Rinunciare allo smartphone

Cassandra Crossing/ Cambiare uno stile di vita per evitare la sorveglianza tecnologica.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-07-2021]

Nokia 3310

Probabilmente nessuno ha potuto ignorare la vicenda di Pegasus e della azienda israeliana NSO, la cui ampiezza è ben riassunta qui e qui, e della lista di 50.000 utenze telefoniche intercettate, dove abbondano ministri, giornalisti, capi di stato e attivisti dei diritti politici e digitali. Informazioni tecniche su cosa è successo sono reperibili a carrettate in Rete.

La questione va ben oltre la notizia e il fatto in sé; la vera notizia è la prova provata che, usando gli smartphone, nessuno è al sicuro, che tutti, ma proprio tutti, possono essere facilmente intercettati a qualsiasi livello.

Ricordate la fuga e le rivelazioni di Edward Snowden? Hanno cambiato il modo di vedere l'uso che gli stati nazionali fanno delle informazioni raccolte con qualunque mezzo. Lo hanno cambiato per sempre, dovrebbero averlo capito tutti.

Ricordate anche la recente approvazione dell'iniziativa nota come Chatcontrol, con cui l'Unione Europea ha legalizzato le intercettazioni di massa di tutte le informazioni digitali di tutti i cittadini, come sempre spacciandolo da semplice e indispensabile mezzo di contrasto alla criminalità? Lottare contro la criminalità è importantissimo, ma non è il valore supremo di una società civile.

Bene, sommando due più due, e con la stessa certezza che facciano quattro, si arriva all'inevitabile conclusione che, se si vuole conservare qualche brandello di privacy nelle comunicazioni elettroniche, è necessario rinunciare allo smartphone. Sì, come ha fatto Snowden, e per motivi simili.

Ma non basta; è necessario ripensare completamente il modo con cui riceviamo, utilizziamo e trasmettiamo informazioni, per poter avere, quando necessità lo impone, una ragionevole certezza che alcune nostre informazioni e comunicazioni siano e rimangano private.

Uno smartphone, usato con le abitudini "normali" nell'ecosistema software drogato dai gestori di repository e dal controllo sulle app, non è più utilizzabile come strumento di comunicazione. Punto. Non possiamo permetterci di restare permanentemente collegati a esso. Ri-punto.

La vicenda Pegasus ha dimostrato, al di là di ogni dubbio, che l'ecosistema dei cellulari è continuamente abusato e abusabile da una pletora di attori: stati nazionali, stati canaglia, organizzazioni criminali, aziende, servizi segreti, polizie, anche da privati cittadini o consulenti privi di scrupoli.

Mettere pannicelli caldi a un sistema malato nelle sue radici più profonde, limitandosi ad aumentare i controlli sulla vendita di software spia, o ad aumentare la sicurezza degli ecosistemi software degli smartphone con applicazioni e sistemi operativi meglio scritti e più sicuri non ci può portare da nessuna parte. È l'intero ecosistema che è fallato.

Modificare qualche dettaglio di come usiamo gli smartphone, cambiando programma di chat o smettendo di usare un certo social network, è altrettanto inutile e fallimentare. È l'intero ecosistema software degli smartphone che è nato sbagliato e malato alla radice; si rende necessario semplicemente uscirne.

Questo non vuol dire rinunciare all'uso dei cellulari, ma che è necessario tornare al dualismo telefono/computer. Significa che per telefonare dobbiamo tornare a utilizzare gli economicissimi e pratici dumbphone, privi di sistema operativo e senza collegamento a Internet. Significa che per tutto il resto dobbiamo tornare a utilizzare i computer, con l'ampia scelta di programmi e sistemi operativi nati per i computer; computer che possono essere resi sicuri fino al livello necessario da ciascuno. Privilegiando ovviamente il software libero ed il software open source.

Significa non essere sempre online senza che ce ne sia la necessità. Significa non essere sui social 24 ore al giorno. Significa non mettere online permanentemente la propria casa riempiendola di inutili gadget IoT e di assistenti "intelligenti".

Ma persino ripristinare il dualismo computer/telefono è condizione certamente necessaria, ma non sufficiente. È necessario abolire ovunque gli ecosistemi software troppo omogenei e ritornare verso sistemi eterogenei e comunicanti con protocolli standard. Solo così si può iniziare a contrastare l'esistenza di software come Pegasus e iniziative come Chatcontrol.

Cassandra, nel proporre questa soluzione, fa sua una citazione di un altro Winston (non Winston Smith, ma Winston Churchill): "Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore". Non sono sogni utopistici, ma cambiamenti necessari; dobbiamo solo farcene una ragione. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, cambiare noi.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 29)

Hai seguito qualche guida? Hai qualche link?
2-8-2023 19:10

Io lo uso, con la app della banca senza problemi, ma ho dovuto prendere un Pixel e l'installazione richiede un po' di competenze in più, è vero. Ma, installazione a parte, mi funziona tutto quello che deve funzionare. Non ho dovuto sacrificare granché
1-8-2023 09:34

Sono difficili da installare e non tutti i device li supportano. Sono incompatibili con app di banche e spid, e tante altre app. Quelli nativi costano un botto e hanno hardware mediocre, oltre a tutti i difetti sopra. Sono anni che seguo lo sviluppo di questi OS ma continuo a non vederli pronti.
1-8-2023 08:44

Esistono anche OS aperti per cellulari. Tipo CalyxOS, esiste Aurora Store and F-droid.. Volendo si può avere un minimo di privacy in più senza sacrificare troppo
1-8-2023 04:32

Commento ...
30-11-2021 09:00

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