Il libro nero delle multinazionali americane

Da AOL Time Warner a Disney e Microsoft, fino a Wal-Mart e WorldCom: tutte le malefatte delle imprese Usa più grandi, ricche e potenti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-10-2005]

libronero

Dopo il "Libro nero del comunismo" sono usciti in libreria molti Dossier sui crimini di tante realtà del mondo contemporaneo: l'ultimo arrivato è il "Libro nero delle multinazionali americane", edito da Newton Compton e scritto dal giornalista franco-canadese Steve Proulx. Come si sa, i canadesi, cittadini di uno Stato a Welfare diffuso e solido, sono i nordamericani diversi, i meno teneri con gli States.

Steve Proulx elabora una breve scheda riassuntiva della storia di ogni grande multinazionale americana, fornisce cifre (sempre imponenti), illustra i comportamenti antisociali, antisindacali e antiecologici, racconta dei movimenti e delle reazioni contrarie nell'opinione pubblica americana e mondiale che spesso che hanno prodotto cambiamenti nell'operato dei manager di queste grandi corporations.

Josè Bovè, il contadino no Global che sfascia i McDonald's, eroe del No francese al referendum sulla Costituzione europea, ne firma la prefazione e ci ricorda: "Tra le cento entità economiche più importanti del mondo, 29 sono multinazionali, tra le quali va annoverata la maggior parte delle società americane. La Exxon si colloca al 45° posto, con un peso economico paragonabile a quello del Cile o del Pakistan. La Nigeria arriva appena dopo la Daimler Chrysler e la General Electric, mentre la Philip Morris si trova gomito a gomito con la Tunisia, la Slovacchia e il Guatemala".

L'autore ci ricorda come il fallimento di WorldCom/Mci, la seconda multinazionale mondiale delle Telecomunicazioni dopo AT&T, sia stato superiore a quello di Enron, sulla cui vicenda in questi giorni esce un film-documentario in Italia.

Ci illustra, poi, il caso di Microsoft definita "l'intrallazzatrice". Ci spiega come l'Ms-Dos con cui Bill Gates fornì i computer l'IBM nel 1981 non fu farina del sacco di Gates ma il frutto di una licenza acquistata da una piccola casa di software, la Seattle Computer Products, a cui Gates non aveva rivelato di essere in trattativa con IBM. Ci rammenta che il 7 giugno 2000 la giustizia americana aveva ordinato lo smembramento in due entità distinte di Microsoft, sentenza che fu annullata in appello l'anno dopo.

Il libro ci parla, inoltre, della Monsanto e della lotta dei contadini contro gli OGM, della Citigroup che riesce a diventare la più grande multinazionale del mondo nel settore bancario e assicurativo facendo modificare la legge che proibiva alle banche di acquistare le assicurazioni e che una campagna di boicottaggio ha costretto ad assumere dei seppur deboli principi di equità negli investimenti.

Infine Aol Time Warner, il grande gruppo del multimediale americano con cui ora Google e Yahoo vorrebbero fondersi, che ha convinto la maggioranza repubblicana dei membri della FCC (la potente Authority delle Comunicazioni statunitense) a modificare i rigidi limiti al possesso di TV, radio e giornali, con il rischio di favorire un pericoloso monopolio dell'informazione di cui noi italiani sappiamo già qualcosa e non in positivo.

Scheda
Titolo:
Il libro nero delle multinazionali americane
Autore: Steve Proulx
Editore: Newton Compton
Prezzo: 9,90 euro

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

{Ettore Cancellier}
Lo ho comprato e letto. Leggi tutto
1-12-2005 09:19

{molly}
multiPACCHI Leggi tutto
5-11-2005 12:42

{Fred}
Ulteriore completezza Leggi tutto
31-10-2005 08:34

... Nomisma, IRI... (per completezza) Leggi tutto
28-10-2005 15:24

{EB}
D'accordo su tutto... Leggi tutto
28-10-2005 14:42

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