Il Digital Omnibus è una resa dell'Unione Europea?

Cassandra Crossing/ Che cos'è il Digital Omnibus e cosa significa per te? Troppe informazioni impediscono di vedere il quadro d'insieme; poche possono nascondere fatti essenziali. Trovare il giusto mezzo è difficile ma Cassandra ci proverà alternando fatti e suggestioni, come ogni buon cantastorie.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2025]

Chi pensava che ChatControl e ProtectEU fossero le iniziative dell’Unione Europea più lesive dei diritti e delle libertà digitali che si potessero concepire oggi, si accorgerà di essere stato un ottimista. Cassandra è stanca di ripetere in maniera diversa sempre le stesse cose. Non annoiata, non arrendevole, ma stanca. Perciò inizia con la sua solita e abusata citazione, antica ma sempre incredibilmente attuale. Sta succedendo ciò che può rendere veritiero quello che diceva V: «E lì dove una volta c’era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò».

Che il Consiglio d’Europa stia facendo tutto il possibile per far diventare l’Unione Europea (intesa come insieme dei cittadini) vittima di un tecnocontrollo il più pervasivo possibile è sotto l’occhio di tutti da quasi un decennio. Sembra che l’UE consideri come ideale da raggiungere quello cinese; l’unica iniziativa di tipo “cinese” attualmente non in cantiere (almeno che si sappia) è quella di stabilire un social score europeo.  Nel mondo digitale cosa differenzia un cittadino dell’Unione Europea da un normale terrestre? Semplice: in un corpus legislativo variegato ma che dovrebbe tendere a omogeneizzarsi, l’enunciazione dei diritti civili inalienabili che ogni cittadino europeo possiede, digitali e non.

Sul piano legislativo sono state emanate alcune direttive che hanno come pilastri fondanti proprio questi principi, scolpiti come scritti nella pietra. Il GDPR è uno di questi, il più importante. Stabilisce una cosa semplicissima: che i dati personali sono della persona, tranne casi eccezionali e limitati. La persona può farci quello che le pare, tranne casi eccezionali. I dati personali rimangono della persona anche se questa ne cede l’utilizzo. Tranne casi eccezionali, ha comunque il diritto di sapere chi ce li ha, averne copia, farli correggere o cancellare.

Ahimè, alla maggioranza delle persone questo non interessa affatto, tanto «siamo tutti profilati e non abbiamo niente da nascondere». La maggioranza delle persone, in certi campi, non vede nemmeno quello che ha sotto il naso; per cui proviamo a descrivere la possibile futura situazione UE dal punto di vista del flusso dei dati personali, dopo un Digital Omnibus. La maggior parte dei principi del GDPR erano già presenti persino nella visionaria prima legge italiana sui dati personali, la 675/96; essi non hanno impedito che il digitale si evolvesse seguendo strade diverse, fino alla situazione attuale di latente e oggettiva illegalità, in cui l’80% (stima) dei dati personali prodotti dai cittadini europei attraversano l’Atlantico e vengono gestiti da attori soggetti alle sole leggi degli USA, o da altri attori ancora più inaffidabili.

Quando raccolti da enti USA, i dati personali diventano un bene commerciabile e cedibile senza regola alcuna. Quindi una società che gestisca dati può cederli anche fraudolentemente ad altre società, le quali ne diventano completamente e permanentemente proprietarie. Nel caso dei dati personali, il titolare ne ha perso completamente il controllo e non ha più nessun diritto su di essi. Questa è la base di tutti i problemi, tralasciando dettagli tipo quello che il governo USA può segretamente richiedere qualsiasi dato gestito da entità USA dovunque nel mondo, e col vincolo del segreto farci qualsiasi cosa ritenga opportuno. Senza parlare, per brevità, di altre più recenti direttive europee (DSA, DMA, AI Act e Data Act): basta il GDPR per rendere illegali praticamente tutti i trasferimenti di dati personali negli USA e altrove, perché in aperta e insanabile violazione dei diritti dei cittadini UE. Quanto sopra è un riassunto brutale, rozzo e inevitabilmente impreciso; ma descrive in maniera adeguata e non contestabile il nocciolo della situazione.

L’unica risposta ragionevole per l’UE sarebbe quindi quella di ripristinare la propria sovranità tecnologica, anche se lentamente e con costi altissimi. Ma evidentemente questa non è la volontà dell’UE, che non si è mai resa neppure lontanamente indipendente dai servizi offerti dalle aziende extra-UE (per non ripetere ancora «dalle aziende statunitensi»). Per questo motivo l’UE si è dovuta inventare delle pezze assurde, dei trattati bilaterali UE-USA per dichiarare ammissibili i trasferimenti transatlantici di dati.  Queste pezze sono già state dichiarate invalide dalla Corte di Giustizia Europea per ben due volte, con le sentenze SCHREMS I e SCHREMS II. Sempre sono state reiterate, come è avvenuto per la terza volta; la Commissione europea ha adottato una decisione di adeguatezza sulla pezza attualmente in vigore, il quadro UE-USA per la protezione dei dati personali. La decisione giunge alla conclusione che gli Stati Uniti garantiscono un livello di protezione adeguato, cioè comparabile a quello dell’Unione Europea, per i dati personali trasferiti dall'UE alle imprese statunitensi.

Mentre una inevitabile SCHREMS III è già in cantiere per nuclearizzare anche questo quadro, a Bruxelles qualcuno ha pensato bene fare un’escalation e passare alle armi pesanti; neutralizzare la causa di tutti i problemi, il GDPR, scrivendo una direttiva europea che legalizzi la situazione attuale. Il suo nomignolo "Digital Omnibus" diventa quindi tanto ben descrittivo quanto minaccioso. Quindi il Digital Omnibus è una nuova resa a Trump? Certamente, se vogliamo vederla sul personale. Ma in realtà si tratta di una più generale resa a tutti gli Stati non nazionali (come li chiamavano William Gibson in Neuromante e Rudy Ruckert nella tetralogia Software).  La resa a un potere simile a quello che possiede la Weyland-Yutani nella saga di Alien.  Ma l’excursus letterario non vi faccia rilassare! Si tratta di concedere un potere imperiale e assoluto, non nello spazio ma nel ciberspazio.

Il GDPR e il resto del corpus legislativo europeo sono stati gli strumenti che hanno permesso all'oscuro avvocato austriaco Max Schrems di nuclearizzare per ben due volte le pezze che Consiglio di Europa, Stati Uniti e gli stati non nazionali avevano realizzato per dichiarare gli scambi dati transatlantici compatibili con il GDPR. Sono tre pezze destinate a mantenere invariata l’attuale sudditanza tecnologica che l’UE ha nei confronti degli Stati Uniti e di molti stati non nazionali.

Il Digital Omnibus renderà queste pezze permanenti, demolendo tutte le garanzie e tutti i diritti individuali che sono attualmente scolpiti della pietra del GDPR e delle altre direttive europee, rendendo queste direttive simili a un'inutile groviera, studiata appositamente per lasciar passare tutti gli interessi degli stati non nazionali, lasciando loro il campo libero. Max Schrems non potrà fare più niente. Nessuno potrà. E a voi lo stanno vendendo come una semplificazione che eliminerà le fastidiose firme sui documenti privacy. Perché tutto questo succede? Ce lo spiega di nuovo V: «Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c’è che da guardarsi allo specchio».

«Io so perché l’avete fatto. So che avevate paura». Ma tra il mondo di V e la realtà di oggi c’è una importante differenza; non di paura si tratta ma molto peggio: di semplice indifferenza. Semplicemente non vi importa! «Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco...». E adesso? Adesso, per coloro che non sono disposti a farsi prendere dalla depressione, quelli che si sono almeno un minimo indignati per ChatControl e Going Dark, vediamo cosa si può tentare.

Dopo una eventuale approvazione definitiva del Parlamento e del Consiglio, presumibilmente nel 2027, con applicazione dal 2028 in parallelo con la completa efficacia dell’AI Act, il Digital Omnibus potrebbe diventare direttiva europea. È sopratutto al Parlamento Europeo che bisogna tentare di fermare il Digital Omnibus. Fate opposizione. Usate i vostri diritti e i mezzi che avete per difenderli e mantenerli. Contestate. Spiegate le cose ai vostri amici e parenti. Scrivete agli eurodeputati millemila email.

Andate a Roma o a Bruxelles e parlateci. Partecipate a convegni e manifestazioni. Scrivete ovunque ne abbiate la possibilità. In questo mondo devastato dalla guerra, dalla povertà dei più, e che a breve peggiorerà ancora a causa del cambiamento climatico, stanno succedendo anche altre cose orribili. Ma anche queste manovre UE, anche se non sembra, sono molto molto importanti. E sono pericolose come una guerra sotterranea, perché ben nascoste e sottovalutate.  Perciò uscite dalle vostre bolle e non fatevi ingannare. Potete farlo. «Vi veri veniversum vivus vici».

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (0)


La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
E' VIETATA la riproduzione dei testi e delle immagini senza l'espressa autorizzazione scritta di Zeus News. Tutti i marchi e i marchi registrati citati sono di proprietà delle rispettive società. Informativa sulla privacy. I tuoi suggerimenti sono di vitale importanza per Zeus News. Contatta la redazione e contribuisci anche tu a migliorare il sito: pubblicheremo sui forum le lettere piu' interessanti.
Sondaggio
Il Garante Privacy ha istituito - ormai da anni - un servizio che in teoria dovrebbe tutelare la privacy dei cittadini iscritti, vietando ai call center di chiamare i loro numeri telefonici. Secondo la tua esperienza, il Registro delle Opposizioni funziona?
Sì. Sono iscritto e non mi scocciano praticamente mai.
Non lo so. Non sono iscritto.
No. Sono iscritto e continuo a ricevere telefonate con proposte commerciali.

Mostra i risultati (3314 voti)
Novembre 2025
MediaWorld vende iPad a 15 euro per errore, adesso li vuole tutti indietro
Riscaldano casa con un datacenter in giardino: giù i costi delle bollette
I Baschi Grigi della Cybersicurezza
Telemarketing aggressivo, operativo il filtro che impedisce lo spoofing dei numeri mobili
Cloudflare in tilt. Migliaia di siti irraggiungibili, servizi bloccati in tutto il mondo
E se Internet sparisse?
Windows diventerà un Agentic OS. Microsoft entusiasta, gli utenti temono guai
Database con dati personali di 3,8 milioni di italiani pubblicato nel dark web
I crescenti segni dell'esplosione
WhatsApp apre le porte a Telegram, Signal e altri servizi: inizia l'era delle chat cross-app
Con Gemini Google Maps ti parla davvero: indicazioni vocali, punti di riferimento e AI
La RAM costa più dell'oro: l'intelligenza artificiale fa impennare i prezzi della DRAM
App di autenticazione e chiavi hardware, anche di scorta
Resuscitare l'aspirapolvere smart ucciso da remoto dal produttore
AGCOM, ecco la lista dei siti porno che richiederanno la verifica dell'età: si parte il 12 novembre
Tutti gli Arretrati
Accadde oggi - 29 novembre


web metrics