e non immediatamente accessibile.
Particolare attenzione ha attirato anche l'hardware utilizzato. Secondo le autorità, s trattava di una scheda di sviluppo Seeed XIAO ESP32-S3 Sense, un dispositivo compatto dotato di microfono, connettività senza fili e supporto per schede microSD. Il componente, normalmente impiegato in progetti elettronici e applicazioni di intelligenza artificiale integrate, ha dimensioni sufficientemente ridotte da poter essere facilmente occultato. Le accuse sostengono inoltre che l'ingegnere abbia utilizzato strumenti aziendali per raccogliere informazioni relative alle sale riunioni, ai calendari, agli incontri con partner esterni e alla posizione dei dirigenti. Gli investigatori ritengono che queste informazioni siano state impiegate per individuare il luogo più adatto all'installazione del dispositivo.
Uno degli aspetti più insoliti dell'inchiesta riguarda il presunto utilizzo di un assistente basato sull'intelligenza artificiale durante la preparazione dell'operazione. Secondo l'accusa, un account associato alla moglie di Abdulrahman Alfozan avrebbe posto domande riguardanti registrazione continua dell'audio, connettività Wi‑Fi, ascolto remoto, crittografia dei dati e funzionamento del dispositivo. Alcune richieste avrebbero incluso perfino riferimenti agli identificativi specifici dell'hardware sequestrato. L'indagine sostiene inoltre che il sospettato sia stato ripreso dalle telecamere di sicurezza nei pressi della sala conferenze in diversi momenti precedenti alla scoperta della microspia. In una delle occasioni documentate, avrebbe osservato direttamente la parte posteriore del televisore dietro cui il dispositivo era stato nascosto.
Gli investigatori hanno poi individuato anche un secondo registratore. Secondo gli atti depositati in tribunale, il dispositivo sarebbe stato trovato all'interno di una borsa lasciata incustodita in un'altra area degli uffici di OpenAI. Tale apparecchio presentava caratteristiche simili a quelle del registratore scoperto nella sala conferenze. OpenAI ha dichiarato di aver utilizzato i propri modelli di intelligenza artificiale per analizzare il dispositivo e ricostruirne la provenienza. In una comunicazione ufficiale, l'azienda ha spiegato di aver identificato il dipendente responsabile dell'installazione e di aver immediatamente segnalato il caso all'FBI, collaborando con le autorità federali durante tutte le fasi successive dell'indagine.
OpenAI ha inoltre chiarito che, allo stato attuale delle verifiche, non esistono indicazioni che il dipendente abbia avuto accesso improprio o sottratto pesi dei modelli, codice sorgente o dati dei clienti. Dopo la scoperta del dispositivo, l'accesso dell'ingegnere ai sistemi aziendali è stato revocato e il rapporto di lavoro è stato interrotto. In una dichiarazione pubblica, OpenAI ha affermato: «Abbiamo scoperto un sofisticato dspositivo di registrazione nascosto all'interno di uno dei nostri uffici. Abbiamo utilizzato i nostri modelli per comprendere la natura del dispositivo e la sua provenienza, identificando che era stato installato da uno specifico dipendente pochi giorni prima. Abbiamo segnalato la questione all'FBI e siamo grati agli investigatori e ai procuratori che hanno agito rapidamente per effettuare un arresto».
L'FBI considera il caso particolarmente sensibile per via della natura delle tecnologie sviluppate da OpenAI. Il direttore dell'agenzia, Kash Patel, ha dichiarato che l'operazione avrebbe avuto lo scopo di catturare comunicazioni riguardanti la tecnologia di superintelligenza dell'azienda e ha sottolineato come la tutela dell'innovazione statunitense nel settore dell'intelligenza artificiale sia considerata una priorità nazionale. Abdulrahman Alfozan è stato arrestato il 9 ottobre e compare ora tra gli imputati in un procedimento federale per l'uso o il tentativo di utilizzo di dispositivi elettronici finalizzati all'intercettazione di comunicazioni private. Se riconosciuto colpevole, rischia fino a cinque anni di reclusione e una multa che può raggiungere i 250.000 dollari.
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