PC per i poveri, la finta guerra

Non c'è solo il PC da 100 dollari di Negroponte. La presentazione dell'EduWise di Intel, destinato a informatizzare il terzo mondo, genera cattivi pensieri.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-05-2006]

Il PC economico di Intel

Tra le proposte di un PC economico, in grado di far parte della dotazione personale di molti bimbi del terzo mondo, non c'è solo il PC da 100 dollari di Negroponte. La rete è ormai piena di esperimenti, rilanci, controproposte, da perderci la testa. Sembra che tutti, dopo la sbornia di mostri multimediali complicatissimi, vogliano riscoprire la sobrietà.

Non si tratta di una moda, evidentemente. Dietro gli investimenti delle grandi corporation vi è una scommessa sullo sviluppo dei paesi svantaggiati. Poveri in canna, ma anche estremamente popolosi: quando anche solo una parte delle persone riuscirà almeno un po' a tirarsi su dalla miseria, si trasformeranno in enormi mercati di consumo di prodotti tecnologici.

Ora che si è vicini all'aver informatizzato e connesso alla rete un miliardo di persone, la parola d'ordine sembra essere: "Vai col secondo miliardo". Un traguardo ben lontano dalla perfezione, visto che siamo in molti di più, ma che rappresenta un cospicuo passo avanti. E un enorme business.

La sfida è stata raccolta da multinazionali, consorzi, semplici hobbisti: dal cellulare di Microsoft agli esperimenti di trashware su pezzi Apple, dal programma pc-1 di VIA, ai superpalmari "Mobilis" di Encore.

Intel non vuole essere da meno. Dopo aver bollato il PC di Negroponte come un gadget senza valore, anche questo gigante presenta la propria "originale" ricetta per colmare il digital divide planetario. Alla WCIT (World Conference on Information Technology) ad Austin, USA, la scorsa settimana, ha svelato il proprio progetto per un computer portatile da 400 dollari (circa 315 euro).

L'aggeggio è solo la punta dell'iceberg di un investimento, soprannominato World Ahead, da un miliardo di dollari (oggi, circa 785 milioni di euro) nei prossimi cinque anni, per promuovere l'uso della Rete e dei computer nelle zone svantaggiate del mondo.

L'obiettivo è portare l'accesso wireless ad alta velocità al "prossimo miliardo di persone" svantaggiate, con la formazione di dieci milioni di insegnanti all'uso della tecnologia nell'istruzione. L'EduWise, il PC di Intel, sarà la testa di ponte di questo progetto.

Esso includerà il supporto per il collegamento WiMAX e WiFi con il protocollo 802.11 b/g e una suite software didattica. Il WiMAX è il cuore della strategia Intel nel campo della connettività. A quanto dicono, la presenza di questo dispositivo nell'EduWise, darà a questa tecnologia la spinta decisiva alla sua definitiva messa in funzione a livello globale.

La configurazione software definitiva non è ancora nota, ma tutto lascia pensare che difficilmente Intel abbandonerà l'accoppiata vincente con Microsoft. I portatili potrebbero essere equipaggiati con l'ormai mitica Starter Edition, la versione menomata di XP, o una sua evoluzione, derivata da Vista.

Il direttore generale di Intel, Paul Otellini, non risparmia ulteriori frecciatine a Negroponte e alla sua cordata, dirette soprattutto al rivale AMD: "Non vogliamo colmare il digital divide con una tecnologia vecchia," ha dichiarato, "non cerchiamo software esotici, preferiamo programmi già esistenti e concreti."

A chi giova questa guerra per conquistare il bambino povero? Purtroppo, dal punto di vista economico, pare che non sia vera guerra. Le proposte si rivolgono a segmenti di mercato molto differenti: OLPC punta al basso di gamma, verso quei bimbi che non possono permettersi il PC, e devono ricorrere a piani di cooperazione governativi.

EduWise si rivolge a una fascia più alta, presumibilmente gli insegnanti, sia per il prezzo, sia perchè presuppone la presenza di una rete elettrica efficiente, sia per il tipo di marketing utilizzato. Microsoft, invece, col suo PC-cellulare, punta ai neo-yuppie del sud del mondo, quelli che possiedono un monitor o una TV, e che possono permettersi una Sim-card con relativo abbonamento dati.

È proprio questa pacifica spartizione preventiva del mercato, a destare preoccupazione. Che non si tratti solo di beneficenza è sotto gli occhi di tutti: è impensabile che la madre di palladium investa cifre, difficili anche solo da pronunciare, solo per il bene dei bimbi africani.

Anche guardando nell'altro fronte, è difficile credere che i consorziati di Negroponte (AMD, Brightstar, Google, News Corporation, Nortel e Red Hat, tanto per fare qualche nome) lascino da parte i propri appetiti commerciali/espansivi in nome della lotta all'ignoranza e al digital divide.

La presentazione di prodotti così diversi per prezzo e prestazioni, e una collocazione così netta in segmenti di mercato diversi, non può non destare sospetti e, a ben vedere, spiega molte cose.

Il pericolo è un'invasione di inutili macchine elettroniche in paesi dove un'operazione del genere farebbe notizia, e la totale dimenticanza di aree più svantaggiate dal punto di vista della fama. A pagare il conto, potrebbero essere le ONG e i loro generosi contributori. Stiamo vigili.

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