Social network e minori, l'UE congela le leggi dei singoli Stati

La Commissione europea impone una sospensione di dodici mesi ai progetti di legge nazionali che limitano l'accesso dei minori ai social media: vuole una disciplina comune per tutta l'Unione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-10-2026]

La Commissione europea ha deciso di congelare per dodici mesi le iniziative legislative nazionali che puntano a vietare o limitare l'accesso dei minori ai social media. La misura mira a evitare che i singoli Stati membri introducano regole diverse tra loro mentre è in fase di negoziazione l'EU KIDS Act, il nuovo quadro normativo europeo dedicato alla sicurezza digitale di bambini e adolescenti.

Il primo Paese colpito dallo stop è l'Austria. Vienna aveva chiesto alla Commissione una valutazione sulla compatibilità con il diritto europeo della propria proposta di legge, che prevede il divieto di accesso ai social network per gli under 14. Alla scadenza dei termini per la risposta, l'esecutivo europeo ha comunicato che l'iter dovrà essere sospeso per un anno. Secondo la Commissione, il rischio principale è la frammentazione normativa del mercato unico digitale. Se ogni Stato membro adottasse limiti di età differenti e obblighi diversi per le piattaforme, l'applicazione delle regole diventerebbe estremamente complessa sia per le autorità sia per le aziende che operano a livello europeo.

Il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha spiegato la posizione di Bruxelles con parole nette: «La Commissione ha deciso di rinviare di 12 mesi qualsiasi progetto di legge nazionale che si sovrapponga alle future norme armonizzate». Ha inoltre sottolineato che «un problema europeo richiede una risposta europea unitaria» e che l'attenzione deve ora concentrarsi sui negoziati relativi all'EU KIDS Act. L'intervento europeo arriva dopo mesi nei quali numerosi governi hanno portato avanti iniziative autonome per limitare l'accesso dei più giovani alle piattaforme social. Oltre all'Austria, Bruxelles ha indicato tra i Paesi coinvolti da notifiche e proposte legislative anche Italia, Belgio, Slovenia, Germania, Portogallo e Danimarca, tutti interessati a introdurre forme di controllo o divieto differenti.

In Italia l'attenzione si concentra sul disegno di legge Mennuni-Madia, attualmente in discussione parlamentare, che prevede restrizioni per l'accesso ai social da parte dei minori di 14 anni. La proposta rientra tra quelle che potrebbero essere condizionate dalla decisione comunitaria qualora entrino nel perimetro delle future norme armonizzate europee. Non tutti i Paesi, tuttavia, si trovano nella stessa situazione. Grecia e Francia rappresentano casi particolari. Bruxelles ha chiarito che esistono differenze procedurali e temporali rispetto al caso austriaco. In particolare, alcune notifiche nazionali erano state presentate prima della proposta dell'EU KIDS Act, facendo sì che il periodo di sospensione previsto dalle procedure europee risultasse già esaurito.

Il congelamento delle leggi nazionali è strettamente collegato all'EU KIDS Act, presentato dalla Commissione nel settembre 2026. La proposta introduce per la prima volta una disciplina comune per tutta l'Unione europea in materia di accesso dei minori ai servizi digitali. Nella formulazione attuale, il progetto vieta l'accesso autonomo ai social media ai minori di 13 anni e stabilisce che tra i 13 e i 15 anni l'utilizzo avvenga attraverso modalità soggette al controllo dei genitori. La proposta impone inoltre alle piattaforme obblighi di progettazione orientati alla sicurezza dei minori, trasferendo sui fornitori di servizi il compito di dimostrare che prodotti e funzionalità siano adeguati all'età degli utenti.

Le misure previste vanno oltre i social network tradizionali. Il testo comprende videogiochi online, chatbot e assistenti basati sull'intelligenza artificiale, piattaforme video e altri servizi digitali utilizzati dai minori. Tra gli interventi ipotizzati figurano limitazioni alle funzionalità che potrebbero generare dipendenza, come lo scorrimento infinito dei contenuti, alcune notifiche automatiche e i sistemi di raccomandazione basati sulla profilazione. Bruxelles ha lasciato intendere che eventuali normative nazionali incompatibili con il futuro quadro europeo potrebbero dover essere modificate o superate una volta completato il percorso legislativo dell'EU KIDS Act.

Nel frattempo proseguiranno i negoziati tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea. L'obiettivo dichiarato è arrivare a una disciplina comune che eviti un mosaico di regole nazionali differenti e garantisca standard uniformi per la tutela dei minori nell'ambiente digitale in tutti i Paesi dell'Unione.

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