Turismo spaziale

Alcuni giorni fa e' stato lanciato in sub-orbita il primo mezzo progettato e costruito per fini turistici da privati, lo SpaceShipOne.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-07-2004]

Trans Orbital Incorporated, fondata nel 1998 a La Jolla, Ca., e' stata autorizzata nel 2002 a "esplorare, fotografare e atterrare sul suolo lunare". Il suo TrailBlazer, dotato di videocamere ad alta definizione, e' stato lanciato dalla base di Baikonur (Kazakistan) nell'agosto 2003. Non so cosa sia successo dopo. L'oggetto sociale di TransOrbital comunque e' di "sfruttare commercialmente le esplorazioni spaziali".

Nel 1979 le Nazioni Unite ("U.N. Moon Treaty") avevano solennemente dichiarato la Luna patrimonio comune dell'umanita', sfruttabile solo per fini d'interesse collettivo e sociale. Ne' gli Stati Uniti ne' l'Unione Sovietica aderirono al trattato, che rimase lettera morta. Gli scienziati temevano che questo avrebbe portato a una militarizzazione dello spazio. La militarizzazione c'e' stata, e ora comincia la privatizzazione.

Alcuni giorni fa e' stato lanciato in sub-orbita il primo mezzo progettato e costruito per fini turistici da privati, lo SpaceShipOne. Un tizio, che aveva abbastanza soldi per farlo, e' stato per qualche minuto a zero G, e questo piu' o meno e' stato tutto. Come se Cristoforo Colombo fosse servito principalmente a permettere delle crociere Costa alle Bermude.

Particolare interessante, il principale finanziatore era Paul Allen, che in tempi meno sfatti era stato il cofondatore di Microsoft con Gates. Microsoft sopravvive oggi piu' che altro come residuo parassitario d'altri tempi, e i suoi Vip non hanno di meglio da fare che giocare ai gentiluomini eccentrici in mongolfiera.

E' quasi una parabola, non nel senso evangelico ma proprio graficamente, col vecchio capitalismo tecnologico che, avendo superato il suo apice, ora tende velocemente verso il basso.

Il Sessantotto era stato, fra le altre cose, l'anno della Luna. Adesso, il meglio che puo' capitare al povero satellite e' di essere usato come McDonald per Vip.

Che fai tu luna in ciel

"Un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità": ricordate di Neil Armstrong mentre metteva piede sulla luna, quell'estate di tanti anni fa? Come nei racconti di Bradbury, il razzo era partito fra le proteste dei manifestanti davanti alla base spaziale ("Pensate ai problemi della terra, prima!") e le speranze di sognatori, scienziati, persone di tutto il pianeta.

Il televisore in cucina, in milioni di case in tutto il mondo, ritrasmetteva (in bianco e nero) i passi spugnosi degli astronauti sul suolo bucherellato della luna: molti esseri umani passarono quella notte cosi', davanti a quei rudimentali televisori, a guardare esseri umani come loro che passeggiavano goffamente dentro la Luna dei poeti. L'inizio, senza dubbio, di qualcosa.

Dopo piu' di trent'anni, di Luna si comincia a riparlare. Stavolta pero' come business. Il primo turista spaziale, un tizio qualunque ma imbottito di soldi, e' gia' tornato a terra con la valigetta dei ricordi delle vacanze e le foto.

"Sara' l'affare piu' ricco del futuro" dicono alla Nasa, e naturalmente bisognera' provvedere anche alle pillole per non ingrassare, all'anti-abbronzante spaziale, a un minimo di american way of life sulla Luna e su Marte come alle Seychelles o alle Maldive.

Va bene: si vede che doveva andare a finire cosi'.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo (1)

Giorgio
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26-7-2004 15:16

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